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Sentenza

Sentenza del 29/01/2016 n. 224 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

NON DISPONIBILE

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

H. s.p.a. ha impugnato gli avvisi di accertamento con cui il Comune di Longiano aveva richiesto la TOSAP per gli anni 2009 e 2010, ritenendo che la rete idrica costituisse occupazione di suolo e spazio pubblico non dichiarata. La società ha contestato la motivazione degli avvisi, la propria soggettività passiva, l'applicabilità delle esenzioni previste dall'art. 49, comma 1, lettere a) ed e), del d.lgs. n. 507/1993, l'incertezza normativa ai fini della disapplicazione delle sanzioni e la mancata applicazione del cumulo giuridico.

La decisione

La Commissione tributaria regionale ha rigettato l'appello e confermato la sentenza di primo grado. Ha ritenuto sufficientemente motivati gli avvisi, poiché indicavano sia l'importo richiesto sia la ragione della pretesa tributaria. Ha escluso il difetto di soggettività passiva, rilevando che dal contratto di affitto d'azienda risultava che H. s.p.a. era titolare delle concessioni e degli affidamenti per la gestione del servizio idrico nel Comune di Longiano. Ha inoltre ritenuto non dimostrata l'esenzione per devoluzione degli impianti al Comune, poiché la convenzione invocata regolava rapporti diversi da quelli tra il Comune e H. s.p.a. È stata confermata anche la sanzione unica già determinata in primo grado ai sensi del cumulo giuridico, pari a 6.432,48 euro. H. s.p.a. è stata condannata al pagamento delle spese del grado d'appello, liquidate in 1.500 euro oltre imposte e oneri accessori.

Norme richiamate

  • D.lgs. n. 507/1993, art. 39

    La tassa è dovuta [...] dal titolare dell'atto di concessione o di autorizzazione [...]

    È soggetto passivo della TOSAP il titolare della concessione o dell'affidamento relativo all'occupazione. Nel caso concreto, il contratto di affitto d'azienda attribuiva a H. s.p.a. la titolarità delle concessioni e degli affidamenti per la gestione del servizio idrico.

  • D.lgs. n. 507/1993, art. 49, comma 1, lettera e)

    Prevede l'esenzione per le occupazioni relative a opere, impianti o infrastrutture la cui restituzione o devoluzione gratuita al Comune sia prevista da una specifica disposizione o convenzione. L'esenzione non è stata riconosciuta perché la convenzione invocata non disciplinava il rapporto tra il Comune e H. s.p.a. e non risultava applicabile alla contribuente.

  • D.lgs. n. 507/1993, art. 49, comma 1, lettera a)

    Prevede l'esenzione per le occupazioni realizzate dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni e da altri enti pubblici nell'esercizio delle loro funzioni. Nel caso esaminato l'esenzione non è stata riconosciuta, poiché l'occupazione era riferibile all'attività del gestore del servizio e non direttamente a un'occupazione istituzionale dell'ente pubblico.

  • D.lgs. n. 472/1997, art. 12

    Disciplina il cumulo giuridico delle sanzioni. Il primo giudice ha applicato la sanzione unica per le violazioni oggetto del giudizio, e tale determinazione è stata confermata in appello poiché la contribuente non aveva prodotto gli atti relativi ad altre annualità che pretendeva di includere.

  • Legge n. 212/2000, art. 10

    Consente, in presenza di obiettive condizioni di incertezza normativa, di escludere o disapplicare le sanzioni. La richiesta non ha trovato accoglimento, non essendo stata ritenuta dimostrata un'incertezza normativa idonea a giustificare la disapplicazione.

  • D.lgs. n. 546/1992, artt. 18 e 24

    Impongono al contribuente di esporre nel ricorso introduttivo i motivi di impugnazione. Da ciò deriva l'esigenza che l'avviso contenga una motivazione sufficiente a consentire una difesa concreta, ma non necessariamente un'istruttoria analitica se l'atto indica chiaramente il tributo, l'importo e la ragione della pretesa.

  • Cassazione, sentenza n. 9629/2012

    L'atto di accertamento deve necessariamente comporsi di un dispositivo [...] e di causa petendi giustificativa [...]

    Un avviso di accertamento è adeguatamente motivato quando identifica i fatti imponibili, quantifica la pretesa e spiega la ragione per cui quei fatti assumono rilevanza fiscale, permettendo al contribuente di difendersi senza dover svolgere indagini esplorative.

Massime di principio

  • Per individuare il soggetto passivo di un tributo sull'occupazione di suolo pubblico occorre verificare chi sia effettivamente titolare della concessione o dell'affidamento, non soltanto chi sia proprietario materialmente degli impianti.
  • Un contratto di affitto d'azienda o di gestione può trasferire al gestore la titolarità rilevante ai fini tributari, anche se le reti e gli impianti restano di proprietà di un'altra società.
  • L'esenzione fondata sulla devoluzione gratuita degli impianti al Comune richiede una previsione specifica, applicabile al soggetto interessato e al rapporto concretamente esaminato; non basta richiamare genericamente una convenzione stipulata con un precedente gestore.
  • Un avviso di accertamento non è necessariamente nullo per assenza di una dettagliata attività istruttoria: è sufficiente che indichi con chiarezza il tributo, l'importo, il periodo e il fatto imponibile, consentendo una difesa effettiva.
  • La richiesta di cumulo giuridico delle sanzioni deve essere riferita alle violazioni e alle annualità effettivamente oggetto del giudizio e deve essere supportata dalla produzione degli atti necessari alla relativa quantificazione.
  • La mera complessità o discutibilità della disciplina non comporta automaticamente la disapplicazione delle sanzioni: occorre dimostrare un'obiettiva e concreta incertezza normativa.

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