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Ordinanza

Ordinanza n. 110/2026 - Milano, Sezione 3

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia del provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro emesso dalla Prefettura di Milano, Sportello Unico per l’Immigrazione, codice pratica: P-MI/L/Q/2022/101771, in data 22 marzo 2024 e comunicato in data 15 maggio 2025.

Giustizia amministrativa202502895

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro adottato dalla Prefettura di Milano e comunicato successivamente

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento con cui lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura di Milano ha revocato il nulla osta al lavoro relativo a una pratica di ingresso per lavoro. Nel corso del giudizio la Prefettura ha riferito di volere richiedere all'Ispettorato Territoriale del Lavoro una verifica sulla veridicità della capacità economica del datore di lavoro, chiedendo di dilazionare i tempi del giudizio per consentire la conclusione dei controlli. La verifica risultava ancora priva di esito documentato alla data della nuova camera di consiglio.

La decisione

Il TAR non ha definito la domanda cautelare nel merito. Ai sensi dell'art. 63, comma 1, c.p.a., ha ordinato alla Prefettura di Milano di fornire chiarimenti documentati sugli esiti della procedura di controllo, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza. In attesa della successiva delibazione collegiale, ha disposto la sospensione interinale dell'efficacia del provvedimento di revoca. Ha inoltre posto a carico della Prefettura l'onere di sollecitare, ove necessario, l'Ispettorato Territoriale del Lavoro alla pronta conclusione delle verifiche. La nuova trattazione cautelare è stata fissata al 9 aprile 2026; le spese sono state riservate alla decisione definitiva sulla fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa della domanda e della decisione cautelare.

  • art. 63, comma 1, c.p.a.

    Consente al giudice di richiedere chiarimenti e documenti utili alla decisione; nel caso concreto è stato utilizzato per ordinare alla Prefettura chiarimenti documentati sugli esiti della verifica della capacità economica del datore di lavoro.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità del ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando, nel corso della fase cautelare, l'amministrazione rappresenta di avere avviato verifiche istruttorie rilevanti per la decisione e non ne documenta successivamente l'esito, il giudice può acquisire chiarimenti e documentazione ai sensi dell'art. 63, comma 1, c.p.a., rinviando la delibazione cautelare.
  • La sospensione interinale dell'efficacia dell'atto impugnato può essere disposta, nelle more della successiva delibazione collegiale e dell'acquisizione degli elementi istruttori necessari, per mantenere la situazione giuridica sottoposta a giudizio.
  • Quando le verifiche necessarie alla decisione dipendono da un'altra amministrazione o da un organo tecnico, l'amministrazione parte del giudizio deve attivarsi, ove occorra, per sollecitarne la tempestiva conclusione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

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