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Sentenza

Sentenza n. 6430/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quarta) n. 17679/2023, pubblicata in data 27 novembre 2023.

Giustizia amministrativa202405125

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro il diniego di condono edilizio relativo a un manufatto abusivo situato in area interessata da vincoli paesaggistici connessi al Parco di Veio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava il diniego opposto da Roma Capitale a una domanda di condono edilizio presentata nel 2004 ai sensi della legge n. 326/2003, relativa a una struttura leggera in legno di circa 75 mq e 225 mc. In primo grado il ricorrente aveva dedotto difetto di istruttoria e di motivazione, erronea applicazione dell'art. 32 del d.l. n. 269/2003, illegittimità della preclusione automatica derivante dalla presenza di vincoli paesaggistici e mancata distinzione tra vincoli di inedificabilità relativa e assoluta. Aveva inoltre sostenuto che il diniego fosse stato adottato senza verificare concretamente l'entità dell'abuso, la compatibilità dell'opera con il vincolo e la natura di quest'ultimo, nonché senza acquisire i pareri e gli accertamenti tecnici necessari. L'appellante aveva insistito sulle medesime censure, evidenziando che la domanda era stata presentata prima dell'entrata in vigore della normativa regionale più restrittiva e che la pianificazione del Parco di Veio era intervenuta successivamente alla realizzazione dell'abuso. Roma Capitale aveva chiesto il rigetto dell'appello, sostenendo la natura vincolata del diniego in presenza di vincoli paesaggistici. Successivamente, l'appellante ha depositato rinuncia all'appello per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della rinuncia depositata dall'appellante. Non ha quindi esaminato nel merito le censure relative alla legittimità del diniego di condono, alla rilevanza temporale della normativa regionale, alla natura del vincolo paesaggistico né al dedotto difetto di istruttoria e motivazione. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 32 d.l. 269/2003

    Richiamato nell'ambito delle censure sull'applicazione della disciplina statale del terzo condono e sulla condonabilità degli abusi in presenza di vincoli paesaggistici; la sentenza non decide nel merito tali questioni.

  • legge n. 326/2003

    Individuata come normativa statale in base alla quale è stata presentata la domanda di condono, consentendo la sanatoria degli abusi ultimati entro il 31 marzo 2003; la questione non è stata esaminata nel merito per l'improcedibilità dell'appello.

  • legge regionale Lazio n. 12/2004

    Richiamata quale normativa regionale applicata da Roma Capitale per escludere la condonabilità dell'intervento in area sottoposta a vincoli paesaggistici; la sentenza non valuta la correttezza di tale applicazione.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Costituisce la base normativa processuale per la declaratoria di improcedibilità, in relazione alla sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 38 c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicate dal Collegio.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla rinuncia all'appello e alla definizione del giudizio.

Massime di principio

  • La rinuncia all'appello, quando determina o manifesta la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, comporta la declaratoria di improcedibilità del gravame senza esame dei motivi di merito.
  • In caso di improcedibilità dell'appello per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non è tenuto a pronunciarsi sulle censure rivolte contro la sentenza di primo grado o contro l'atto amministrativo originariamente impugnato.
  • La regolazione delle spese conseguente alla declaratoria di improcedibilità può essere compensata quando la peculiarità della fattispecie lo giustifica.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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