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Ordinanza

Ordinanza n. 45/2026 - Parma, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento emesso del Responsabile Servizio Politiche del Lavoro prot. -OMISSIS-, con cui si dispone nei confronti del ricorrente, ai sensi dell’art. 26-septies della L. R. Emilia–Romagna n. 17/2005, l’interdizione triennale dall’attivazione di nuovi tirocini.

Giustizia amministrativa202600042

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di interdizione triennale dall'attivazione di nuovi tirocini ai sensi dell'art. 26-septies della l.r. Emilia-Romagna n. 17/2005

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (agenzia regionale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'azienda ha impugnato il provvedimento con cui il Responsabile del Servizio Politiche del Lavoro le ha imposto, per tre anni, il divieto di attivare nuovi tirocini, chiedendone l'annullamento e la sospensione cautelare. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che la ricorrente aveva contestato, almeno, la mancata comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell'art. 7 della l. n. 241/1990 e aveva dedotto un pregiudizio grave e irreparabile per la sopravvivenza dell'azienda.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto, in via prima facie, che dalla documentazione in atti non emergessero profili di illegittimità del provvedimento, valorizzando l'accertamento eseguito dalla Guardia di Finanza presso l'azienda. In ragione della natura della misura applicata, il giudice ha ritenuto ininfluente il mancato avviso di avvio del procedimento ex art. 7 della l. n. 241/1990. Quanto al periculum in mora, ha rilevato che l'azienda non aveva allegato elementi concreti comprovanti un pregiudizio effettivo, attuale, grave e irreparabile per la propria sopravvivenza; l'eventuale danno è stato ritenuto risarcibile per equivalente. Sono stati quindi ritenuti insussistenti sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 26-septies l.r. Emilia-Romagna n. 17/2005

    Costituisce la base normativa del provvedimento regionale di interdizione triennale dall'attivazione di nuovi tirocini.

  • art. 7 l. n. 241/1990

    Il mancato avviso di avvio del procedimento è stato ritenuto ininfluente, in via cautelare e prima facie, in considerazione della natura della misura applicata e dell'accertamento compiuto dalla Guardia di Finanza.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale esaminata dal TAR.

Massime di principio

  • In sede cautelare, l'accertamento compiuto dalla Guardia di Finanza presso l'azienda può sostenere, in via prima facie, la valutazione di assenza di profili di illegittimità del provvedimento interdittivo adottato dall'amministrazione.
  • Per una misura interdittiva dall'attivazione di nuovi tirocini, il mancato avviso di avvio del procedimento può essere ritenuto ininfluente, in sede cautelare, in ragione della natura della misura applicata e dell'accertamento posto a fondamento del provvedimento.
  • Il periculum in mora non è dimostrato dalla mera allegazione di conseguenze economiche negative: il richiedente deve indicare elementi concreti dai quali emerga un pregiudizio effettivo, attuale, grave e irreparabile; ove il danno sia ristorabile per equivalente, la tutela cautelare può essere negata.

Come è indicizzato

MateriePartecipazione al procedimentoTutela cautelare
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

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