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Sentenza

Sentenza del 09/05/2016 n. 2736 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Registro, ipotecarie e catastali - Valore degli immobili - Prezzo di vendita - Rideterminazione - Criteri di valutazione - OMI - Mere presunzioni - Convincimento del Giudice - Presunzioni gravi, precise e concordanti - Utilizzo - Legittimità - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava la possibilità di utilizzare le quotazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) per rideterminare il prezzo di vendita di un immobile e accertare maggiori imposte sui redditi e IVA. La questione centrale era stabilire se la divergenza tra il prezzo dichiarato nel contratto e il valore normale o di mercato risultante dai dati OMI fosse, da sola, sufficiente a dimostrare l’inattendibilità del prezzo dichiarato.

La decisione

La sentenza ha affermato che le quotazioni OMI non costituiscono, da sole, prova sufficiente dell’inattendibilità del prezzo di vendita e non determinano automaticamente una presunzione legale di maggior reddito. Tuttavia, possono essere utilizzate come elemento indiziario nell’ambito di una prova presuntiva. Il giudice può fondare il proprio convincimento anche su una sola presunzione, purché grave e precisa, persino se contrastata da altri elementi, quando la ritenga sufficientemente attendibile da rendere questi ultimi non persuasivi. Il requisito della concordanza presuppone il possibile concorso di più indizi, ma non ne impone necessariamente la presenza. L’esito processuale concreto, cioè l’accoglimento o il rigetto del ricorso, non è espressamente indicato nel testo fornito.

Norme richiamate

  • Art. 2727 del codice civile

    Disciplina le presunzioni, ossia le conseguenze che il giudice trae da un fatto noto per risalire a un fatto ignorato.

  • Art. 2729 del codice civile

    Consente l’utilizzo delle presunzioni semplici quando siano gravi, precise e concordanti. La concordanza non richiede necessariamente una pluralità di indizi, potendo essere sufficiente anche una sola presunzione dotata di particolare forza probatoria.

  • Art. 115 del codice di procedura civile

    Impone al giudice di porre a fondamento della decisione le prove dedotte dalle parti o i fatti non specificamente contestati, secondo le regole processuali applicabili.

  • Art. 116 del codice di procedura civile

    Attribuisce al giudice il potere di valutare le prove secondo il proprio prudente apprezzamento, salvo i casi in cui la legge disponga diversamente.

  • Art. 39, comma 1, lettera d), del d.P.R. n. 600/1973

    Consente l’accertamento analitico-induttivo del reddito quando gli elementi indicati nella dichiarazione risultino incompleti, inesatti o infedeli, anche sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti.

Massime di principio

  • Le quotazioni OMI hanno valore indicativo e non provano automaticamente che il prezzo dichiarato dalle parti sia falso o inattendibile.
  • L’Amministrazione finanziaria può utilizzare i dati OMI come indizio, ma normalmente deve collegarli ad altri elementi concreti, salvo che il dato disponibile sia ritenuto dal giudice particolarmente grave e preciso.
  • La differenza tra prezzo dichiarato e valore di mercato non comporta, da sola, l’automatica rettifica delle imposte.
  • Il giudice può basare la decisione anche su un unico elemento presuntivo, purché motivi adeguatamente perché lo ritiene grave, preciso e idoneo a superare gli elementi contrari.
  • Chi contesta un accertamento fondato sui valori OMI dovrebbe dimostrare, con elementi documentali o tecnici, le ragioni della differenza di prezzo, come condizioni dell’immobile, ubicazione, stato di conservazione, urgenza della vendita o particolari rapporti tra le parti.

Testo integrale

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