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Sentenza

Sentenza n. 1225/2026 - Milano, Sezione 2

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n.-OMISSIS- della Sezione Lavoro del Tribunale di Milano.

Giustizia amministrativa202503868

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione di una sentenza del Tribunale di Milano che aveva condannato il Ministero all'assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, per complessivi 2.000 euro

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente creditrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito per l'esatta esecuzione del giudicato formatosi su una sentenza della Sezione Lavoro del Tribunale di Milano, notificata e munita dell'attestazione del passaggio in giudicato. La sentenza aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito a corrispondere alla docente, per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2022/2023 e 2023/2024, la somma complessiva di 2.000 euro mediante l'assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione prevista dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015. Poiché l'Amministrazione non aveva inizialmente soddisfatto la pretesa, la ricorrente ha chiesto l'ordine di conformazione al giudicato, la nomina preventiva di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza e la condanna alle spese.

La decisione

Il TAR ha preso atto che, successivamente alla proposizione del ricorso, il Ministero ha accreditato l'importo oggetto della controversia. Essendo stata integralmente soddisfatta la pretesa azionata in sede di ottemperanza, il Collegio ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, senza procedere alla nomina del commissario ad acta. Poiché l'adempimento è intervenuto solo dopo l'introduzione del giudizio, il Ministero è stato condannato alla rifusione delle spese del procedimento, liquidate in 1.000 euro per compensi, oltre IVA, CPA, spese generali del 15% e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta integrale soddisfazione della pretesa azionata determina la cessazione della materia del contendere.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Costituisce la base normativa della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, oggetto della condanna contenuta nel giudicato da eseguire.

  • art. 26 c.p.a.

    Rileva per la condanna alle spese del giudizio amministrativo.

  • art. 39 c.p.a.

    Consente il richiamo alle disposizioni del codice di procedura civile, tra cui quelle sulla distrazione delle spese.

  • art. 93 c.p.c.

    Consente la distrazione delle spese a favore dei difensori che si siano dichiarati antistatari.

  • art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. 115/2002

    È richiamato ai fini dell'addebito del contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale soddisfazione della pretesa contenuta nel giudicato, intervenuta dopo la proposizione del ricorso, determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Quando l'Amministrazione adempie al giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, la sopravvenuta soddisfazione della pretesa non esclude la condanna dell'Amministrazione alle spese del giudizio, poiché l'inadempimento iniziale ha reso necessaria l'azione giudiziaria.
  • La cessazione della materia del contendere per avvenuto adempimento rende non necessario procedere alla nomina del commissario ad acta richiesta per l'ipotesi di perdurante inottemperanza.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolasticoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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