Cassazione Penale, Sentenza n. 3684/2022 del 01/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Ferrara che aveva dichiarato inammissibili i ricorsi avverso il decreto di sequestro preventivo delle coperture delle tribune "nord" e "est" e della gradinata "est" dello stadio comunale di Ferrara. I reati contestati erano quelli di cui agli artt. 356 e 479 cod. pen., imputati a Tassi quale esecutore materiale, a Travagli quale progettista e a Colombi e Chiogna quali collaudatori. I ricorrenti deducevano la violazione di legge per il mancato riconoscimento del loro interesse ad impugnare, sostenendo che l'indagato deve poter contestare la sussistenza del fumus e del periculum e che l'art. 322 c.p.p. elenca sia l'indagato sia il soggetto titolare del diritto alla restituzione come legittimati a ricorrere. Inoltre, i ricorrenti sostenevano che l'interesse al dissequestro sussisterebbe anche per prevenire eventuali future azioni risarcitorie della società concessionaria (SPAL) per il danno patrimoniale derivante dall'indisponibilità delle strutture.
La decisione
I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. La Corte ha ritenuto che, sebbene l'art. 322 c.p.p. indichi astrattamente più soggetti legittimati a proporre il riesame (l'indagato e il soggetto avente diritto alla restituzione), per l'ammissibilità del ricorso è necessario che l'attore dimostri un interesse concreto e attuale corrispondente al risultato utile tipizzato dal procedimento cautelare, ossia l'interesse alla restituzione della cosa. Poiché i beni sequestrati erano di proprietà del Comune di Ferrara e concessi alla SPAL, i ricorrenti non vantavano un interesse concreto alla restituzione. È stata altresì respinta la doglianza secondo cui il possibile danno patrimoniale per la concessionaria e la conseguente eventuale responsabilità civile dei ricorrenti darebbe loro interesse ad impugnare: si tratta di una prospettazione ipotetica e, in ogni caso, il titolare (la concessionaria) è il soggetto legittimato a chiedere il dissequestro e la restituzione. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e alla somma di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 322 cod. proc. pen.
L'articolo individua astrattamente i soggetti legittimati a proporre il riesame (l'indagato e il soggetto avente diritto alla restituzione), ma non basta la mera legittimazione astratta: è necessaria la prova di un interesse concreto e attuale al risultato utile del ricorso, tipicamente la restituzione della cosa sequestrata.
art. 356 cod. pen.
Norma richiamata come titolo di reato per i fatti che hanno giustificato il sequestro; nella sentenza è citata come parte delle contestazioni mosse agli indagati (Tassi, Travagli, Colombi, Chiogna).
art. 479 cod. pen.
Norma richiamata insieme all'art. 356 cod. pen. quale contestazione penale connessa ai lavori sulle strutture, motivazione del sequestro preventivo.
Massime di principio
- La legittimazione astratta prevista dall'art. 322 c.p.p. non equivale automaticamente a un interesse concreto: per proporre il riesame del sequestro l'indagato deve dimostrare un interesse effettivo e attuale, normalmente coincidente con la prospettiva di ottenere la restituzione della cosa.
- Chi non è titolare del bene oggetto di sequestro (proprietario o concessionario/possessore) difficilmente avrà interesse concreto ad impugnare il sequestro; in questi casi il soggetto titolare del diritto alla restituzione è il destinatario naturale dell'azione di dissequestro.
- Il mero interesse a ottenere una pronuncia sulla fondatezza della misura cautelare (ossia provare l'inesistenza del fumus del reato) non basta a fondare l'interesse legittimante il ricorso se non è collegato a un risultato utile tipizzato (es. restituzione della cosa).
- La prospettiva di una futura responsabilità civile verso la concessionaria per il mancato utilizzo del bene, o di danni patrimoniali, è in genere troppo ipotetica per configurare un interesse concreto all'impugnazione; la concessionaria stessa può e deve chiedere il dissequestro per tutelare i propri interessi materiali.
- In situazioni analoghe, chi intende impugnare un sequestro preventivo dovrebbe documentare un diritto diretto o un interesse patrimoniale immediato collegato alla restituzione del bene (es. titolo di proprietà, diritto di disponibilità, danno patrimoniale immediato e diretto provato) per superare l'eccezione di inammissibilità.
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