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Sentenza

Sentenza n. 1233/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601054

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale che ha dichiarato irricevibile e nulla la SCIA commerciale per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande in un manufatto interessato da pregresse irregolarità urbanistico-edilizie

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente impugnava il provvedimento con cui il Responsabile del SUAP aveva dichiarato irricevibile e nulla la SCIA presentata per l’avvio o la prosecuzione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande. L’amministrazione aveva fondato la determinazione sull’abusività del manufatto, sulla carenza dei requisiti urbanistici e igienico-sanitari e sull’asserita inidoneità strutturale dei locali. La ricorrente deduceva violazione dell’art. 19 l. 241/1990, difetto assoluto di istruttoria, travisamento dei presupposti di fatto, eccesso di potere per sviamento e illegittima introduzione della categoria provvedimentale della “nullità della SCIA”. Sosteneva, tra l’altro, che il manufatto fosse stato oggetto di collaudo statico e di precedenti controlli senza rilievi ostativi, nonché che una successiva deliberazione comunale avesse riclassificato l’area in senso compatibile con l’attività. Chiedeva anche misure cautelari urgenti.

La decisione

Il TAR ha deciso la causa con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. e ha respinto il ricorso. Ha affermato che la SCIA produce effetti immediati, ma non impedisce all’amministrazione di esercitare i poteri di verifica e controllo e di inibire la prosecuzione dell’attività quando manchino i requisiti prescritti. Nel caso concreto, il manufatto era interessato da pregresse vicende urbanistico-edilizie non concluse con una piena regolarizzazione. La pendenza di un procedimento di sanatoria non attribuisce al bene uno stato legittimo, non stabilizza la situazione giuridica dell’immobile e non legittima automaticamente l’esercizio dell’attività economica. La successiva deliberazione comunale di indirizzo urbanistico non era sufficiente, di per sé, a regolarizzare l’immobile, essendo necessario il completamento dell’iter pianificatorio e la verifica puntuale della conformità edilizia e funzionale. La censura relativa all’uso dei termini “irricevibile” e “nulla” è stata respinta perché l’atto, indipendentemente dal nomen iuris, aveva sostanziale natura inibitoria ed era diretto a impedire l’attività in assenza dei presupposti normativi. Sono state inoltre escluse carenze istruttorie e illogicità manifesta, poiché la determinazione comunale risultava fondata su elementi urbanistico-edilizi non superati da atti definitivi di regolarizzazione e coerenti con la tutela della sicurezza, della legalità urbanistica e dell’interesse pubblico. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 19 l. 241/1990

    La SCIA consente l’avvio immediato dell’attività, ma non esclude i poteri di verifica e controllo dell’amministrazione, inclusa l’adozione di misure inibitorie quando manchino i requisiti normativi.

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    La decisione può essere resa in forma semplificata quando il contraddittorio è integro, la causa è matura e non sono necessari ulteriori incombenti istruttori.

  • art. 56 c.p.a.

    La richiesta di misure cautelari monocratiche è stata rigettata con decreto, senza che il testo riporti una motivazione specifica ulteriore.

Massime di principio

  • La SCIA produce effetti immediati, ma non sottrae l’attività ai poteri-doveri di verifica e controllo dell’amministrazione, che può inibirne la prosecuzione quando manchino i requisiti urbanistici, edilizi, igienico-sanitari o di sicurezza prescritti dalla legge.
  • La pendenza di un procedimento di sanatoria edilizia non attribuisce all’immobile uno stato legittimo, non stabilizza la situazione giuridica del bene e non legittima automaticamente l’esercizio di un’attività economica nei locali interessati.
  • Una deliberazione comunale di indirizzo o riclassificazione urbanistica non determina, di per sé, la regolarizzazione edilizia dell’immobile; occorrono il completamento dell’iter pianificatorio e la verifica puntuale della conformità edilizia e funzionale del manufatto.
  • Nel sindacato sull’atto che incide su una SCIA occorre privilegiare la sostanza rispetto al nomen iuris: un provvedimento denominato irricevibile o nullo può essere qualificato come sostanzialmente inibitorio se mira a impedire l’attività per mancanza dei presupposti normativi.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAbusi edilizi e sanzioniPubblici esercizi e somministrazioneSCIA e liberalizzazioni
RamiEdiliziaCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di istruttoriaEccesso di poterePrincipio di legalità e tipicitàDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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