Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31248/2025 del 17/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Gorizia che aveva riconosciuto la continuazione tra reati e rideterminato la pena. Lamentava che nella motivazione dell'ordinanza era stato indicato un aumento solo della pena pecuniaria e non della pena detentiva ai sensi dell'art. 81 c.p.; quindi non sarebbe esistito alcun errore materiale da correggere e la successiva ordinanza di rettifica ex art. 130 c.p.p. avrebbe modificato essenzialmente il dispositivo, violando l'art. 130 c.p.p.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto ammissibile la correzione ex art. 130 c.p.p. perché, trattandosi di provvedimento camerale, il contenuto decisionale va valutato nel suo insieme: dalla lettura congiunta di dispositivo e motivazione emergeva che l'aumento della pena riguardava anche la misura detentiva. Pertanto la rettifica (pena definitiva indicata in anni 4 mesi 8 di reclusione ed euro 3.550 di multa) è stata considerata mera armonizzazione formale e non modificazione sostanziale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 130 cod. proc. pen.

    Consente la correzione di errori materiali per armonizzare la rappresentazione formale della decisione con il suo reale contenuto, purché non si determini una modifica essenziale o una sostituzione della decisione già presa.

  • art. 81 cod. pen.

    Disciplina l'aumento di pena per il reato continuato; nel caso va valutato insieme alla determinazione della pena di ciascun reato e può risultare esplicitato in motivazione anche se omesso per mera svista nel dispositivo.

  • art. 133 cod. pen.

    Indica i criteri valutativi per la determinazione della pena; la determinazione della pena per reati unificati non è una mera operazione aritmetica ma richiede valutazioni in ordine ai criteri previsti.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Rilevanza del provvedimento camerale e della sua unità: nella decisione camerale il contenuto decisionale va interpretato nel suo complesso, tenendo insieme motivazione e dispositivo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente.

Massime di principio

  • Nei provvedimenti camerali (ordinanze rese in udienza camerale) la decisione va interpretata nel suo insieme: motivazione e dispositivo devono essere letti congiuntamente, per cui una discrasia può giustificare una correzione formale ex art. 130 c.p.p.
  • La procedura di correzione ex art. 130 c.p.p. è ammissibile quando serve a ricondurre la forma della decisione al suo 'reale e intangibile contenuto' e non quando comporti una modifica sostanziale della decisione già assunta; se la motivazione dimostra chiaramente la volontà del giudice, l'armonizzazione è lecita.
  • In presenza di contrasto tra dispositivo e motivazione nelle sentenze ordinarie, la prevalenza del dispositivo non è assoluta: si valuta caso per caso la 'pregnanza' motivazionale. Tuttavia, se la rettifica incide sul merito o sostituisce la decisione, deve essere impugnata con i mezzi ordinari prima del formarsi del giudicato.
  • La determinazione della pena per reati in continuazione richiede valutazioni e criteri (art. 133 c.p.) e non una mera somma aritmetica; eventuali correzioni devono risultare giustificate nella motivazione.
  • Chi contesta una correzione ex art. 130 c.p.p. deve dimostrare che la rettifica ha inciso sostanzialmente sul contenuto della decisione e non si è limitata a sanare una svista formale; in sede di impugnazione, la giurisprudenza di legittimità tende a verificare il contenuto complessivo del provvedimento per decidere sull'ammissibilità della correzione.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.