Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29657/2024 del 19/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore Generale impugna la sentenza d'appello che, in sede di rinvio dopo annullamento, ha assolto Antonio Malena dall'estorsione aggravata ex art.416-bis e ha assolto Cataldo Malena dal reato associativo. Il ricorso lamenta: travisamento della prova e contraddittorietà della motivazione (art.606 co.1 lett. e) c.p.p.) per omissione o errata valutazione di intercettazioni, dichiarazioni della persona offesa (Pelligrò) e delle dichiarazioni di collaboratori; errore di diritto su applicazione degli artt.56 e 629 c.p. (idoneità della minaccia e valutazione dell'elemento intimidatorio nel contesto mafioso); richiesta di rivalutazione complessiva degli elementi indiziari (intercettazioni progr. 2947, 5023, 5024, 8830, 834 ecc., e dichiarazioni dei collaboratori De Castro Emanuele/Salvatore e di altri testi). In sostanza il ricorrente contesta che la Corte territoriale abbia sottovalutato elementi probatori decisivi a sostegno delle condanne precedenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i primi tre motivi fossero, di fatto, richieste di rivalutazione del merito e non avessero specificamente contestato vizi di motivazione in termini utili per il sindacato di legittimità. La Corte ha ribadito i limiti del controllo di Cassazione (non può riesaminare il materiale probatorio né sovrapporre la propria valutazione) e ha ritenuto che la Corte territoriale avesse fornito una motivazione logica e adeguata rispetto al rinvio. Pertanto le assoluzioni pronunciate dalla Corte d'Appello in sede di rinvio restano confermate.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma sulla associazione di tipo mafioso: la valutazione della partecipazione richiede elementi probatori idonei e contestualizzati; nel caso la Corte ha ritenuto gli indizi insufficienti per provare l'appartenenza.

  • art. 629 cod. pen.

    Norma sull'estorsione: il ricorso contestava la capacità intimidatoria della condotta e la configurabilità dell'estorsione aggravata dalla matrice mafiosa; la Corte ha ritenuto che non fosse dimostrata la minaccia idonea a costringere la vittima.

  • art. 56 cod. pen.

    Norma sul tentativo: dedotto nel ricorso per sostenere l'inidoneità del tentativo; la Corte territoriale ha valutato l'idoneità della minaccia ex ante e ha escluso che gli elementi acquisiti raggiungessero la prova del tentativo punibile.

  • art. 606 co.1 lett. e) cod. proc. pen.

    Ground di cassazione per travisamento della prova/contraddittorietà: la Cassazione ha ricordato i limiti del sindacato di legittimità e ha ritenuto le deduzioni del Procuratore Generale come richiesta di riconsiderazione del merito non ammessa.

  • art. 606 co.1 lett. b) cod. proc. pen.

    Richiamata nel ricorso per errore di diritto; la Corte ha valutato che mancasse un'adeguata dimostrazione di vizio di diritto rispetto all'interpretazione degli artt.56 e 629.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Principi di valutazione della prova: il ricorrente invocava violazioni dei canoni di valutazione; la Corte ha richiesto che tali doglianze evidenziassero omissioni decisive e non una mera rivalutazione degli elementi.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non rivede il merito né riconsidera liberamente la valutazione delle prove: per ottenere annullamento per "travisamento della prova" è necessario indicare in modo specifico atti o elementi decisivi omessi o fraintesi e dimostrare che tale errore disarticola completamente il ragionamento probatorio.
  • Le censure generiche o la semplice richiesta di rivalutazione del compendio probatorio non sono ammissibili in Cassazione; occorre spiegare con precisione perché la motivazione impugnata sia manifestamente illogica, contraddittoria o omessa su elementi decisivi.
  • Nelle fattispecie di estorsione in contesti mafiosi la valutazione dell'idoneità intimidatoria tiene conto del contesto e della posizione delle persone minacciate; però anche nel cd. "contesto ambientale" è necessario dimostrare il nesso concreto tra la prospettazione intimidatoria e la compressione della libertà decisionale della vittima.
  • L'uso di singole intercettazioni come prova decisiva richiede che siano supportate da riscontri oggettivi (altre conversazioni, dichiarazioni, circostanze fattuali) e non bastano, di norma, frasi isolate prive di adeguato riscontro contestuale.
  • Quando si contesta l'omessa valutazione di dichiarazioni di collaboratori o di testi, il ricorrente deve indicare in che modo quelle dichiarazioni costituiscano prova decisiva e perché la loro omissione abbia alterato l'equilibrio probatorio, fornendo puntuale collegamento tra dichiarazioni e conclusioni.
  • Nel valutare la rilevanza di rapporti familiari o politici (es. con amministratori locali) occorre dimostrare un concreto apporto funzionale all'attività criminosa; la mera coincidenza di rapporti non basta a provare l'appartenenza a un'associazione mafiosa.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.