Decreto ministeriale n. 97 del 23/05/2023
Il D.M. n. 97 del 12 aprile 2023 disciplina le modalità di erogazione delle risorse finanziarie, nel limite complessivo di spesa pari a 25 milioni di euro, destinate agli investimenti nel settore dell’autotrasporto, con riferimento all’annualità 2022. Con successivo decreto direttoriale saranno definite le modalità ed i termini per la presentazione delle istanze.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl decreto disciplina l’utilizzo di 25 milioni di euro, stanziati per l’annualità 2022, per incentivare gli investimenti delle imprese di autotrasporto merci per conto terzi iscritte al R.E.N. e all’Albo autotrasportatori. Gli aiuti finanziano tre linee principali: acquisto di veicoli commerciali a basse o nulle emissioni, rottamazione con contestuale sostituzione di mezzi più obsoleti e acquisizione di rimorchi/semirimorchi e dotazioni innovative per il trasporto combinato e ATP. Il provvedimento definisce ripartizione delle risorse, importi dei contributi, limiti massimi per impresa, regole di prenotazione e rendicontazione, cumulo degli aiuti, controlli e ruolo di R.A.M. quale soggetto gestore.
Incentivi 2022 per il rinnovo del parco veicolare delle imprese di autotrasporto merci
Incentivi 2022 per il rinnovo del parco veicolare dell’autotrasporto
Il decreto ministeriale attua la destinazione di 25 milioni di euro, accantonati sul capitolo 7309 del bilancio del MIT per l’annualità 2022, a favore di investimenti delle imprese di autotrasporto merci per conto terzi. L’intervento è impostato come misura di sostegno al rinnovo del parco veicolare in chiave ambientale e di sicurezza, nel quadro del regolamento (UE) n. 651/2014 sugli aiuti di Stato esentati e, per alcune fattispecie, del regolamento (CE) n. 595/2009 e del regolamento (CE) n. 715/2007.
Base normativa e finalità
Il provvedimento richiama, tra le principali basi legislative, la legge n. 190/2014, la legge n. 234/2021, la legge n. 197/2022 e il decreto MEF 30 dicembre 2022 di ripartizione in capitoli del bilancio 2023-2025. Sul piano settoriale, gli incentivi sono ricondotti al regolamento generale di esenzione (UE) n. 651/2014, in particolare alle disposizioni sugli aiuti agli investimenti per PMI e agli aiuti destinati a innalzare la tutela ambientale o ad anticipare future norme UE. Il decreto è finalizzato a favorire l’eliminazione dei veicoli più obsoleti e l’acquisizione di mezzi e dotazioni più sostenibili ed efficienti.
Ambito di applicazione e beneficiari
I benefici sono riservati alle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi attive sul territorio italiano, iscritte al R.E.N. e all’Albo nazionale degli autotrasportatori, con attività prevalente di autotrasporto di cose. Il decreto disciplina sia l’acquisizione di nuovi veicoli sia la radiazione per rottamazione con contestuale sostituzione, oltre all’acquisto di rimorchi e semirimorchi innovativi e di equipaggiamenti per trasporti ATP.
Ripartizione delle risorse
Le risorse sono suddivise in tre linee di intervento:
- 2,5 milioni di euro per automezzi commerciali nuovi di fabbrica a trazione alternativa a metano CNG, LNG, ibrida diesel/elettrico ed elettrica, nonché per dispositivi di riconversione elettrica di autoveicoli termici;
- 15 milioni di euro per la radiazione per rottamazione di automezzi commerciali di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate, con contestuale acquisto di veicoli nuovi conformi a Euro VI step E o Euro 6 E;
- 7,5 milioni di euro per rimorchi e semirimorchi nuovi di fabbrica destinati al trasporto combinato ferroviario o marittimo, dotati di almeno un dispositivo innovativo dell’allegato 1, nonché per rimorchi, semirimorchi o equipaggiamenti ATP superiori a 7 tonnellate con criteri avanzati di risparmio energetico e rispetto ambientale.
Il decreto prevede inoltre che la quota destinata a R.A.M. per l’attività istruttoria e la gestione della piattaforma informatica sia determinata con atto attuativo dell’accordo di servizio prot. 261 del 26 giugno 2020.
Limiti, non cumulabilità e disponibilità dei beni
Per ciascuna impresa l’importo massimo ammissibile è fissato in 550.000 euro, soglia non derogabile. L’importo è omnicomprensivo per tutti i veicoli acquisiti dall’impresa richiedente. I contributi non sono cumulabili, per i medesimi costi ammissibili, con altre agevolazioni pubbliche, compresi i regimi de minimis, se ciò comporta il superamento delle intensità massime di aiuto consentite dal regolamento (UE) n. 651/2014.
