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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43549/2022 del 16/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore impugnava la sentenza per varie ragioni: mancata effettiva conoscenza della vocatio in iudicium da parte dell'imputato poichè la nomina/elezione di domicilio presso il difensore sarebbe stata fittizia e rinvenuta in una cartellina non riconducibile; assenza di effettivo contatto tra imputato e difensore nominato, con mancata partecipazione del difensore alle udienze; invalidità della dichiarazione di domicilio resa all'atto della scarcerazione in assenza di interprete, violazione dell'obbligo di verifiche del direttore dell'istituto penitenziario e conseguente nullità processuale; inutilizzabilità delle dichiarazioni predibattimentali della persona offesa per mancata verifica dell'irreperibilità e per violazioni dei diritti di difesa (richiamando artt. 6 CEDU e 111 Cost.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto regolari le notificazioni eseguite al difensore domiciliatario, richiamando l'orientamento secondo cui la restituzione nel termine per impugnare una sentenza contumaciale non equivale alla nullità della sentenza se la notificazione è formalmente regolare. Ha altresì affermato che il perdurante rapporto di difesa fiduciaria presuppone la conoscenza della pendenza del procedimento salvo comunicazione di interruzione del rapporto, elemento non documentato nel caso. Quanto alla dichiarazione di domicilio resa all'uscita dal carcere, la Corte ha ritenuto la verifica superflua data l'evidente inidoneità della dichiarazione e ha escluso l'obbligo di ulteriori ricerche una volta eseguita valida elezione di domicilio. Sulle dichiarazioni della persona offesa, la Corte ha ritenuto che non fosse provata l'irreperibilità e ha richiamato il criterio ex ante per valutare l'imprevedibilità dell'impossibilità di ripetizione, concludendo per la liceità dell'acquisizione. Il ricorso è quindi stato respinto e il ricorrente condannato alle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 175 cod. proc. pen.

    La restituzione nel termine per impugnare una sentenza contumaciale non comporta automaticamente la nullità della sentenza per omessa citazione dell'imputato se la notificazione è stata formalmente regolare; la mancanza di effettiva conoscenza rileva ai fini della restituzione nel termine ma non della nullità.

  • art. 161 cod. proc. pen. (comma 3 e comma 4)

    La notifica al difensore domiciliatario è lecita salvo che non risulti la insufficienza o inidoneità della dichiarazione di elezione di domicilio; se la dichiarazione di domicilio è valida, non è prevista la obbligatoria esecuzione di ulteriori ricerche dell'imputato.

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Richiamato nella censura per nullità, ma la Corte non ha ritenuto sussistente la nullità dedotta dal ricorrente.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Richiamato nella censura per nullità procedurale, senza accoglimento della relativa doglianza.

  • art. 143 cod. proc. pen.

    La nullità invocata per mancata traduzione/assistenza dell'interprete al momento della dichiarazione di domicilio non è stata ritenuta sufficiente a determinare la nullità del procedimento nel caso concreto.

  • art. 512 cod. proc. pen.

    Per l'ammissione alla lettura di dichiarazioni predibattimentali occorre che, con criterio ex ante, risultasse imprevedibile l'impossibilità di ripetizione; qui non sussisteva prova dell'irreperibilità della persona offesa né elementi concreti che rendessero prevedibile l'impossibilità di ripetere le dichiarazioni.

  • art. 526 comma 1-bis cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente insieme all'art.512 in tema di utilizzabilità delle dichiarazioni della persona offesa; la Corte ha ritenuto infondate le doglianze relative alla mancata acquisizione mediante incidente probatorio.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    La parte che propone il ricorso rigettato è condannata alle spese del procedimento.

  • art. 6 CEDU

    Richiamato dal ricorrente in relazione al diritto a un giusto processo; la Corte non ha rilevato violazioni tali da incidere sull'esito procedurale nel caso concreto.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in tema di garanzie processuali; la Corte non ha ravvisato profili di violazione decisivi ai fini dell'annullamento.

Massime di principio

  • La notifica degli atti al difensore domiciliatario, se formalmente regolare, presume la conoscenza della pendenza del procedimento salvo prova di interruzione del rapporto di difesa: pertanto chi contesta la validità della notifica deve dimostrare che il rapporto fiduciario si era effettivamente e formalmente interrotto.
  • La restituzione nel termine per impugnare una sentenza contumaciale e la nullità per omessa citazione sono criteri diversi: la mancata conoscenza effettiva può giustificare la restituzione nel termine ma non determina automaticamente la nullità se la notificazione era formalmente corretta.
  • La dichiarazione di domicilio resa al momento della scarcerazione ha effetto se è valida; se l'elezione di domicilio è regolare non è previsto l'obbligo di eseguire ricerche ulteriori dell'imputato. Chi contesta la validità della dichiarazione deve dimostrare concretamente la sua inefficacia (ad esempio mediante prova di assenza di interpretariato quando necessario e rilevante).
  • Le dichiarazioni predibattimentali possono essere utilizzate se non sussiste prova che la loro ripetizione fosse prevedibilmente impossibile al momento in cui si sarebbe dovuto chiedere l'incidente probatorio; la valutazione della prevedibilità è ex ante e fondata su elementi concreti disponibili alla parte.
  • Per ottenere l'annullamento per nullità processuali occorre indicare e documentare in modo specifico quali atti o omissioni hanno leso le garanzie difensive e quali ulteriori ricerche o accertamenti sarebbero stati necessari; deduzioni generiche o ipotetiche sono normalmente insufficienti.
  • Chi propone ricorso in Cassazione deve inoltre considerare il rischio di condanna alle spese se il ricorso viene rigettato ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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