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Sentenza

Corte di giustizia, Ordinanza C-42/23

Order of the Court (Chamber determining whether appeals may proceed) of 19 April 2023. — Mendes SA v European Union Intellectual Property Office. — Appeal – EU trade mark – Determination as to whether appeals should be allowed to proceed – Article 170b of the Rules of Procedure of the Court of Justice – Request failing to demonstrate that an issue is significant with respect to the unity, consistency or development of EU law – Refusal to allow the appeal to proceed. — Case C-42/23 P

Giurisprudenza europea62023CO0042

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha respinto la richiesta di Mendes SA di far ammettere a procedere il ricorso contro la sentenza del Tribunale in una controversia di marchio UE riguardante VSL3TOTAL e VSL#3. La ricorrente aveva dedotto plurime violazioni di norme sui marchi, sulle pratiche commerciali scorrette, sulla motivazione e sul diritto di proprietà, ma senza dimostrare perché tali censure ponessero una questione rilevante per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione. La Corte ha quindi dichiarato il ricorso non ammesso a procedere e ha posto le spese a carico della ricorrente.

Ricorso per cassazione in materia di marchio UE non ammesso a procedere per mancata dimostrazione di una questione significativa ai fini dell’unità, coerenza o sviluppo del diritto dell’Unione.

La questione giuridica

Se il ricorso per cassazione proposto contro la sentenza del Tribunale in una causa relativa a un marchio dell’Unione europea sollevasse una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione, ai sensi dell’articolo 58 bis dello Statuto della Corte di giustizia e degli articoli 170 bis e 170 ter del regolamento di procedura; in particolare, se le censure dedotte fossero state illustrate in modo sufficientemente preciso e dettagliato da giustificare l’ammissione del ricorso.

Principio di diritto

Il ricorso contro una decisione del Tribunale relativa a una decisione di una commissione di ricorso dell’EUIPO non può essere ammesso a procedere se il ricorrente non dimostra, in modo chiaro, preciso e specifico, che almeno uno dei motivi dedotti solleva una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione. La semplice enunciazione di presunti errori di diritto, accompagnata da argomentazioni generiche, non soddisfa gli oneri richiesti dagli articoli 58 bis dello Statuto e 170 bis del regolamento di procedura; di conseguenza, il ricorso è dichiarato non ammesso a procedere e il ricorrente sopporta le proprie spese.

Norme richiamate

  • Articolo 56 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
  • Articolo 58 bis dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
  • Articolo 36 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
  • Articolo 170 bis del regolamento di procedura della Corte di giustizia
  • Articolo 170 ter del regolamento di procedura della Corte di giustizia
  • Articolo 137 del regolamento di procedura della Corte di giustizia
  • Articolo 184, paragrafo 1, del regolamento di procedura della Corte di giustizia
  • Regolamento (CE) n. 207/2009
  • Articolo 53, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 207/2009
  • Articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 207/2009
  • Direttiva 2005/29/CE
  • Articolo 5, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2005/29/CE
  • Protocollo n. 1 alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, articolo 1
  • Accordo di Nizza sulla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione dei marchi

Ricorso contro la sentenza del Tribunale in materia di marchio UE: mancata ammissione a procedere

Si tratta di un’ordinanza resa nell’ambito del filtro di ammissibilità dei ricorsi avverso decisioni del Tribunale che riguardano decisioni di commissioni di ricorso dell’EUIPO. La Corte è stata chiamata a verificare se il ricorso di Mendes SA sollevasse una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione.

Parti e contesto del procedimento

La ricorrente è Mendes SA. La controparte nel procedimento principale di appello è l’EUIPO; interveniente in primo grado è Actial Farmaceutica Srl. Il ricorso mira a ottenere l’annullamento della sentenza del Tribunale del 30 novembre 2022, Mendes v EUIPO – Actial Farmaceutica (VSL3TOTAL), che aveva respinto il ricorso di annullamento avverso una decisione della seconda commissione di ricorso dell’EUIPO del 17 agosto 2021 in un procedimento di nullità tra Actial Farmaceutica Srl e Mendes SA.

