Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 294/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'annullamento A) Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del provvedimento commissariale prot. N. 0060192 del 23 luglio 2021; - della nota commissariale in data 22 giugno 2021; - della nota commissariale prot. n. 0056450 in data 13 luglio 2021; - del piano degli interventi della scelta progettuale Gavardo/Montichiari, con codice unico e cronoprogramma dei lavori di realizzazione del progetto in data 19 luglio 2021. B) Per quanto riguarda i motivi aggiunti depositati in data 11 ottobre 2021: - degli stessi atti e provvedimenti impugnati con il ricorso introduttivo; C) Per quanto riguarda i motivi aggiunti depositati il 4 novembre 2021: del provvedimento commissariale prot. N. 0061918 del 29 luglio 2021; - del provvedimento 9 agosto 2021 sottoscritto dal direttore dell'Ufficio d'Ambito di Brescia e protocollato al Gabinetto della Prefettura di Brescia al n. 64887 del 9 agosto 2021; del provvedimento n. 43 del 5 ottobre 2021 adottato dall'Ufficio d'Ambito di Brescia, conclusivo della conferenza di servizi preliminare indetta in forma semplificata e in modalità asincrona; - del decreto del Commissario Straordinario per la progettazione l'affidamento e l'esecuzione delle nuove opere per il collettamento e la depurazione della sponda bresciana del lago di Garda prot. n. 0081503 del 7 ottobre 2021; - del provvedimento del Commissario Straordinario prot. n. 0083931 del 15 ottobre 2021.

Giustizia amministrativa202100558

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Atti commissariali, atti dell'Ufficio d'Ambito e atti della conferenza di servizi relativi alla progettazione e approvazione della soluzione di collettamento e depurazione Gavardo-Montichiari, nonché al relativo tavolo tecnico consultivo

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (amministrazioni procedenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha impugnato, con ricorso introduttivo e motivi aggiunti, gli atti adottati nel 2021 nell'ambito del procedimento per la sostituzione della condotta sublacuale del Lago di Garda e la realizzazione di un nuovo sistema di collettamento e depurazione delle acque reflue della sponda bresciana. La soluzione progettuale Gavardo-Montichiari prevedeva il convogliamento delle acque reflue verso nuovi impianti di depurazione e il successivo scarico delle acque depurate nel fiume Chiese. Il ricorrente ha dedotto, tra l'altro, la nullità o illegittimità degli atti per carenza di potere del Commissario straordinario in materia di localizzazione, violazione delle norme sui poteri commissariali, omessa VAS, contrasto con la pianificazione d'ambito e con gli strumenti territoriali e paesaggistico-ambientali, violazione dei criteri regionali di localizzazione, difetto di istruttoria e di motivazione, mancata considerazione dei contributi partecipativi e illegittimità della conferenza di servizi asincrona. Con i motivi aggiunti sono stati inoltre dedotti ulteriori profili di carenza istruttoria, mancata valutazione delle criticità del fiume Chiese e della vulnerabilità delle falde, nonché l'illegittimità del tavolo tecnico consultivo per violazione del principio di tipicità e sviamento di potere. Le amministrazioni resistenti hanno eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, oltre all'inammissibilità o improcedibilità del ricorso per carenza di interesse; nel merito hanno contestato la fondatezza delle censure. Nelle more, la soluzione Gavardo-Montichiari è stata abbandonata in favore di una nuova soluzione progettuale con unico impianto a Lonato, ancora in corso di progettazione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, ritenendo sussistente la giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ai sensi dell'art. 143, comma 1, lett. a), r.d. n. 1775/1933. Il Collegio ha applicato il criterio dell'incidenza immediata e diretta dell'atto sul regime delle acque pubbliche, precisando che la giurisdizione del TSAP comprende anche gli atti adottati da autorità non istituzionalmente preposte alla tutela delle acque quando incidano concretamente sulla realizzazione, localizzazione o conformazione di opere idrauliche e sulle modalità di utilizzazione delle acque. Nel caso concreto, gli atti riguardavano non una mera scelta urbanistica o ambientale, ma la sostituzione di un'opera idraulica esistente con un nuovo sistema di collettamento e depurazione, caratterizzato da diverso tracciato, diversa localizzazione degli impianti e diverso recapito finale delle acque depurate, dal Lago di Garda al fiume Chiese. Le acque reflue trattate sono state qualificate come acque pubbliche destinate a usi di interesse generale, nell'ambito della nozione di servizio idrico integrato. La controversia incideva quindi direttamente sul decorso, sugli utilizzi e sulla destinazione finale delle acque pubbliche. Le ricadute urbanistiche, ambientali ed espropriative sono state ritenute strumentali rispetto al profilo principale della gestione e regimazione delle acque, non idonee a radicare la giurisdizione amministrativa. Sono state assorbite tutte le ulteriori questioni processuali e di merito, compresa l'istanza di rinvio formulata in udienza. Il processo può essere riproposto dinanzi al TSAP nelle forme e nei termini di rito. Le spese sono state integralmente compensate per la natura processuale della decisione e la complessità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 143, comma 1, lett. a), r.d. n. 1775/1933

