Cassazione Penale, Sentenza n. 50007/2023 del 15/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente deduceva, con due motivi principali: (1) omissione della Corte d'appello nel valutare e pronunciarsi, anche d'ufficio, sull'applicabilità della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131‑bis cod. pen., alla luce della sentenza della Corte costituzionale n.156/2020 e della successiva modifica normativa (d.lgs.150/2022); la difesa sosteneva che, pur non potendo chiedere tale applicazione in primo grado, l'intervenuta modifica normativa e la natura dell'appello imponevano alla Corte territoriale di valutare la questione. (2) vizio di motivazione e violazione di legge in relazione all'elemento soggettivo del reato di ricettazione (art. 648 c.p.), con la censura che non sarebbe sussistito alcun vantaggio o profitto nella disponibilità della tessera sanitaria altrui, essendo il ricorrente titolare della propria tessera e quindi privo di intento di trarre profitto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto la censura manifestamente infondata: la difesa avrebbe potuto e dovuto sollevare davanti alla Corte d'appello la questione della causa di non punibilità (anche mediante memoria), non avendo indicato in cassazione i presupposti fattuali e logici che giustificassero la richiesta, così rendendo ininfluente la presunta omissione motivazionale; la sentenza impugnata aveva inoltre rilevato precedenti dell'imputato. Sul secondo motivo la Corte l'ha ritenuto generico e aspecifico, non confrontandosi con la motivazione della sentenza che aveva individuato il vantaggio consistente nel sostituire l'identità personale usando la tessera altrui. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 131‑bis cod. pen.
Disciplina la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ricorda che, secondo la giurisprudenza costituzionale (sent. n.156/2020), tale disciplina è applicabile anche all'ipotesi di ricettazione attenuata e che la valutazione può essere richiesta o, in certe condizioni, rilevata d'ufficio, purché siano indicati i presupposti fattuali che ne giustifichino l'applicazione
art. 648, comma 2, cod. pen.
Norma che incrimina la ricettazione; la Corte ha valutato il profilo soggettivo contestato e ritenuto congrua la motivazione della Corte d'appello circa il vantaggio (anche non patrimoniale) derivante dall'uso della tessera altrui per sostituire l'identità
art. 651 cod. pen.
Riferita nel procedimento di merito: la Corte d'appello aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato previsto da tale norma
d.lgs. 150/2022
Modifica normativa richiamata dal ricorrente come causa che avrebbe reso necessario il riesame, in appello, della possibilità di applicare l'art. 131‑bis anche alla ricettazione attenuata; la Corte ha osservato che la questione poteva comunque essere sollevata in appello dalla difesa
sentenza Corte Cost. n.156/2020
Giurisprudenza costituzionale che ha esteso l'applicabilità dell'art. 131‑bis anche alle ipotesi attenuate di ricettazione; citata dalla Corte per affermare che la possibilità di applicazione era già riconosciuta prima della modifica legislativa
art. 129 cod. proc. pen.
Disciplina l'obbligo del giudice di valutare d'ufficio talune circostanze; la Corte di Cassazione richiama che l'omessa valutazione d'ufficio della causa di non punibilità è deducibile in cassazione solo se il ricorrente indica i presupposti che legittimano tale deduzione
art. 616 cod. proc. pen.
Consente la condanna al versamento di somme alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile quando sussistono profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità; la Corte ha applicato tale norma comminando euro 3.000
Massime di principio
- La doglianza per mancata valutazione 'd'ufficio' della causa di non punibilità ex art.131‑bis è sensata solo se il difensore ha indicato in modo chiaro i dati fattuali e logici che giustificano l'applicazione della causa; in mancanza il ricorso per cassazione è probabilmente inammissibile
- La sentenza della Corte costituzionale n.156/2020 e le successive modifiche normative possono rendere applicabile l'art.131‑bis anche a delitti attenuati (es. ricettazione attenuata), ma la relativa questione dovrebbe essere sollevata tempestivamente nel grado di appello o quantomeno ben documentata in cassazione
- Gli argomenti generici o non confrontati con la motivazione della sentenza impugnata (es. contestazione dell'elemento soggettivo senza riferimenti fattuali precisi) sono considerati aspecifici e non provocano l'annullamento della decisione di merito
- Il difensore deve utilizzare il grado di appello per proporre motivi nuovi o memoria che sollevino questioni favorevoli all'imputato; l'omissione può estinguere la possibilità di sindacare tali questioni in Cassazione
- Il ricorso in Cassazione ammette il rischio di condanna per spese e sanzioni (art. 616 c.p.p.) se emergono profili di colpa nella proposizione del ricorso; è quindi consigliabile un'attenta verifica preliminare delle prospettive di ammissibilità e fondatezza prima di proporre impugnazioni
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