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Sentenza

Sentenza del 28/09/2016 n. 19109 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Friuli-Venezia Giulia, che aveva confermato l'accoglimento del ricorso del Condominio contro una cartella relativa al canone di fognatura e depurazione per l'anno indicato nel provvedimento, anch'esso oscurato. Con il primo motivo ha sostenuto che, ratione temporis, si applicasse l'art. 17, comma 3, della legge n. 319 del 1976 e che il canone fosse dovuto quando il servizio fosse stato istituito e concretamente fruibile, anche se l'utente non lo utilizzava o non era allacciato; ha inoltre dedotto che la rete fognaria era prospiciente al Condominio. Gli altri due motivi sono stati assorbiti.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo che la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1, della legge n. 36 del 1994 non escludesse il canone quando il servizio fosse stato istituito e fosse possibile fruirne: il mancato uso da parte dell'utente non basta a escludere l'obbligo. Ha cassato la sentenza della CTR e rinviato alla CTR del Friuli-Venezia Giulia, in diversa composizione, perché accerti i fatti ulteriori, in particolare l'effettiva esistenza del servizio offerto, e provveda anche sulle spese di ogni fase e grado. Non è stata quindi definita in via definitiva la debenza del canone nel caso concreto.

Norme richiamate

  • Legge 10 maggio 1976, n. 319, art. 17, comma 3

    il canone non può essere preteso soltanto se il Comune non ha istituito il servizio, non invece quando il contribuente rifiuti di utilizzarlo e questo perchè il Comune ha l'obbligo di istituire il servizio in parola in via generale e quindi tutti i contribuenti sono obbligati all'imposta indipendentemente dalla concreta utilizzazione e bastando invece che la utilizzazione sia possibile

    Nel regime applicabile ratione temporis, il pagamento è dovuto se il servizio è stato istituito ed è concretamente fruibile; non è necessario che il singolo utente lo utilizzi effettivamente. L'effettiva esistenza del servizio nel caso concreto deve tuttavia essere accertata in sede di rinvio.

  • Legge 5 gennaio 1994, n. 36, art. 14, comma 1

    norma sì dichiarata illegittima da Corte cost. n. 335 cit. ma nella sola parte in cui obbligava al pagamento del servizio anche in mancanza di sua istituzione

    La pronuncia costituzionale richiamata esclude la pretesa quando il servizio non sia stato istituito; non comporta invece l'esonero per il solo mancato utilizzo individuale di un servizio istituito e fruibile.

Massime di principio

  • Per il regime normativo applicabile alla controversia, il canone di fognatura e depurazione è dovuto se il Comune ha istituito il servizio e questo è concretamente fruibile dall'utente, anche quando l'utente non lo utilizza o non si è allacciato.
  • La mera previsione astratta del servizio non basta: in caso di contestazione occorre accertare che il servizio fosse effettivamente esistente e offerto nel periodo cui si riferisce la richiesta.
  • La declaratoria di illegittimità costituzionale richiamata dalla sentenza impedisce di esigere il canone in assenza di istituzione del servizio, ma non equipara tale situazione al mancato utilizzo da parte del singolo.

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