    Attribuisce al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche la giurisdizione sulle controversie relative ad atti amministrativi in materia di acque pubbliche che incidano in modo immediato e diretto sul regime delle acque, sulla loro utilizzazione o sulla realizzazione e localizzazione di opere idrauliche.

  • art. 4, comma 1, lett. f), l. n. 36/1994

    dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue

    La nozione di servizio idrico integrato comprende anche fognatura e depurazione; tale complessiva attività rileva ai fini della qualificazione delle acque reflue trattate come acque pubbliche destinate a usi di interesse generale.

  • artt. 6 e 7 l. n. 36/1994

    Disciplinano anche le modalità di riutilizzo e trattamento delle acque reflue urbane sottoposte a depurazione, confermando la rilevanza pubblicistica dell'attività di depurazione.

  • art. 17-octies, comma 7, d.l. n. 80/2021, convertito dalla l. n. 113/2021

    È richiamato quale base normativa della nomina e dei poteri del Commissario straordinario per l'attuazione del sistema di collettamento e depurazione del Lago di Garda.

  • art. 14, comma 3, art. 14-bis, comma 2, lett. d), e art. 14-ter l. n. 241/1990

    Sono state invocate dal ricorrente in relazione alle modalità di svolgimento della conferenza di servizi, ma le relative censure sono rimaste assorbite per il difetto di giurisdizione.

Massime di principio

  • La giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche si estende a tutti gli atti amministrativi che incidano in modo immediato e diretto sul regime delle acque pubbliche, anche se adottati da amministrazioni non istituzionalmente preposte alla loro tutela.
  • Ai fini del riparto di giurisdizione, rileva l'effetto concreto dell'atto sul governo delle acque pubbliche e non la qualificazione formale dell'autorità emanante o dell'atto impugnato.
  • Rientrano nella giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche gli atti che stabiliscono o modificano la localizzazione, il tracciato o la conformazione di opere idrauliche destinate al collettamento e alla depurazione delle acque reflue.
  • La realizzazione di un nuovo sistema di collettamento e depurazione, con diverso tracciato, diversa localizzazione degli impianti e diverso recapito finale delle acque trattate, incide direttamente sulla regimazione, sull'utilizzo e sulla destinazione delle acque pubbliche e ricade pertanto nella giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche.
  • Quando la controversia ha come oggetto sostanziale la gestione e la regimazione delle acque pubbliche, i profili urbanistici, ambientali ed espropriativi eventualmente connessi hanno natura strumentale e non spostano la giurisdizione in favore del giudice amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizione e ripartoAcque e demanio idricoServizio idrico integrato
RamiProcesso amministrativoAmbienteServizi pubblici
IstitutiRiparto di giurisdizione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.