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Ordinanza

Ordinanza n. 979/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202601446

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Campania, Sez. VII, che aveva accolto la domanda cautelare e impedito l’immissione nel possesso del bene da parte dell’amministrazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietaria dell’immobile)

Prevale il privato

La controversia

Il Comune ha proposto appello cautelare contro l’ordinanza del TAR che aveva accolto la domanda cautelare della parte privata. La controversia riguarda l’esercizio dell’autotutela esecutiva mediante immissione autoritativa del Comune nel possesso di un immobile già acquisito al patrimonio comunale. In sede cautelare è contestata la qualificazione del bene come appartenente al patrimonio indisponibile, anziché al patrimonio disponibile del Comune, qualificazione che sembrerebbe risultare dagli elenchi comunali. Tale questione incide sulla legittimità dell’immissione nel possesso e richiede un accertamento, anche incidentale, dell’appartenenza del bene.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare. Quanto alla parte dell’ordinanza relativa all’immissione nel possesso, ha escluso il fumus boni iuris, poiché la contestata appartenenza dell’immobile al patrimonio indisponibile o disponibile del Comune deve essere previamente accertata e tale accertamento è indispensabile per verificare la legittimità dell’autotutela esecutiva esercitata dall’amministrazione. La verifica è stata ritenuta più appropriatamente ed esaurientemente compibile nella fase di merito. È stato escluso anche il periculum in mora per l’interesse pubblico, poiché l’acquisizione del bene al patrimonio comunale non è sospesa e l’udienza di merito dinanzi al TAR è già fissata per il 17 dicembre 2026, sicché la decisione interverrà in tempi ragionevolmente brevi. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Visto l’art. 62 cod. proc. amm.

    La disposizione costituisce la base processuale dell’appello cautelare contro l’ordinanza del TAR; l’appello è stato respinto per difetto sia del fumus boni iuris sia del periculum in mora.

Massime di principio

  • In sede cautelare, l’immissione autoritativa dell’amministrazione nel possesso di un bene acquisito al patrimonio comunale non può essere avallata quando sia controversa, e non risulti sufficientemente accertata, la qualificazione del bene come appartenente al patrimonio indisponibile o disponibile, se tale qualificazione incide sulla legittimità dell’autotutela esecutiva.
  • Quando la verifica della natura giuridica e dell’appartenenza patrimoniale di un bene richiede un accertamento anche incidentale non adeguatamente compibile nella cognizione cautelare, la relativa questione deve essere approfondita nella fase di merito.
  • Il periculum in mora per l’interesse pubblico è escluso quando l’effetto sostanziale di acquisizione del bene al patrimonio comunale resta fermo, mentre è sospesa soltanto l’immissione nel possesso, e la decisione di merito è già fissata in tempi ragionevolmente brevi.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniTutela cautelareEfficacia ed esecuzione del provvedimento
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelareAutotutela decisoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEfficacia ed esecutorietà

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