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Sentenza

Sentenza n. 346/2026 - Napoli, Sezione 5

per l’esecuzione della sentenza n. 1315/2024 del 22 maggio 2024 del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Giustizia amministrativa202505950

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 1315/2024 del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza assumendo il passaggio in giudicato della sentenza n. 1315/2024 del 22 maggio 2024 del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Tale pronuncia aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito a corrisponderle euro 2.000 mediante emissione di buono elettronico della carta del docente, oltre agli interessi legali e alle spese di giudizio. Deduceva che il Ministero non aveva dato esecuzione alla sentenza e chiedeva l'assegnazione di un termine per provvedere, nonché, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'amministrazione, pur costituita, si era limitata a una costituzione di stile e non aveva fornito elementi ostativi all'esecuzione. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di eseguire la sentenza civile entro sessanta giorni dalla comunicazione della decisione. Per l'eventuale ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il Responsabile della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione; il commissario dovrà porre in essere gli atti necessari all'esecuzione del giudicato e della pronuncia sulle spese entro ulteriori sessanta giorni dalla comunicazione della scadenza del termine assegnato al Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 1.500 oltre accessori di legge, con distrazione ai difensori.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base del giudizio di ottemperanza volto a ottenere l'esecuzione del giudicato; il TAR ha ordinato all'amministrazione di conformarsi alla sentenza civile passata in giudicato.

  • art. 114 c.p.a.

    Consente al giudice dell'ottemperanza di ordinare l'esecuzione della decisione e di nominare, in caso di persistente inerzia, un commissario ad acta.

  • art. 6 D.M. 17 gennaio 2025, n. 6

    È richiamato per individuare la struttura ministeriale cui appartiene il soggetto nominato commissario ad acta.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la mancata esecuzione di una sentenza passata in giudicato legittima l'ordine giudiziale rivolto all'amministrazione di provvedere entro un termine determinato, quando l'amministrazione non dimostri l'esistenza di elementi ostativi.
  • In caso di persistente inerzia dell'amministrazione oltre il termine assegnato, il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, anche individuandolo in un dirigente o responsabile dell'amministrazione inadempiente, con facoltà di delega nei limiti stabiliti dal provvedimento.
  • Nel giudizio di ottemperanza, la costituzione dell'amministrazione priva di specifiche contestazioni o giustificazioni non impedisce l'accoglimento della domanda quando risulti non eseguita la decisione da attuare.
  • Le spese del giudizio di ottemperanza seguono la soccombenza dell'amministrazione inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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