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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31018/2023 del 18/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorsi in Cassazione deducevano vizi sia processuali sia di merito: Cristodaro contestava la nullità della notifica dell'atto di citazione in appello per esistenza di un domicilio eletto presso lo studio del difensore avv. Aldo Egidi (elezione di domicilio antecedente e mai revocata) e lamentava altresì omessa motivazione sulle pene accessorie; l'altro difensore di Cristodaro deduceva travisamento della prova e diniego delle attenuanti generiche. Mangano contestava la nullità del decreto che dispone il giudizio per violazione del diritto di difesa (art. 111 Cost. e art. 6 CEDU) e il travisamento della prova in ordine all'inesistenza delle prestazioni indicate in fatture penalmente contestate.

La decisione

Per Cristodaro la Corte di Cassazione ha accolto il motivo processuale relativo alla nullità della notifica dell'atto di citazione in appello: ha ritenuto che l'elezione del domicilio presso lo studio dell'avv. Egidi, risultante dagli atti e mai revocata, impediva la validità della notifica eseguita ai sensi dell'art. 157, comma 8-bis c.p.p.; la nullità, tempestivamente eccepita, ha determinato l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata e la trasmissione degli atti ad altra Sezione della Corte d'appello di Milano per il prosieguo del giudizio (nuova celebrazione in grado di appello). Quanto a Mangano, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile (confermando quindi di fatto la decisione di merito), condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e disponendo, in via equitativa, il versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende; ha motivato che le censure di merito (travisamento delle prove e inesistenza delle prestazioni) non disarticolano la ricostruzione fattuale dei giudici di merito, fondata su elementi documentali e dichiarazioni testimoniali e su precedente sentenza irrevocabile del GUP.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000

    Normativa penale tributaria cui sono riconducibili i capi di imputazione (artt. richiamati nei vari capi indicati: art. 2, art. 5, art. 8, ecc.): la Corte non entra nel merito della qualificazione dei reati per Cristodaro (proc. riaperto), mentre per Mangano conferma la fondatezza dell'accertamento di sistema fraudolento riconducibile alle società a lei riconducibili.

  • art. 157, comma 8-bis, cod. proc. pen.

    Stabilisce la possibilità di notificare gli atti all'imputato mediante consegna al difensore in presenza di determinate condizioni; la Corte afferma però che, ove esista un'elezione di domicilio valida, la notifica ai sensi del comma 8-bis è impugnabile come nulla: l'elezione di domicilio prevale e rende illegittima la notifica al difensore secondo la giurisprudenza di legittimità richiamata.

  • art. 184, comma 1; art. 183; art. 182; art. 180 cod. proc. pen.

    Richiamati come regole relative alla sanatoria delle nullità e ai termini/condizioni di rilevabilità: la nullità da notifica in violazione dell'elezione di domicilio è di ordine generale a regime intermedio e può essere sanata nelle ipotesi e secondo le modalità previste dagli artt. citati, ma qui è stata tempestivamente dedotta, impedendo la sanatoria.

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Norma relativa agli avvisi e agli elenchi contenenti i fatti contestati: la Corte osserva che gli elementi essenziali (anni d'imposta, importi) erano adeguatamente indicati negli elenchi e negli atti richiamati dal decreto che dispone il giudizio, rispondendo così alle censure difensive di nullità del decreto.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato dalla difesa di Mangano per presunta lesione del diritto di difesa; la Corte ha ritenuto infondate le doglianze, avendo il decreto e il fascicolo istruttorio fornito elementi sufficienti per la difesa.

  • art. 6 CEDU

    Citato come parametro europeo sul giusto processo; la Corte ha ritenuto che non sia stata violata la garanzia del giusto processo in quanto la motivazione e gli atti consentivano alla difesa di conoscere e contestare le accuse.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio presso il difensore, se reale e non revocata, impedisce che la notifica dell'atto di citazione in appello sia validamente eseguita ai sensi dell'art. 157, comma 8-bis c.p.p.; la notifica in violazione di tale elezione è nullità tempestivamente deducibile e idonea a determinare l'annullamento del processo in quella fase.
  • Le nullità derivanti da notifica irregolare sono di ordine generale a regime intermedio: possono essere sanate, ma solo se non tempestivamente eccepite o se sussistono specifiche circostanze oggettive che ne dimostrino la conoscenza effettiva dell'atto da parte dell'imputato; pertanto è essenziale sollevarle alla prima occasione utile.
  • Per censurare il travisamento probatorio in Cassazione è necessario riprodurre in modo completo gli atti o le dichiarazioni contestate: censure generiche o estratti parziali sono tipicamente inammissibili o inefficaci.
  • Le doglianze di violazione del diritto di difesa o di nullità del decreto che dispone il giudizio richiedono la dimostrazione concreta del pregiudizio subito o dell'insufficienza degli elementi indicati nell'avviso e negli elenchi (art. 415-bis); affermazioni generiche non bastano.
  • Decisioni di natura amministrativa o tributaria (es. pronunce delle CTR) non sono vincolanti per il giudice penale; per essere utili in difesa occorre spiegare e documentare il collegamento fattuale e probatorio con i fatti penali in esame.

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