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Sentenza

Sentenza del 09/05/2016 n. 175 - Comm. Trib. Prov. Como

ACCISE, DAZI E DIRITTI DOGANALI - Importazione merci - Determinazione del valore di transazione - Royalties per lo sfruttamento commerciale del marchio - Condizioni per l'inclusione nel valore della merce.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava la determinazione del valore doganale delle merci importate e, in particolare, se le royalties pagate dal licenziatario al licenziante per lo sfruttamento commerciale dei marchi dovessero essere aggiunte al prezzo di transazione. La questione dipendeva dalla presenza cumulativa di due condizioni: un legame, anche di fatto, tra licenziante e licenziatario e l'assenza, per l'acquirente, della libertà effettiva di procurarsi le merci da un altro fornitore non legato al venditore.

La decisione

La sentenza ha stabilito che le royalties concorrono alla determinazione del valore doganale delle merci importate quando ricorrono entrambe le condizioni indicate: il collegamento tra licenziante e licenziatario e l'impossibilità o mancanza di libertà dell'acquirente di acquistare le merci da un fornitore alternativo non collegato. Il testo fornito non indica gli estremi della causa né consente di ricostruire con certezza l'esito formale del ricorso, ma il principio affermato è favorevole all'inclusione delle royalties nel valore doganale in presenza di tali presupposti.

Norme richiamate

  • Codice Doganale Comunitario

    Il valore doganale della merce importata può comprendere anche pagamenti ulteriori rispetto al prezzo indicato, tra cui le royalties, quando siano collegate alla merce e costituiscano una condizione della vendita.

  • Disposizioni di attuazione del Codice Doganale Comunitario

    Le royalties devono essere incluse nel valore di transazione quando ricorrono congiuntamente un legame, anche di fatto, tra le parti interessate e la mancanza di libertà dell'acquirente di approvvigionarsi presso un fornitore alternativo non collegato.

Massime di principio

  • Le royalties relative a un marchio possono aumentare il valore doganale delle merci importate anche se sono disciplinate da un contratto distinto dal contratto di vendita.
  • L'inclusione non è automatica: occorre verificare sia il collegamento tra licenziante e licenziatario sia il fatto che il pagamento della royalty sia collegato alla vendita o costituisca, in concreto, una condizione per ottenere le merci.
  • Il legame rilevante può essere anche di fatto e non necessariamente derivare da una partecipazione societaria formale o da un controllo diretto.
  • La libertà teorica di rivolgersi ad altri fornitori non è sufficiente se, nella realtà commerciale, l'importatore è vincolato al fornitore collegato o non dispone di alternative effettive.
  • Per contestare l'inclusione delle royalties è necessario dimostrare concretamente l'assenza di collegamento tra le parti, l'autonomia del contratto di licenza e l'effettiva possibilità di acquistare la merce da fornitori indipendenti.

Testo integrale

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