Cassazione Penale, Sentenza n. 12247/2025 del 28/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per violazione di legge e vizio di motivazione in ordine al mancato riconoscimento della sostituzione della pena detentiva con l'applicazione di lavori di pubblica utilità ai sensi dell'art.186, comma 9-bis C.d.S.; il ricorrente ha contestato che il giudice distrettuale avrebbe travisato la richiesta richiamando l'istituto della "messa alla prova" mentre, secondo il ricorrente, ricorrevano tutti i presupposti per la sostituzione ai sensi dell'art.186, comma 9-bis (il ricorrente non ne aveva mai beneficiato e sussistevano gli altri presupposti oggettivi).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che i motivi fossero riproduttivi di censura già esaminata e disattesa dalla Corte d'appello, la quale aveva motivato, in modo congruo e logico, il rigetto della richiesta di sostituzione della pena. La Corte ha osservato che, sebbene il giudice distrettuale avesse fatto un richiamo errato alla messa alla prova, la motivazione fornita era pertinente anche rispetto all'istituto dell'art.186, comma 9-bis, essendovi elementi che dimostravano l'inefficacia preventiva della misura sostitutiva (due precedenti specifici per guida in stato di ebbrezza e recidiva nonostante l'esecuzione di lavori socialmente utili). Conseguentemente è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 186, comma 2, lett. b), Codice della Strada
art. 186, co. 2, lett. b) C.d.S.
Disciplina la fattispecie di guida in stato di ebbrezza; la condanna del ricorrente è stata pronunciata sulla base di questa disposizione
art. 186, comma 9-bis, Codice della Strada
art. 186, comma 9-bis C.d.S.
Prevede la possibilità, in casi determinati, di sostituire la pena detentiva con lavori di pubblica utilità. La Corte ha ritenuto che tale sostituzione sia rimessa a una valutazione discrezionale del giudice del merito, che può negarla se dalla storia giudiziaria e dalla condotta dell'imputato emerge l'inefficacia preventiva della misura sostitutiva
Massime di principio
- La sostituzione della pena prevista dall'art.186, comma 9-bis C.d.S. è rimessa a valutazione discrezionale del giudice del merito: anche se ricorrono i presupposti formali, il giudice può comunque negarla se ritiene che la misura non abbia funzione preventiva nel caso concreto
- Pregressi specifici per la stessa fattispecie (es. più condanne per guida in stato di ebbrezza) e la ripetizione della condotta nonostante l'esecuzione di lavori socialmente utili sono elementi che giustificano il rigetto della sostituzione per inefficacia preventiva
- Un evidente travisamento terminologico (p.es. richiamo alla "messa alla prova" invece che all'art.186, comma 9-bis) non invalida la decisione se la motivazione fornisce ragioni pertinenti e applicabili anche all'istituto effettivamente invocato
- In sede di impugnazione in Cassazione sono inammissibili i motivi che semplicemente ripropongono censure già esaminate e logicamente disattese dal giudice di merito; è necessario confrontarsi specificamente con la motivazione resa
- Per aumentare le possibilità di ottenere la sostituzione della pena, il difensore deve dimostrare concretamente l'assenza di precedenti specifici rilevanti o fornire elementi che attestino l'efficacia preventiva della misura sostitutiva nel caso concreto
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