I beni acquistati non possono essere alienati, concessi in locazione o in noleggio e devono restare nella disponibilità del beneficiario fino al 31 dicembre 2026; in caso contrario è prevista la revoca del contributo. Inoltre, per i veicoli rottamati è richiesto che siano stati detenuti in proprietà o ad altro titolo da almeno un anno prima dell’entrata in vigore del decreto.
Contributi per i veicoli a trazione alternativa
Per i veicoli commerciali nuovi di fabbrica a trazione alternativa, i contributi sono determinati come segue:
- 4.000 euro per ogni veicolo CNG o ibrido diesel/elettrico fino a 7 tonnellate;
- 14.000 euro per ogni veicolo elettrico fino a 7 tonnellate;
- 24.000 euro per ogni veicolo elettrico superiore a 7 tonnellate;
- 9.000 euro per ogni veicolo ibrido diesel/elettrico o CNG superiore a 7 tonnellate e fino a 16 tonnellate;
- 24.000 euro per ogni veicolo LNG, CNG o ibrido diesel/elettrico di massa superiore a 16 tonnellate.
Per i dispositivi di riconversione di autoveicoli fino a 3,5 tonnellate in veicoli elettrici, il contributo è pari al 40% dei costi ammissibili, comprensivi del dispositivo e dell’allestimento, con un tetto massimo di 2.000 euro.
È inoltre prevista una maggiorazione di 1.000 euro per ogni veicolo rottamato, quando la rottamazione sia contestuale all’acquisizione del veicolo alternativo e riguardi mezzi di classe inferiore a Euro VI step E o Euro 6 E.
Contributi per la sostituzione con veicoli Euro VI step E / Euro 6 E
Per la rottamazione di automezzi di massa complessiva a pieno carico superiore a 7 tonnellate con contestuale acquisto di veicoli nuovi conformi a Euro VI step E, il contributo è fissato in:
- 7.000 euro per veicoli di massa superiore a 7 tonnellate fino a 16 tonnellate;
- 15.000 euro per veicoli di massa superiore a 16 tonnellate.
Per i veicoli commerciali leggeri Euro 6 E ed Euro VI step E, con massa pari o superiore a 3,5 tonnellate e fino a 7 tonnellate, il contributo è pari a 3.000 euro per veicolo, a condizione di contestuale rottamazione di veicoli della medesima tipologia.
Rimorchi, semirimorchi e ATP
Per gli investimenti della lettera c) dell’articolo 2 sono finanziabili rimorchi e semirimorchi nuovi di fabbrica destinati al trasporto combinato ferroviario o marittimo, conformi rispettivamente alla normativa UIC 596-5 e/o IMO, con almeno un dispositivo innovativo di cui all’allegato 1. Sono inoltre finanziabili rimorchi, semirimorchi o equipaggiamenti per autoveicoli specifici superiori a 7 tonnellate allestiti per trasporti ATP mono o multi temperatura, purché le unità frigorifere/calorifere rispettino le condizioni tecniche indicate dal decreto, tra cui l’impiego di motori fase V (STAGE V), unità criogeniche autonome o unità elettriche, con gas refrigeranti a GWP inferiore a 2.500.
Se, contestualmente all’investimento, l’impresa procede alla rottamazione di rimorchi e/o semirimorchi obsoleti, il contributo unitario è pari a 7.000 euro per le PMI e 5.000 euro per le grandi imprese.
Per PMI e imprese non PMI sono previste ulteriori modalità di determinazione del contributo: per le PMI il sostegno è entro il 10% del costo di acquisizione per le medie imprese e il 20% per le piccole imprese, con tetto massimo di 5.000 euro per semirimorchio o autoveicolo specifico ATP o per ogni unità refrigerante/calorifera a standard ambientale superiore; per le imprese non PMI il contributo è pari a 3.000 euro per veicolo, tenuto conto anche della possibilità di finanziare il 40% della differenza di costo rispetto ai veicoli stradali equivalenti.
Maggiorazioni per PMI e reti di impresa
I contributi sono maggiorati del 10%, su espressa richiesta, per le acquisizioni effettuate da PMI nei casi previsti dal decreto. La maggiorazione si applica:
- agli investimenti di cui ai commi 1, 3 e 5 dell’articolo 5, previa dichiarazione sostitutiva su ULA e fatturato dell’ultimo esercizio fiscale;
- agli investimenti effettuati da imprese aderenti a una rete di imprese, con deposito del contratto di rete.
