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Sentenza

Sentenza del 04/12/2018 n. 761 - Comm. Trib. Reg. per il Molise

Non disponibile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che aveva annullato l'avviso di accertamento. L'Ufficio sosteneva la violazione dell'art. 109 del DPR 917/1986, contestando la deducibilità di alcuni costi relativi a fatture per prestazioni di servizi eseguite in subappalto e soggette a reverse charge. Secondo l'Amministrazione, il contribuente non aveva dimostrato l'esistenza di accordi commerciali o contratti di subappalto validi, poiché i contratti prodotti erano privi di data certa, e non aveva provato adeguatamente l'inerenza dei costi ai ricavi dell'anno 2009. L'Agenzia contestava inoltre la condanna alle spese processuali, ritenendo necessaria una specifica motivazione sui gravi motivi che avrebbero giustificato tale condanna.

La decisione

La Commissione Tributaria ha rigettato integralmente l'appello dell'Agenzia delle Entrate e ha confermato l'annullamento dell'avviso di accertamento. Ha affermato che il requisito dell'inerenza deve essere riferito all'attività complessivamente esercitata dall'impresa e non necessariamente a uno specifico ricavo; sono quindi deducibili i costi connessi, anche indirettamente, a un'attività potenzialmente idonea a produrre reddito. Ha inoltre ritenuto che il contratto di appalto o subappalto non richieda una forma scritta e possa essere provato anche mediante comportamenti concludenti e altri mezzi di prova. Nel caso concreto, l'effettiva esecuzione delle prestazioni non era stata contestata dall'Ufficio. È stata confermata anche la condanna dell'Amministrazione alle spese del primo grado e l'Agenzia è stata condannata a pagare le spese del secondo grado, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori di legge se dovuti.

Norme richiamate

  • Art. 109 del DPR 917/1986 (TUIR)

    I componenti negativi, per poter essere deducibili, devono essere connessi, anche se indirettamente, alla produzione di ricavi o proventi che concorrono a formare il reddito d'impresa.

    Il requisito dell'inerenza non impone che il costo sia collegato a uno specifico ricavo già prodotto. È sufficiente che il costo sia correlato all'attività imprenditoriale esercitata e sia potenzialmente idoneo a concorrere alla produzione di reddito.

  • Risoluzione ministeriale 28 ottobre 1998, n. 158/E

    Richiamata per sostenere che l'inerenza dei costi deve essere valutata in relazione all'attività dell'impresa e non esclusivamente in rapporto ai ricavi dell'esercizio.

  • Risoluzione Ministero delle Finanze, Direzione Generale Imposte Dirette, 20 gennaio 1981, n. 9/2270

    La mancata disponibilità di una documentazione contrattuale completa non impedisce necessariamente la deduzione del costo, quando la contabilità o altra documentazione consentano di identificare le parti, la prestazione o il bene, la qualità e il prezzo.

  • Art. 15 del D.lgs. 546/1992

    Il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell'altra parte e ne liquida l'ammontare insieme con gli onorari di difesa.

    Nel processo tributario vige il principio della soccombenza: le spese sono normalmente poste a carico della parte che perde. Le gravi ed eccezionali ragioni devono essere motivate soprattutto quando il giudice intenda compensare, in tutto o in parte, le spese.

  • Art. 91 c.p.c.

    Costituisce il principio generale della soccombenza, in base al quale la parte che perde la causa deve rimborsare le spese processuali alla parte vittoriosa.

  • Sentenza della Corte Costituzionale n. 77 del 19 aprile 2018

    Richiamata in relazione alla necessità di una giustificazione per la compensazione delle spese processuali, mentre la condanna della parte soccombente segue ordinariamente il principio di causalità e soccombenza.

Massime di principio

  • Ai fini della deducibilità fiscale, l'inerenza di un costo va valutata rispetto all'attività d'impresa nel suo complesso e non richiede necessariamente la dimostrazione di un collegamento diretto con uno specifico ricavo dell'anno.
  • L'assenza di un contratto scritto o di una data certa non comporta automaticamente l'indeducibilità dei costi derivanti da appalto o subappalto, poiché tali contratti possono essere conclusi anche oralmente o mediante comportamenti concludenti.
  • La deduzione resta comunque subordinata alla possibilità di dimostrare l'effettività, l'ammontare, la natura e la riferibilità della prestazione all'attività imprenditoriale, attraverso fatture, registrazioni contabili, documenti di pagamento, corrispondenza, ordini, SAL o altra documentazione coerente.
  • Se l'Amministrazione finanziaria non contesta l'effettiva esecuzione delle prestazioni, ma soltanto la loro formalizzazione contrattuale o l'inerenza, tale mancata contestazione può rafforzare la posizione del contribuente, purché gli altri elementi documentali siano coerenti.
  • Nel processo tributario la parte soccombente è normalmente condannata alle spese. La compensazione richiede specifiche gravi ed eccezionali ragioni, che devono essere esplicitate dal giudice.
  • La presenza del regime di reverse charge riguarda le modalità di applicazione dell'IVA e non esclude, di per sé, la deducibilità del costo ai fini delle imposte dirette, che deve essere valutata secondo effettività, inerenza, competenza e adeguata documentazione.

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