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Decreto ministeriale

Decreto ministeriale n. 142 del 06/06/2023

Interventi finalizzati alla tutela e alla promozione del patrimonio culturale e storico.

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti142

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto adotta le linee guida per programmare interventi finanziati dal MIT destinati alla tutela e promozione del patrimonio culturale e storico, ai sensi dell’articolo 1, comma 241, della legge n. 190/2014. Definisce le risorse disponibili, i soggetti ammessi, i requisiti delle proposte progettuali, i criteri di valutazione e le modalità di monitoraggio. La programmazione riguarda complessivamente 95 milioni di euro distribuiti sul triennio e sul residuo 2022, con attenzione alla cantierabilità, al restauro, al consolidamento sismico, all’efficientamento energetico, all’accessibilità e alla valorizzazione pubblica dei beni.

Linee guida per la programmazione degli interventi per la tutela e la promozione del patrimonio culturale e storico

Linee guida per la programmazione degli interventi per la tutela e la promozione del patrimonio culturale e storico

Il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti detta le linee guida per la programmazione di interventi finanziati dal capitolo destinato alla tutela e promozione del patrimonio culturale e storico, in attuazione dell’articolo 1, comma 241, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Il provvedimento coordina la programmazione delle risorse disponibili per il triennio 2023-2025 e del residuo 2022, nel quadro del Codice dei beni culturali e del paesaggio e della disciplina sui contratti pubblici.

Base normativa e finalità

Il decreto richiama, tra gli altri, il decreto-legge n. 173 del 2022 di riordino dei Ministeri, il d.lgs. n. 300 del 1999 sull’organizzazione del Governo, il d.lgs. n. 42 del 2004 sui beni culturali, il d.lgs. n. 50 del 2016 e il d.lgs. n. 36 del 2023 in materia di contratti pubblici, nonché il decreto interministeriale 22 agosto 2017, n. 154, sugli appalti di lavori riguardanti i beni culturali. La finalità è fornire indirizzi generali per la programmazione degli interventi di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e storico, anche in ottica di programmazione triennale.

Risorse finanziarie disponibili

Le risorse complessive programmate ammontano a 95 milioni di euro e risultano articolate come segue:

  • annualità 2022: 25 milioni di euro;
  • annualità 2023: 20 milioni di euro;
  • annualità 2024: 25 milioni di euro;
  • annualità 2025: 25 milioni di euro.

La dotazione deriva dalla legge di bilancio 2022, dal rifinanziamento del capitolo 7531 per il periodo 2022-2029, dalla riduzione di 5 milioni disposta per il 2023 dal decreto-legge n. 68 del 2022 e dalla legge di bilancio 2023, che assegna le risorse sul triennio 2023/2025. Il decreto considera inoltre la presenza di 25 milioni di euro in conto residui 2022 da programmare.

Definizioni rilevanti

Il decreto chiarisce le nozioni utilizzate ai fini della programmazione, richiamando le definizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio. In particolare, rilevano le definizioni di bene culturale, bene culturale di interesse religioso, conservazione, prevenzione, manutenzione, restauro e valorizzazione. Quest’ultima include anche la promozione e il sostegno degli interventi di conservazione, oltre alla migliore fruizione pubblica del patrimonio, anche da parte delle persone con disabilità.

Ambito degli interventi finanziabili e soggetti ammessi

Le risorse sono destinate al finanziamento di proposte progettuali aventi ad oggetto beni culturali immobili di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Sono ammissibili anche beni culturali di interesse religioso, purché nel rispetto dell’articolo 9 del medesimo Codice.

Possono presentare le proposte i soggetti proprietari, possessori o detentori dei beni, ossia Stato, Regioni, altri enti pubblici territoriali, altri enti e istituti pubblici, nonché persone giuridiche private senza fine di lucro, compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti. Le proposte possono essere presentate anche congiuntamente ai Provveditorati interregionali per le opere pubbliche.

Contenuto delle proposte e iter di presentazione

Le proposte progettuali devono essere corredate da elaborati grafico-descrittivi sintetici che illustrino gli interventi di tutela e valorizzazione, oltre a un cronoprogramma finanziario riferito alle annualità oggetto di programmazione. È ammessa la previsione di più lotti funzionali distribuiti su annualità diverse, in coerenza con il cronoprogramma.

Le proposte devono essere trasmesse alla Direzione generale dell’edilizia statale, delle politiche abitative, della riqualificazione urbana e degli interventi speciali. Per essere ammesse alla valutazione, devono essere complete della documentazione richiesta e del CUP del progetto.

Criteri di valutazione e priorità istruttorie

Le proposte devono prioritariamente riguardare interventi di:

  • restauro dell’immobile di interesse culturale e storico;
  • consolidamento e miglioramento sismico;
  • efficientamento energetico;
  • adeguamento per garantire accessibilità e fruibilità da parte delle persone con disabilità;
  • manutenzione straordinaria finalizzata alla conservazione e valorizzazione;
  • completamento di interventi già in corso sugli immobili oggetto della proposta.

