Cassazione Penale, Sentenza n. 21525/2024 del 30/05/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della pronuncia di confisca di euro 14.690,00 sequestrati presso l'abitazione dell'imputato in relazione al reato di detenzione ai fini di spaccio (art. 73 d.P.R. n. 309/1990). Il ricorrente contestava l'applicazione dell'art. 240-bis cod. pen. (confisca per sproporzione) e la mancanza/contraddittorietà della motivazione, sostenendo di avere fornito documentazione (tre fatture) che giustificava la provenienza del denaro.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta la motivazione del giudice del rinvio che ha applicato l'art. 240-bis cod. pen. (punto di raccordo previsto dall'art. 85 d.P.R. n. 309/1990) perché: l'imputato ha ammesso che parte della somma era provento di reato e le tre fatture non erano idonee a provare un'effettiva e proficua attività economica né il relativo profitto. Pertanto è mancata una giustificazione della provenienza del denaro, sproporzionato rispetto alla capacità economica del prevenuto. Conseguenze: confermata la confisca dell'intera somma; condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 (commi 1-bis e 4)
Parametro sostanziale del reato contestato: detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. La condanna per tale delitto rende possibile l'applicazione della confisca per sproporzione tramite l'art. 85 del d.P.R. 309/90 e l'art. 240-bis cod. pen.
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 (comma 7-bis)
Norma richiamata impropriamente nella prima pronuncia del Tribunale; la Corte di legittimità ha escluso la sua pertinenza nel caso concreto e ha disposto il rinvio per nuovo esame con diversa base normativa.
art. 85 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309
1. Nei casi di condanna o di applicazione della pena su richiesta a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per taluno dei delitti previsti dall'articolo 73, esclusa la fattispecie di cui al comma 5, si applica l'articolo 240 bis del codice penale
Dispositivo che collega le disposizioni del d.P.R. 309/90 con l'art. 240-bis cod. pen.: quando l'imputato è condannato (o applicata la pena su richiesta) per reati di cui all'art. 73, si applica la disciplina della confisca per sproporzione prevista dall'art. 240-bis.
art. 240-bis cod. pen.
È sempre disposta la confisca del denaro, dei beni o delle altre utilità di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte sul reddito, o alla propria attività economica.
Consente la cosiddetta confisca per sproporzione: l'onere probatorio circa la provenienza dei beni incombe sul condannato; in mancanza di giustificazione il bene va confiscato se sproporzionato rispetto a reddito/attività.
art. 444 cod. proc. pen.
Norma procedurale che disciplina l'applicazione della pena su richiesta (patteggiamento) e che, se utilizzata per reati di cui all'art. 73, attiva la connessa possibilità di applicazione dell'art. 240-bis tramite l'art. 85 DPR 309/90.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione, tra cui l'obbligo al pagamento delle spese processuali e l'eventuale pagamento alla Cassa delle ammende.
Corte costituzionale, sent. 13 giugno 2000 n. 186 (giurisprudenza)
Richiamata per escludere l'esonero del ricorrente dal pagamento della somma dovuta alla Cassa delle ammende; nella specie non sussistevano ragioni di esonero.
Massime di principio
- Se si è condannati o si ottiene l'applicazione della pena su richiesta per reati di cui all'art. 73 d.P.R. 309/90, il giudice deve valutare l'art. 240-bis cod. pen. tramite l'art. 85 del d.P.R.: è possibile la confisca per sproporzione quando il denaro/bene è ingiustificato e sproporzionato rispetto al reddito o all'attività.
- L'onere di provare la legittima provenienza dei beni gravanti sul destinatario della misura: documenti meramente formali (es. qualche fattura) possono non essere sufficienti se non dimostrano concreta attività redditizia e il reale profitto.
- Se l'imputato ammette che parte della somma è provento di reato, la sua ammissione rafforza la legittimità della confisca in mancanza di adeguata giustificazione per la restante parte.
- Una confisca motivata sulla base di art. 240-bis richiede una valutazione comparativa tra valore dei beni e capacità economica dichiarata; la mancanza di giustificazione porta alla confisca anche dell'intera somma sequestrata.
- L'impugnazione in Cassazione contro la confisca richiede argomentazioni solide sull'erronea applicazione normativa o sulla carenza manifesta dei presupposti probatori: valutazioni meramente alternative o difetto di prova documentale raramente bastano.
- Se la confisca è stata disposta con una motivazione sbagliata o su base normativa errata, la Cassazione può annullare e rinviare; tuttavia, sul nuovo esame il giudice del rinvio può applicare la norma corretta (art. 240-bis) se fattispecie e prove lo consentono.
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