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Sentenza

Sentenza del 04/12/2018 n. 5300 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Rinuncia all'usufrutto - Registrazione - Misura fissa.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava la qualificazione fiscale di una rinuncia unilaterale, abdicativa, gratuita e non recettizia al diritto di usufrutto. Il Notaio aveva applicato le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa, ritenendo che la rinuncia comportasse soltanto l'estinzione del diritto dell'usufruttuario e non il trasferimento del diritto a favore del nudo proprietario. L'Agenzia delle Entrate sosteneva invece che la rinuncia producesse effetti traslativi o comunque un arricchimento del nudo proprietario, con conseguente applicazione dell'imposizione proporzionale.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato l'annullamento dell'avviso di liquidazione. Ha stabilito che la rinuncia all'usufrutto è un atto unilaterale non recettizio, intrinsecamente abdicativo, che determina l'estinzione del diritto e non il suo trasferimento. L'incremento della posizione del nudo proprietario deriva dalla riespansione del diritto di proprietà, secondo il principio di elasticità del dominio, e dalla consolidazione, non da un atto traslativo o da una volontà negoziale diretta a trasferire il diritto. La registrazione è pertanto soggetta a tassazione in misura fissa. Le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • Principio civilistico della natura abdicativa della rinuncia

    La rinuncia non può essere parificata ad un atto traslativo sia perché intrinsecamente abdicativa e sia anche perché produttiva di effetti alla stregua di un mero atto unilaterale non recettizio.

    La rinuncia all'usufrutto consiste nella dismissione o estinzione del diritto da parte del titolare e si perfeziona con la sola manifestazione di volontà del rinunciante, senza necessità di accettazione o conoscenza da parte del nudo proprietario.

  • Principio dell'elasticità del dominio

    L'effetto non è traslativo, descrivendo, invece, un accrescimento del diritto dell'avvantaggiato che si realizza per riespansione in seguito all'eliminazione della compressione integrata dal ius in re aliena.

    Quando si estingue l'usufrutto, la proprietà del nudo proprietario si riespande automaticamente fino alla sua pienezza. Tale effetto non costituisce un trasferimento di diritti, ma una riespansione del diritto già esistente.

  • Principio della consolidazione

    L'accrescimento in capo a terzi del diritto siccome originariamente in titolarità dei medesimi discende dalla cd. consolidazione e non dalla volontà delle parti.

    La riunione dell'usufrutto e della nuda proprietà nella piena proprietà è un effetto legale dell'estinzione dell'usufrutto, non un trasferimento negoziale realizzato dal rinunciante.

Massime di principio

  • La rinuncia pura e semplice a un diritto reale limitato, quando ha natura unilaterale, abdicativa e non recettizia, non dovrebbe essere trattata come un atto di trasferimento a titolo gratuito.
  • L'aumento della posizione giuridica del proprietario o del nudo proprietario conseguente all'estinzione di un diritto reale limitato può derivare dalla riespansione automatica del diritto originario e non da un trasferimento imponibile.
  • Ai fini fiscali è essenziale distinguere tra un atto traslativo, che trasferisce un diritto da un soggetto a un altro, e un atto abdicativo, che elimina il diritto del titolare producendo conseguenze legali automatiche.
  • La qualificazione fiscale dell'atto deve dipendere dalla sua causa e dalla sua struttura giuridica effettiva, non soltanto dall'esistenza di un vantaggio economico per un altro soggetto.
  • Per applicare un'imposta proporzionale a una rinuncia, l'amministrazione dovrebbe dimostrare l'esistenza di una causa traslativa o di un negozio diretto a trasferire il diritto; in assenza di tali elementi, trova applicazione la tassazione in misura fissa secondo l'orientamento espresso dalla sentenza.

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