Sono requisiti essenziali e premianti la cantierabilità del progetto entro e non oltre il 2024, l’abbinamento tra consolidamento/miglioramento sismico ed efficientamento energetico, nonché, per i beni di appartenenza pubblica, la previsione di attività di valorizzazione funzionali alla pubblica fruizione. Tali attività possono consistere, ad esempio, in apertura al pubblico, visite guidate, eventi culturali, aperture straordinarie e iniziative promozionali, purché compatibili con l’uso istituzionale e con le esigenze di tutela.

Ruolo dei Provveditorati e disciplina dei lavori

Le risorse sono assegnate ai Provveditorati interregionali per le opere pubbliche, che assumono la qualifica di stazione appaltante nei confronti dei soggetti proponenti degli interventi ammessi alla programmazione triennale. Salvo esplicita rinuncia motivata dei Provveditorati, le funzioni di stazione appaltante possono essere svolte dal soggetto proponente.

Per le tipologie di lavori richiamate dal decreto interministeriale n. 154 del 2017 si applicano le relative disposizioni sui requisiti di qualificazione dei direttori tecnici e degli esecutori, sui livelli e contenuti della progettazione, sulla progettazione e direzione lavori, nonché sull’esecuzione e collaudo.

Vincoli territoriali e riparto delle risorse

In applicazione della cosiddetta clausola del 40%, il decreto prevede che il 40% delle risorse disponibili sia destinato a interventi da realizzarsi nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Contestualmente deve essere assicurata un’omogeneità degli interventi sull’intero territorio nazionale.

Per garantire sia la soglia del 40% sia l’equilibrio territoriale, l’importo del singolo intervento ammesso a programmazione non può superare il 15% delle risorse della singola annualità e, comunque, non può eccedere il 30% delle risorse finanziarie dell’intero triennio di programmazione.

Monitoraggio, controlli e collaudo

Il monitoraggio degli interventi è effettuato tramite la BDAP, secondo il decreto legislativo n. 229 del 2011 e il decreto ministeriale MEF 26 febbraio 2013 sulle modalità di comunicazione e detenzione dei dati. Per il controllo tecnico ed economico in corso d’opera, le commissioni di collaudo tecnico-amministrativo sono nominate dai Provveditorati interregionali territorialmente competenti.

Pubblicazione e decorrenza

Il decreto dispone la pubblicazione sul sito informatico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ai sensi dell’articolo 32 della legge n. 69 del 2009. Non sono riportate ulteriori disposizioni di entrata in vigore nel testo fornito.

Punti principali

Risorse disponibili e articolazione temporale

Le risorse complessive sono pari a 95 milioni di euro, destinate agli interventi di tutela e promozione del patrimonio culturale e storico. La dotazione è ripartita in: 25 milioni per il 2022, 20 milioni per il 2023, 25 milioni per il 2024 e 25 milioni per il 2025.

Soggetti ammessi e tipologia degli interventi

Possono presentare proposte i soggetti proprietari, possessori o detentori di beni culturali immobili, anche congiuntamente ai Provveditorati interregionali per le opere pubbliche. I beni devono rientrare nella definizione di beni culturali immobili di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico; sono ammessi anche beni culturali di interesse religioso nel rispetto del Codice dei beni culturali.

Contenuto delle proposte e documentazione richiesta

Le proposte devono essere corredate da elaborati grafico-descrittivi sintetici e da un cronoprogramma finanziario riferito alle annualità di programmazione. È possibile prevedere più lotti funzionali su diverse annualità. La proposta deve essere completa della documentazione richiesta e del CUP.

Criteri di valutazione e priorità

Sono prioritari gli interventi di restauro, consolidamento e miglioramento sismico, efficientamento energetico, accessibilità e fruibilità per persone con disabilità, manutenzione straordinaria finalizzata a conservazione e valorizzazione, nonché il completamento di interventi in corso. Sono considerati requisiti essenziali e premianti la cantierabilità entro il 2024, la combinazione tra miglioramento sismico ed efficientamento energetico e, per i beni pubblici, la previsione di attività di valorizzazione e pubblica fruizione.

Vincoli territoriali, ruolo dei Provveditorati e monitoraggio

Il 40% delle risorse deve essere destinato agli interventi nelle regioni del Mezzogiorno indicate dalla clausola del 40%, garantendo comunque omogeneità territoriale sul resto del Paese. I Provveditorati interregionali assumono la qualifica di stazione appaltante, salvo rinuncia motivata, e le opere sono monitorate tramite BDAP; il collaudo tecnico-amministrativo in corso d’opera è affidato a commissioni nominate dai Provveditorati.

Come è indicizzato

Materieopere pubbliche e infrastrutturefinanziamenti e contributiappalti pubblicibeni culturali

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