Sentenza n. 6146/2026 - Roma, Sezione 3
per l’accertamento, per quanto riguarda il ricorso introduttivo: del silenzio-inadempimento di Terna S.p.A. sull’istanza volta all'adozione del provvedimento ex art. 42 bis D.P.R. n. 327/2001 scaturente dall'occupazione di fondo sito nel Comune di Canicattì (AG), C.da Graziano Di Giovanna identificato in catasto terreni al foglio 1 particelle nn. 556, 581, 85 e 211 e in catasto fabbricati al foglio 1 particella 532 sub 1 e 2; e per la condanna di Terna S.p.A. a provvedere sulla predetta istanza; nonché per il risarcimento del danno da ritardo; per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati l’1.12.2025: per l’annullamento della nota pervenuta, a mezzo pec, in data 02.10.2025 con cui Terna S.p.a., in riscontro alla richiesta del 18.2.2025 rappresentava da una parte che il fondo del Sig. Scaglione risulta gravato da servitù di elettrodotto, costituitasi per intervenuta usucapione; e dall’altra, che Terna S.p.a., in quanto società di diritto privato quotata alla Borsa di Milano, non è titolare del potere previsto dal citato art. 42 bis D.P.R. n. 327/2001; - per la dichiarazione di illegittimità dell’occupazione illegittima del fondo sito nel Comune di Canicattì (AG), C.da Graziano Di Giovanna identificato in catasto terreni al foglio 1 particelle nn. 556, 581, 85 e 211 e in catasto fabbricati al foglio 1 particella 532 sub 1 e 2, chiedendo l’emissione di provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis dpr 327/2001; - per la condanna della stessa Amministrazione intimata a provvedere all’emissione del decreto di acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. n. 327/2001.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento e successiva nota di Terna sull'istanza di adozione del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001
Esito
Favorevole al resistente (società elettrica)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva impugnato il silenzio-inadempimento serbato da Terna sull'istanza volta all'adozione di un provvedimento ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, riferita all'occupazione asseritamente illegittima di un fondo sito nel Comune di Canicattì, chiedendo anche la condanna a provvedere e il risarcimento del danno da ritardo. Dopo la sopravvenuta nota di Terna, il ricorrente ha proposto motivi aggiunti, deducendo l'illegittimità dell'occupazione, l'inconfigurabilità dell'usucapione della servitù di elettrodotto e l'assenza, in capo a Terna, del potere di adottare il provvedimento di acquisizione sanante, nonché chiedendo l'annullamento della nota, la dichiarazione di illegittimità dell'occupazione e la condanna all'adozione del decreto ex art. 42-bis. Le parti hanno successivamente dichiarato di avere raggiunto un accordo transattivo.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibili sia il ricorso introduttivo sia i motivi aggiunti per sopravvenuta carenza d'interesse, prendendo atto dell'accordo transattivo intervenuto tra le parti a ridosso dell'udienza. Non sono stati esaminati nel merito i dedotti profili relativi all'illegittimità dell'occupazione, all'usucapione, alla titolarità del potere ex art. 42-bis e al risarcimento del danno da ritardo. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione dell'andamento del procedimento.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001
La disposizione è stata richiamata quale base normativa dell'istanza di acquisizione sanante relativa all'occupazione asseritamente illegittima del fondo; il giudice non ne ha esaminato l'applicazione nel merito.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio, le parti dichiarano di avere raggiunto un accordo transattivo idoneo a eliminare l'interesse alla decisione, il ricorso e gli eventuali motivi aggiunti possono essere dichiarati improcedibili per sopravvenuta carenza d'interesse.
- La sopravvenuta carenza d'interesse impedisce l'esame nel merito delle censure relative all'illegittimità dell'occupazione, all'usucapione, alla titolarità del potere di acquisizione sanante e al risarcimento del danno da ritardo, se la controversia è stata definita transattivamente.
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