Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 06/05/2015 n. 9041 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, deducendo la violazione degli artt. 53, 55 e 74 del D.P.R. n. 597 del 1973. Sosteneva che i contributi AIMA/CEE per l’aiuto al consumo dell’olio d’oliva fossero contributi in conto esercizio e dovessero quindi essere tassati come ricavi, affermando che le successive disposizioni del D.P.R. n. 917 del 1986 avessero carattere ricognitivo.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso dell’Agenzia, confermando la decisione della CTR della Calabria, sezione di Reggio Calabria (sentenza n. 85/16/09, depositata l’8 giugno 2009), che aveva giudicato illegittima la ripresa a tassazione dei contributi. Applicando la disciplina vigente ratione temporis, la Corte ha ritenuto che i contributi non fossero né sopravvenienze attive, perché esclusi dall’art. 55, comma 2, né ricavi riconducibili alle categorie dell’art. 53 del D.P.R. n. 597 del 1973; pertanto non concorrevano alla formazione del reddito d’impresa imponibile ai fini Irpef e Ilor. Ha escluso che la successiva disciplina del D.P.R. n. 917 del 1986 potesse essere applicata retroattivamente o considerata meramente ricognitiva. Nessuna statuizione sulle spese, dato che il resistente non ha svolto attività difensiva.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 597 del 1973, art. 53

    mentre non possono ritenersi tassabili quali "sopravvenienze attive", posto che il D.P.R. n. 597 del 1973, art. 55, comma 2, li esclude espressamente dal novero di tali proventi - non sono nemmeno inquadrabili fra i "ricavi", non essendo riconducibili ad alcuna delle relative categorie, quali indicate dal precedente art. 53, comma 1.

    Per la disciplina applicabile al caso, i contributi in conto esercizio non sono ricavi se non rientrano in una delle categorie elencate dall’art. 53, comma 1; l’esclusione dalla tassazione non può essere superata facendo leva soltanto sulla loro natura di contributi pubblici.

  • D.P.R. n. 597 del 1973, art. 55, comma 2

    mentre non possono ritenersi tassabili quali "sopravvenienze attive", posto che il D.P.R. n. 597 del 1973, art. 55, comma 2, li esclude espressamente dal novero di tali proventi - non sono nemmeno inquadrabili fra i "ricavi", non essendo riconducibili ad alcuna delle relative categorie, quali indicate dal precedente art. 53, comma 1.

    I contributi controversi sono espressamente esclusi dal novero delle sopravvenienze attive. In combinazione con la mancata riconducibilità alle categorie di ricavi dell’art. 53, ciò comporta, secondo la disciplina allora vigente, la loro non imponibilità.

  • D.P.R. n. 597 del 1973, art. 74

    L’articolo è richiamato dall’Agenzia nel motivo di ricorso in relazione ai principi generali del decreto, ma la Corte non ne esplicita un’autonoma interpretazione: la decisione si fonda sul coordinamento degli artt. 53 e 55.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 53, comma 1, lettera f

    differ differentemente da quanto, successivamente, disposto dal T.U. di cui al D.P.R. n. 917 del 1986 che, in forza della previsione del proprio art. 53 li ha, al comma 1, lett. f, esplicitamente ed inequivocabilmente annoverato fra i ricavi

    La disciplina successiva ha incluso espressamente tra i ricavi i contributi in conto esercizio dello Stato e degli enti pubblici. La Corte considera tale previsione un mutamento legislativo rispetto al regime del D.P.R. n. 597 del 1973, non una regola da applicare retroattivamente ai periodi d’imposta regolati dalla normativa precedente.

Massime di principio

  • Per stabilire il trattamento fiscale di un contributo occorre individuare la disciplina vigente nel periodo d’imposta interessato: una legge successiva che ne dispone espressamente la tassazione non si applica automaticamente ai periodi anteriori.
  • Nel regime del D.P.R. n. 597 del 1973, i contributi in conto esercizio non erano imponibili come ricavi se non riconducibili alle categorie elencate dall’art. 53 e, al contempo, erano esclusi dall’art. 55, comma 2, dal novero delle sopravvenienze attive.
  • La successiva inclusione espressa dei contributi pubblici in conto esercizio tra i ricavi segnala un mutamento della scelta legislativa; non basta, da sola, a dimostrare che la stessa regola valesse anche sotto la disciplina precedente.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.