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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29673/2022 del 25/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e vizio di motivazione: si censura la valutazione delle intercettazioni e delle testimonianze, la mancata prova della consapevolezza, la contraddittorietà delle versioni (Burni vs Sala) sulla consegna dei 30.000 euro, l'errata qualificazione come favoreggiamento reale anziché concorso in corruzione, e l'uso probatorio del silenzio dell'imputato.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio alla Corte di appello di Brescia. Ha rilevato carenze nella motivazione riguardo alla prova della consapevolezza dell'imputato sulla destinazione illecita del denaro, all'individuazione del momento temporale dell'acquisizione del dolo e alla valutazione delle intercettazioni e delle dichiarazioni contraddittorie, indicandone la necessità di un'ulteriore e più puntuale valutazione in sede di merito.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 379

    Il fatto era stato originariamente riqualificato come favoreggiamento reale; la Corte osserva tuttavia che tale qualificazione non esclude che, ove provata la consapevolezza del terzo al momento della dazione, la condotta possa integrare concorso in corruzione.

  • Codice penale, artt. 110, 319, 321

    artt.110, 319, 321 cod. pen.

    La corruzione si perfeziona anche con la dazione/ricezione dell'utilità; chi contribuisce materialmente alla dazione, avendo piena consapevolezza dello scopo corruttivo, può configurare concorso nel reato.

  • Codice di procedura penale, art. 597 comma 3

    art.597, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma richiamata rispetto alla possibilità della Corte d'appello di correggere la qualificazione giuridica del fatto nel giudizio di impugnazione; la Suprema Corte rimarca che la Corte di appello avrebbe dovuto affrontare meglio tale questione entro i limiti normativamente previsti.

Massime di principio

  • La responsabilità di chi consegna denaro per conto di altri dipende dalla consapevolezza, al momento della consegna, della destinazione illecita dei fondi: la consapevolezza sopravvenuta non integra il concorso nel reato.
  • La distinzione tra "mero tramite" e "parte dell'accordo corruttivo" è cruciale: se il terzo agisce come esecutore di un accordo corruttivo e conosce lo scopo, può concorrere nel reato; se agisce inconsapevolmente (es. prestito personale o servizio), può configurarsi solo un fatto privo di rilevanza penale o al più favoreggiamento, a seconda delle circostanze.
  • Le intercettazioni e le dichiarazioni ambigue o contraddittorie richiedono un'analisi puntuale e non possono essere valorizzate in modo decisivo quando ammettono letture alternative ragionevoli.
  • Il silenzio o l'esercizio della facoltà di non rispondere non possono da soli colmare lacune probatorie: sono elementi di prova che vanno valutati nel contesto complessivo e non possono sostituire la prova del dolo.
  • In presenza di versioni discordanti dei testi (intermediario vs beneficiario), il giudice deve chiarire modalità e tempi della consegna e l'eventuale conoscenza della destinazione illecita per determinare la qualificazione giuridica corretta.

Testo integrale

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