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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39771/2025 del 10/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduceva di non essere stato a conoscenza del processo di appello perché aveva perso incolpevolmente ogni contatto con il proprio difensore, avv. Enrico Magaglio, che aveva presentato l'appello e poi era diventato irreperibile. Eccepiva la violazione della normativa sull'assenza dell'imputato (art. 420-bis c.p.p.) e contestava la mancata verifica della sua effettiva ignoranza dell'udienza del 23 giugno 2022, attribuendo l'assenza di informazione esclusivamente al comportamento del difensore.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di specificità ex artt. 581, comma 1, e 591, comma 1, lett. c), c.p.p., e comunque manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta l'applicazione del principio secondo cui sull'imputato grava un onere di allegazione idoneo a fornire elementi di prova iniziali che rendano credibile la mancata conoscenza incolpevole del processo; il Perasso non ha allegato tentativi concreti e infruttuosi di contatto con il difensore né iniziative per reperirlo né altre iniziative volte a conoscere la data dell'udienza, pur avendo eletto domicilio presso quel difensore e disponendo di riferimenti utili per informarsi. Perciò è stata esclusa la mancata conoscenza incolpevole e il ricorso è stato respinto. Ai sensi dell'art. 616 c.p.p. il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Riferita alla disciplina dell'assenza dell'imputato; il ricorrente invocava la tutela prevista per l'assenza non volontaria ma la Corte ha richiesto allegazioni probative della incolpevole mancata conoscenza.

  • art. 581, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiesta la specificità dei motivi di ricorso per cassazione; la mancanza di specificità ha determinato l'inammissibilità.

  • art. 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Ulteriore parametro di ammissibilità del ricorso in relazione a motivi particolari; la Corte ha ritenuto i motivi privi della necessaria specificità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna per spese e l'irrogazione di sanzione pecuniaria in caso di ricorso inammissibile; applicata per condannare il ricorrente al pagamento di euro 3.000.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 5, n. 7428 del 18/12/2024, dep. 24/02/2025, Frej)

    Conferma il principio che in tema di rescissione del giudicato l'imputato ha un onere di allegazione che deve offrire elementi di prova iniziali per rendere credibile la mancata conoscenza incolpevole del processo.

Massime di principio

  • In caso di richiesta di rescissione del giudicato per mancata conoscenza del procedimento l'imputato deve fornire allegazioni circostanziate e indicare tentativi concreti e infruttuosi di reperire il difensore o altre iniziative per informarsi sulla data dell'udienza.
  • La semplice affermazione che il difensore sia diventato irreperibile non è di per sé sufficiente: occorrono elementi oggettivi che consentano di verificare la non conoscenza incolpevole del processo.
  • L'elezione di domicilio presso il difensore comporta l'obbligo, ove il difensore sia irreperibile, di attivarsi con altre modalità per acquisire informazioni sul procedimento; la mancata attivazione può essere considerata colpevole.
  • Per i ricorsi in cassazione è necessaria la specificità dei motivi ai sensi degli artt. 581 e 591 c.p.p.; il mancato rispetto di tale requisito determina l'inammissibilità e può comportare sanzioni pecuniarie ex art. 616 c.p.p.
  • Nelle valutazioni della rescissione del giudicato il giudice richiede non la prova piena ma un principio di prova idoneo a rendere credibile la versione dell'imputato e suscettibile di verifica processuale.

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