Le due maggiorazioni sono cumulabili tra loro e si applicano sull’importo netto del contributo.
Procedimento, prenotazione e rendicontazione
La gestione istruttoria è affidata al MIT, Direzione generale per la sicurezza stradale e l’autotrasporto, che si avvale di R.A.M. S.p.A. come soggetto gestore. R.A.M. cura la piattaforma informatica, il flusso documentale via PEC, l’istruttoria, l’aggiornamento dei contatori delle risorse e la predisposizione dell’elenco delle domande ammissibili ordinate per data di presentazione. Una commissione ministeriale valida l’istruttoria e propone l’accoglimento o il rigetto delle domande.
Ai fini della prenotazione del beneficio è sufficiente il contratto di acquisizione del bene, senza necessità immediata della fattura di pagamento. La concessione definitiva resta però subordinata alla rendicontazione e alla prova del perfezionamento dell’investimento, secondo le modalità fissate dal decreto direttoriale previsto dall’articolo 7. Se la prova non viene fornita nel termine, il richiedente decade dal beneficio e le somme tornano disponibili con eventuale scorrimento della graduatoria.
Gli investimenti sono ammissibili solo se avviati dopo l’entrata in vigore del decreto e ultimati entro il termine stabilito dal decreto direttoriale attuativo.
Controlli e verifiche
Il Ministero può effettuare verifiche anche dopo l’erogazione dei contributi e, in caso di irregolarità o dichiarazioni sostitutive non veritiere, può annullare il provvedimento di accoglimento in autotutela e disporre la restituzione al bilancio dello Stato delle somme erogate. Il controllo sul cumulo degli aiuti è effettuato anche tramite il Registro nazionale sugli aiuti di Stato gestito dal Ministero delle imprese e del made in Italy.
Entrata in vigore
Il decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Punti principali
Finalità e beneficiari
Le risorse sono destinate a investimenti nel settore dell’autotrasporto per favorire il rinnovo del parco veicolare in senso più ecosostenibile. Possono accedere le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi attive in Italia, iscritte al R.E.N. e all’Albo nazionale degli autotrasportatori, con attività prevalente di autotrasporto di cose.
Riparto delle risorse
Le 25 milioni di euro sono ripartite in tre macro-aree: 2,5 milioni per veicoli nuovi a trazione alternativa o dispositivi di riconversione elettrica; 15 milioni per rottamazione e sostituzione con veicoli Euro VI step E / Euro 6 E; 7,5 milioni per rimorchi e semirimorchi innovativi, combinato ferroviario o marittimo e mezzi ATP a migliori standard energetici e ambientali.
Importi dei contributi e maggiorazioni
Il decreto fissa importi unitari differenziati per tipologia di investimento e massa del veicolo, con contributi fissi per i mezzi a trazione alternativa e per la sostituzione con veicoli conformi alle norme Euro più recenti, oltre a contributi percentuali o a tetto per riconversioni e attrezzature ATP. È prevista una maggiorazione di 1.000 euro per ogni veicolo rottamato in caso di sostituzione contestuale, nonché una maggiorazione del 10% per le PMI, anche cumulabile con quella per imprese aderenti a una rete di imprese, su richiesta e con specifiche dichiarazioni.
Prenotazione, rendicontazione e vincoli
L’istanza di prenotazione può essere presentata con la sola copia del contratto di acquisizione; il pagamento è subordinato alla successiva prova del perfezionamento dell’investimento e delle caratteristiche tecniche richieste. I beni devono restare nella disponibilità del beneficiario fino al 31 dicembre 2026 e non possono essere alienati, locati o noleggiati; la mancata dimostrazione dei requisiti o il trasferimento dei beni comporta decadenza o revoca.
Gestione, controlli e cumulo
La gestione istruttoria è affidata a Rete Autostrade Mediterranee S.p.A. (R.A.M.), sotto indirizzo del MIT, con supporto di una commissione di validazione senza oneri per la finanza pubblica. Il decreto richiama le regole UE sugli aiuti di Stato e vieta il cumulo oltre le soglie massime, compreso con il de minimis, avvalendosi del Registro nazionale aiuti di Stato per le verifiche. Restano fermi i controlli del Ministero anche successivamente all’erogazione, con possibile autotutela e recupero delle somme in caso di irregolarità.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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