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Sentenza

Sentenza n. 277/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'annullamento: - dell’ordinanza sindacale n. 4 del 21\1\26 del Comune di Mosciano Sant’Angelo (Te) nella paere i cui ordina che i cani di grande taglia che si mostrano aggressivi siano dotati di museruola fuori dalle abitazioni private.

Giustizia amministrativa202600160

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza sindacale che prescriveva ai cani di grande taglia aggressivi l'uso della museruola fuori dalle abitazioni private

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

L'associazione ha impugnato l'ordinanza sindacale nella parte in cui imponeva ai cani di grande taglia che si mostrassero aggressivi di essere muniti di museruola fuori dalle abitazioni private. Nel corso del giudizio il Comune ha modificato il provvedimento, sopprimendo la prescrizione contestata. La ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la liquidazione delle spese di difesa a carico dell'Erario, essendo stata ammessa provvisoriamente al patrocinio a spese dello Stato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che il ritiro in autotutela della prescrizione impugnata avesse fatto venir meno la lesione dell'interesse azionato. Le spese processuali tra le parti sono state compensate, in ragione dell'ampia discrezionalità esercitata nell'adozione dell'ordinanza e della rilevanza dell'interesse pubblico perseguito, ferma restando la liquidazione a carico dell'Erario del compenso spettante al difensore della ricorrente, determinato in euro 1.000,00 oltre spese generali e accessori di legge. L'esito del giudizio è stato ritenuto compatibile con la non manifesta infondatezza della domanda e ha giustificato la conferma dell'ammissione dell'associazione al patrocinio a spese dello Stato.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione della controversia in forma semplificata, sentite le parti, nella camera di consiglio.

  • art. 130 d.P.R. 115/2002

    È stata richiamata per la riduzione ordinaria del 50% del compenso spettante al difensore ammesso al patrocinio a spese dello Stato.

  • art. 4, comma 1, d.m. n. 55/2014

    ai fini della liquidazione del compenso si tiene conto delle caratteristiche, dell'urgenza e del pregio dell'attività prestata, dell'importanza, della natura, della difficoltà e del valore dell'affare, delle condizioni soggettive del cliente, dei risultati conseguiti, del numero e della complessità delle questioni giuridiche e di fatto trattate

    I criteri sono stati utilizzati per determinare il compenso del difensore della ricorrente.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione ritira o modifica in autotutela l'atto impugnato eliminando la lesione dedotta, il giudice deve dichiarare cessata la materia del contendere per il venir meno dell'interesse azionato.
  • La compensazione delle spese può essere giustificata dall'ampia discrezionalità amministrativa esercitata e dalla rilevanza dell'interesse pubblico perseguito con il provvedimento impugnato, anche quando l'amministrazione abbia rimosso in autotutela la prescrizione contestata.
  • La soppressione in autotutela della prescrizione impugnata, con permanenza di altre misure amministrative a tutela della pubblica incolumità, può evidenziare la non manifesta infondatezza della domanda e giustificare la conferma dell'ammissione della parte ricorrente al patrocinio a spese dello Stato.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesseDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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