Quadro normativo rilevante

La Corte richiama anzitutto:

  • l’articolo 58 bis dello Statuto della Corte di giustizia, che subordina l’esame del ricorso alla previa decisione di ammissione quando la controversia riguarda decisioni dell’EUIPO;
  • gli articoli 170 bis e 170 ter del regolamento di procedura, che impongono al ricorrente di allegare una richiesta motivata di ammissione;
  • l’articolo 36 dello Statuto, evocato dalla ricorrente sul piano del difetto di motivazione.

Nel merito delle censure formulate nella domanda di ammissione, sono richiamati anche:

  • il regolamento (CE) n. 207/2009 sul marchio dell’Unione europea, in particolare l’articolo 53, paragrafo 1, lettera a), e l’articolo 8, paragrafo 1, lettera b);
  • la direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali, in particolare l’articolo 5, paragrafo 2, lettera b);
  • l’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla CEDU;
  • l’Accordo di Nizza sulla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi.

Censure dedotte dalla ricorrente

Mendes SA sosteneva che il Tribunale avesse commesso diversi errori di diritto, tra cui:

  • errata applicazione del regolamento n. 207/2009 in tema di nullità e rischio di confusione tra i segni VSL3TOTAL e VSL#3;
  • violazione della direttiva 2005/29/CE per aver considerato identici i due segni, con presunta incidenza sulle decisioni di acquisto di consumatori vulnerabili;
  • difetto di motivazione, per non aver spiegato adeguatamente il riconoscimento del segno come nome comune da parte di consumatori e professionisti del settore medico-farmaceutico;
  • erronea valutazione del peso da attribuire alla prima parte dei segni e alla diversa lunghezza delle denominazioni;
  • violazione del diritto di proprietà di cui all’articolo 1 del Protocollo n. 1 CEDU, con riferimento al contesto economico e commerciale del prodotto VSL#3.

Ragionamento della Corte sull’ammissione del ricorso

La Corte ricorda che spetta al ricorrente dimostrare che le questioni sollevate dal ricorso sono significative per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione. La domanda di ammissione deve contenere tutte le informazioni necessarie per consentire alla Corte di statuire su tale punto e, se del caso, delimitare le parti del ricorso da esaminare.

La Corte precisa che la domanda deve indicare in modo chiaro e dettagliato:

  • i motivi del ricorso;
  • la questione giuridica sollevata da ciascun motivo;
  • le ragioni per cui tale questione sarebbe significativa ai sensi dell’articolo 58 bis;
  • la norma o la giurisprudenza asseritamente violata;
  • la natura dell’errore di diritto lamentato e il suo impatto sull’esito della decisione impugnata.

In presenza di un’asserita contraddizione con la giurisprudenza, la domanda deve altresì individuare con precisione i passaggi della decisione impugnata e della giurisprudenza richiamata, spiegando perché la contraddizione incida sull’unità, coerenza o sviluppo del diritto dell’Unione.

Nel caso di specie, la Corte rileva che Mendes SA si è limitata a enunciare presunti errori del Tribunale e a sviluppare argomentazioni generiche, senza spiegare perché tali censure sollevassero una questione di principio rilevante per il diritto dell’Unione. Di conseguenza, la domanda non soddisfa i requisiti formali e sostanziali richiesti dal meccanismo di filtro.

Decisione e spese

La Corte dichiara che il ricorso non è ammesso a procedere. Quanto alle spese, poiché l’ordinanza è stata adottata prima della notifica alle altre parti, Mendes SA è condannata a sopportare le proprie spese.

Principio desumibile dalla pronuncia

L’ammissione di un ricorso contro una decisione del Tribunale in materia di marchio UE richiede una dimostrazione specifica e puntuale della rilevanza della questione per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione; la mera riproposizione di censure di merito o di asseriti errori di diritto non basta a superare il filtro di ammissibilità.

Come è indicizzato

Materiemarchi dell’unione europearicorso per cassazioneammissibilità del ricorsoconcorrenza e pratiche commerciali scorrettediritti fondamentali e proprietà intellettuale

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