Cassazione Penale, Sentenza n. 1636/2022 del 17/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
De Marco impugnava in Cassazione la sentenza della Corte d'appello che lo aveva confermato condannato per bancarotta documentale (artt. 110 c.p., 216 e 223 L.F.), contestando: a) la qualificazione del suo ruolo come "extraneus" concorrente e non come amministratore di fatto (con la conseguente diversa rilevanza del dolo specifico); b) l'insufficiente motivazione circa l'elemento soggettivo richiesto per la responsabilità dell'extraneus (mancanza di prova di consigli, assistenza o misure idonee a sottrarre beni ai creditori); c) la motivazione apparente e illogica nella quantificazione delle pene accessorie (anni 5). In sostanza il ricorrente sosteneva che la mera posizione formale di responsabile contabile non poteva di per sé fondare la responsabilità penale concorrente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e l'ha accolto. Ha censurato la Corte d'appello per non aver specificato il contributo causale concreto e dinamico attribuito a De Marco in qualità di extraneus (es. suggerimenti su mezzi giuridici per sottrarre beni, assistenza nella conclusione di negozi fraudolenti o altro rafforzamento dell'illecito), essendosi limitata a ricavare la responsabilità dalla sola posizione formale. Considerata l'impossibilità di integrare ulteriormente il quadro probatorio con nuovi elementi utili, la Corte di legittimità ha disposto l'annullamento della decisione impugnata (con esito favorevole al ricorrente).
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Principio di concorso di persone nel reato: usato per inquadrare la partecipazione del ricorrente come concorrente nell'illecito principale
art. 216 L.F. (legge fallimentare)
Disciplina delle pene accessorie per reati fallimentari (inabilitazione e divieto di ricoprire uffici direttivi); la Corte ha ritenuto che la determinazione della durata delle pene accessorie richieda adeguata motivazione proporzionata alla gravità e alla durata della condotta
art. 223, primo comma, L.F.
Norma che contempla la responsabilità penale per la bancarotta documentale e le diverse figure coinvolte; la giurisprudenza di legittimità richiede per l'extraneus la prova di un contributo attivo (consigli, assistenza, misure per sottrarre beni o garantire l'impunità)
art. 2639 cod. civ.
Nozione di amministratore di fatto: richiede esercizio continuativo e significativo di poteri gestori; la sua configurazione non dipende dalla mera titolarità formale ma da elementi sintomatici di effettiva gestione
Massime di principio
- La mera qualifica formale (es. "responsabile amministrativo e contabile") non è sufficiente, di per sé, a fondare la responsabilità penale per bancarotta fraudolenta in qualità di extraneus: è necessario dimostrare il contributo concreto e dinamico all'attuazione del progetto criminoso.
- Per configurare l'extraneus concorrente in un reato fallimentare occorre prova della consapevolezza dei propositi distrattivi e di atti concreti quali consigli, suggerimenti sui mezzi legali per sottrarre beni, assistenza nelle operazioni o iniziative dirette a rafforzare l'altrui progetto criminoso.
- Per qualificare una persona come amministratore di fatto sono richiesti elementi che dimostrino un'esercizio continuativo e significativo di funzioni gestorie; indici di mera esecuzione di compiti contabili non bastano.
- Se il giudice di merito non specifica la consistenza causale del contributo attribuito all'imputato e si limita a dedurre la colpevolezza dalla posizione formale, la decisione è vulnerabile in cassazione e può essere annullata.
- Le pene accessorie devono essere motivate con riferimento alla gravità, alla durata della condotta e ai precedenti; una motivazione apparente o generica sulla loro durata può essere censurata.
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