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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2852/2023 del 24/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorsi per cassazione proposti da Perniola e Sara Assicurazioni (più motivi di merito e di diritto) e da Di Lena (un motivo complesso). Le doglianze principali: (a) per Perniola, censura della ricostruzione dinamica del sinistro, contraddittorietà della motivazione sulle fasi del sorpasso e sulle tracce di frenata, dedotta inesatta attribuzione di responsabilità e contestazione della responsabilità per l'omissione di soccorso (art. 189 c.d.s.); (b) per Sara Assicurazioni, richiesta di chiarire la "causalità della colpa" (cioè se la condotta di Perniola abbia concretamente contributo all'evento) e di valutare se il "cavalcafosso" costituisse causa interruttiva del nesso causale; (c) per Di Lena, censura per non aver valutato le osservazioni dei consulenti della difesa e per aver ritenuto la presenza del cavalcafosso come collegata alla responsabilità del proprietario. Inoltre è stata sollevata tardività del ricorso di Di Lena.

La decisione

La Corte di Cassazione: (i) ha dichiarato inammissibile per tardività il ricorso di Di Lena (depositato oltre il termine), condannandolo alle spese, al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di giudizio di legittimità a favore delle parti civili (importi dettagliati), (ii) ha invece ritenuto fondati, in parte, i ricorsi di Perniola e di Sara Assicurazioni nella misura in cui i giudici di merito non hanno esplicitato l'effettivo apporto causale della condotta colposa di Perniola rispetto all'uscita di strada della Mini; per tale ragione la sentenza impugnata è annullata nei confronti di Perniola e di Sara Assicurazioni e la causa è rinviata per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Lecce, con regolamentazione delle spese di legittimità. La Cassazione ha comunque escluso che la presenza del "cavalcafosso" costituisse di per sé causa atipica ed eccentrica idonea ad interrompere il nesso causale, richiamando la giurisprudenza sulla teoria dell'eccentricità del rischio.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen.

    Norma sull'omicidio colposo: applicata ai decessi conseguenti al sinistro; i giudici di merito hanno ritenuto sussistente responsabilità colposa per i decessi, confermata in primo e secondo grado e rimessa in parte alla valutazione nel nuovo giudizio a seguito dell'annullamento.

  • art. 189 cod. strada (commi 6 e 7)

    Riguarda l'obbligo di fermarsi e prestare soccorso in caso di incidente; la Corte d'appello aveva ritenuto Perniola responsabile anche per i delitti omissivi previsti da tale norma, ma la Cassazione ha richiesto maggiore esplicitazione del nesso di consapevolezza dell'incidente e del contributo causale.

  • art. 148 cod. strada

    Norma sul sorpasso: la condotta di Perniola è stata qualificata come violazione dell'art. 148 (ostacolazione della manovra di sorpasso) dai giudici di merito; tale elemento è stato assunto quale fatto costitutivo della colpa ma la Cassazione ha chiesto di chiarire il contributo causale di quella violazione all'evento mortale.

  • art. 16 cod. strada

    Divieto per i proprietari confinanti di eseguire edificazioni laterali alla strada fuori dai centri abitati: la realizzazione e la presenza del "cavalcafosso" sul terreno di Di Lena è stata ritenuta in violazione di tale norma, elemento rilevante per la valutazione della responsabilità civile e penale del proprietario.

  • art. 544 cod. proc. pen. (commi 2-3) e art. 585 cod. proc. pen. (termine per ricorso)

    Richiamate in relazione ai termini processuali: la Cassazione ha confermato che il termine per proporre ricorso per cassazione decorre correttamente e che il ricorso di Di Lena, presentato dopo la scadenza del termine previsto, è inammissibile.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le ammende e le sanzioni per ricorsi inammissibili: applicata per disporre il pagamento di euro 3.000 da parte di Di Lena alla cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di Cassazione non è consentito sostituire il giudizio di merito con una diversa rivalutazione probatoria: le valutazioni dei fatti sono sindacabili solo se manifestamente illogiche o contraddittorie.
  • Se i giudici di merito accertano una condotta colposa, la motivazione deve esplicitare l'effettivo apporto causale di quella condotta rispetto all'evento; l'assenza di tale esplicitazione giustifica l'annullamento e il rinvio per nuovo giudizio.
  • La presenza di un elemento esterno (es. "cavalcafosso") non interrompe automaticamente il nesso causale: occorre valutare se tale elemento costituisca rischio eccentrico e atipico rispetto alla normale circolazione; la mera illegalità o anomalia non è sufficiente a escludere la responsabilità se il rischio era ordinario rispetto alla circolazione.
  • I termini per proporre ricorso in Cassazione sono rigorosi: il decorso del termine previsto per legge rende il ricorso inammissibile e può comportare condanne alle spese e ammende.
  • La responsabilità per omissione di soccorso (art. 189 c.d.s.) richiede prova della conoscenza dell'incidente da parte dell'agente; se la dinamica accertata non dimostra la consapevolezza dell'autore, tale profilo può essere assorbito o richiedere specifica motivazione.
  • La compagnia assicurativa può far valere in sede di legittimità la necessità che sia chiarito il nesso causale tra condotta dell'assicurato e danno per limitare o escludere la responsabilità civile; la Corte di Cassazione impone che tale nesso sia trattato esplicitamente dai giudici di merito.

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