Ordinanza n. 157/2026 - Salerno, Sezione 1
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione di Salerno, Sez. I, 14.11.2016, n. 2472, pubblicata il 14.11.2016 e notificata in data 19.12.2016 (e successivamente ricevuta).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti e attività del Commissario ad acta diretti all’esecuzione della sentenza del TAR Campania, Sez. I, n. 2472/2016, compresa la determinazione di acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, restituzione parziale dei fondi e richiesta di ulteriori attività istruttorie e di proroga
Esito
La controversia
Nella fase di ottemperanza alla sentenza del TAR Campania n. 2472/2016, il Commissario ad acta, a seguito della cessazione delle attività dell’Organismo straordinario di liquidazione, aveva adottato la determinazione n. 11 del 30 aprile 2025, disponendo l’acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 di parte dei fondi illegittimamente occupati e la restituzione della restante parte. Il Commissario aveva inoltre previsto che gli indennizzi fossero determinati dopo l’aggiornamento della stima del valore venale dei beni da parte dell’Agenzia delle Entrate, con liquidazione mediante separato provvedimento, e aveva chiesto l’autorizzazione a nominare un agronomo per accertare lo stato originario dei luoghi e stimare gli eventuali interventi di ripristino sui fondi da restituire, nonché una proroga di 180 giorni per concludere l’esecuzione della sentenza. I ricorrenti si sono opposti, sostenendo che la consistenza dei luoghi al momento dell’immissione in possesso risultava dalle memorie allegate ai relativi verbali, già nella disponibilità dell’Amministrazione, e che il Commissario avrebbe dovuto acquisire direttamente tale documentazione. Il TAR, con precedente ordinanza istruttoria, ha disposto l’acquisizione della documentazione disponibile sia presso il Commissario sia presso i ricorrenti; entrambe le parti hanno depositato i documenti reperiti.
La decisione
Il TAR ha autorizzato il Commissario ad acta a nominare un agronomo, scelto tra i dipendenti di ruolo della pubblica amministrazione, affinché accerti lo stato originario dei luoghi ai fini del ripristino, sulla base della documentazione depositata dalle parti. Ha inoltre autorizzato la stipula della convenzione con l’Agenzia delle Entrate per l’aggiornamento della stima del valore venale dei beni, necessaria alla determinazione degli indennizzi. Considerata la complessità delle ricerche e delle attività ancora necessarie, ha disposto la proroga del termine originariamente concesso per il completamento dell’esecuzione della sentenza, secondo la richiesta del Commissario. Le spese della fase sono state compensate. L’ordinanza non definisce definitivamente l’ottemperanza, ma autorizza specifici atti commissariali e proroga il termine di esecuzione.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
La disposizione costituisce il fondamento dell’acquisizione, da parte dell’amministrazione, di una parte dei fondi illegittimamente occupati; il provvedimento dà atto della necessità di procedere alla determinazione del valore venale dei beni per il calcolo degli indennizzi.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, il giudice può autorizzare il commissario ad acta a compiere ulteriori attività tecniche e istruttorie necessarie a dare completa esecuzione al giudicato, quando tali attività siano funzionali alla determinazione degli obblighi restitutori o indennitari.
- Quando l’esecuzione di una pronuncia richiede la determinazione del valore venale di beni oggetto di acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, il commissario ad acta può essere autorizzato a stipulare una convenzione con l’Agenzia delle Entrate per aggiornare la stima immobiliare e consentire il successivo calcolo degli indennizzi.
- L’accertamento dello stato originario dei luoghi, necessario per determinare gli interventi di ripristino dei fondi da restituire, può essere affidato dal commissario ad acta a un tecnico qualificato, sulla base della documentazione acquisita nel procedimento di ottemperanza.
- La complessità delle attività documentali e tecniche necessarie all’esecuzione del giudicato può giustificare la proroga del termine assegnato al commissario ad acta per completare le operazioni esecutive.
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