Cassazione Penale, Sentenza n. 3059/2023 del 24/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha accolto il ricorso del Procuratore generale, ritenendo che la sentenza del 15 gennaio 2020 abbia riformato solo la pena e non i profili di fatto/condanna tali da attribuire alla Corte d'appello la competenza come giudice dell'esecuzione. L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Napoli - Ufficio G.I.P. perché proceda.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello di Napoli che, in funzione di giudice dell'esecuzione, aveva riconosciuto il vincolo della continuazione tra reati a carico di Alessandro Iovinella ritenendosi competente perché aveva emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile (3 dicembre 2020). Il PG ha dedotto violazione di legge: la sentenza della Corte d'appello del 15 gennaio 2020, irrevocabile il 3 dicembre 2020, aveva riformato la sentenza di primo grado del 4 aprile 2019 soltanto in relazione alla pena; pertanto, secondo il ricorrente, ai sensi dell'art. 665, comma 2, cod. proc. pen., il giudice dell'esecuzione competente è il Tribunale di Napoli - Ufficio G.I.P.
Norme richiamate
art. 665, comma 2, cod. proc. pen.
La norma è stata interpretata nel senso che il giudice dell'esecuzione si individua in funzione del contenuto della pronuncia divenuta irrevocabile: se l'ultima pronuncia irrevocabile ha riformato soltanto la pena e non ha modificato le statuizioni di condanna sostanziali, la competenza per l'esecuzione resta al Tribunale di primo grado (Ufficio G.I.P.)
Massime di principio
- Individuare sempre quale sia la pronuncia di condanna divenuta irrevocabile per ultima e verificarne il contenuto (se ha riformato fatti/condanna o soltanto la pena).
- Se l'ultima sentenza irrevocabile ha modificato solo la pena rispetto alla sentenza di primo grado, la competenza per le questioni esecutive ricade sul Tribunale di primo grado (Ufficio G.I.P.) ai sensi dell'art. 665, comma 2 c.p.p.
- Se invece l'ultima pronuncia irrevocabile ha inciso sulle statuizioni di condanna (es. nuove riconduzioni di reati, modifiche delle imputazioni o acquisizione di nuovi titoli che alterano il giudicato), la corte che ha emesso tale pronuncia può essere giudice dell'esecuzione.
- È essenziale documentare e allegare le date di irrevocabilità delle sentenze per determinare la competenza esecutiva; in caso di dubbio formale, procedere alla trasmissione degli atti all'ufficio indicato dalla norma o chiedere chiarimenti all'autorità giudiziaria competente.
- La valutazione deve focalizzarsi sul contenuto sostanziale della riforma (pena vs. condanna/fatti) e non solo sulla mera data di emissione della sentenza.
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