Cassazione Penale, Sentenza n. 15287/2022 del 20/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso deduceva l'omessa dichiarazione di nullità delle sentenze ai sensi dell'art. 604, comma 5-bis, cod. proc. pen., lamentando che la Corte di appello aveva ritenuto legittima la prosecuzione del processo nonostante la notifica della citazione a giudizio fosse stata eseguita solo al difensore d'ufficio. Il ricorrente richiamava il precedente delle Sezioni Unite (Sez. U., n. 23948 del 28/11/2019, Ismail) secondo cui la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è sufficiente a fondare la dichiarazione di assenza; il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale tale da far ritenere certa la conoscenza del procedimento o la volontaria sottrazione dell'imputato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto applicabile il principio delle Sezioni Unite: la mera notifica al difensore d'ufficio e la sola elezione di domicilio non costituiscono presupposto idoneo per dichiarare l'assenza dell'imputata, se non è dimostrata l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale o comportamenti della imputata indicativi di volontaria sottrazione. Nel caso di specie non risultava prova di un rapporto effettivo tra l'avv. Paolo Burlo (difensore di ufficio) e Claudia Masic né condotte della Masic tali da desumere volontaria sottrazione. Pertanto la Corte ha dichiarato le sentenze di primo e secondo grado affette da nullità e le ha annullate senza rinvio, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale di Imperia per l'ulteriore corso del giudizio.
Norme richiamate
art. 604, comma 5-bis, codice di procedura penale
La normativa riguarda la possibilità di dichiarare l'assenza dell'imputato quando la notifica è stata eseguita al difensore; la Corte interpreta che l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non sia di per sé sufficiente a fondare tale dichiarazione senza accertare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o la conoscenza/volontaria sottrazione dell'imputato.
Sez. U., n. 23948 del 28/11/2019 (Ismail), Rv. 279420
Sez. U., n. 23948 del 28/11/2019, dep. 2020, Ismail, Rv. 279420
Principio espresso dalle Sezioni Unite secondo cui la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è presupposto sufficiente per dichiarare l'assenza dell'imputato; il giudice deve verificare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale e la vera conoscenza del procedimento o la volontaria sottrazione.
Massime di principio
- La sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non basta per dichiarare l'assenza dell'imputato: il giudice deve accertare l'effettivo rapporto professionale tra imputato e difensore.
- Per dichiarare l'assenza o procedere in sua assenza è necessario dimostrare che l'imputato abbia avuto conoscenza del procedimento o si sia sottratto volontariamente; in mancanza, scatta la nullità delle statuizioni processuali.
- Quando la notifica è avvenuta solo al difensore d'ufficio, la procura o il giudice devono compiere indagini e verifiche (o disporre ricerche) per accertare l'effettiva rappresentanza e la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato.
- La mancata verifica dell'effettivo rapporto difensore/imputato e dell'avvenuta conoscenza del procedimento può comportare l'annullamento delle sentenze anche senza rinvio e la restituzione degli atti al giudice di merito per il prosieguo.
- Per difesa e imputato: conservare e produrre prove di contatti, incarichi o comunicazioni con il difensore è importante per evitare che una notifica al difensore sia interpretata come conoscenza del procedimento.
- Per il giudice di merito: motivare l'accertamento sulla effettiva instaurazione del rapporto professionale o sulle ricerche compiute per reperire l'imputato quando la notifica è avvenuta al difensore d'ufficio.
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