Cassazione Penale, Sentenza n. 07733/2026 del 27/02/2026
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso mirava all'annullamento dell'ordinanza del 26/02/2025 che aveva rigettato l'opposizione di Ciro Tolomelli avverso il provvedimento del 31/01/2024 di rigetto dell'istanza di restituzione di gioielli, orologi e denaro confiscati ex art. 12-sexies d.l. n. 306/1992 (oggi art. 240-bis c.p.). I beni erano stati sequestrati perché ritenuti riferibili al figlio di Tolomelli, Vincenzo, condannato per reati con aggravanti mafiose e per fatti di droga. Il ricorrente contestava il travisamento della prova: l'ordinanza impugnata aveva ritenuto che il figlio fosse stato in periodo di affidamento in prova tra il 2012 e il 2016 e quindi avesse potuto materialmente trasferire i beni al padre; in realtà il figlio risultava detenuto dal 9/01/2013 senza soluzione di continuità. Si deduceva che quell'erronea assunzione aveva viziato la ricostruzione logica degli altri elementi indiziari usati per ritenere l'interposizione e la disponibilità fittizia del padre.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per travisamento della prova e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio alla stessa sezione della Corte d'Appello di Cagliari, Sezione distaccata di Sassari, in diversa composizione. La Corte ha rilevato che l'errata indicazione sul periodo di libertà/affidamento del figlio era un presupposto essenziale della motivazione che aveva collegato e valorizzato gli altri elementi indiziari; tale errore ha compromesso la tenuta motivazionale del provvedimento. Ha quindi disposto che, nel nuovo esame, la Corte di appello rivaluti le circostanze eliminando il contenuto erroneo e decida nuovamente sulla restituzione/confirmazione della confisca conformemente ai principi richiamati.
Norme richiamate
art. 240-bis cod. pen.
art. 240-bis cod. pen. (confisca "allargata"; ex art. 12-sexies d.l. n. 306/1992 conv. in L. n. 356/1992)
La confisca si applica anche a beni intestati a terzi se risulta la riferibilità al condannato; nei confronti del terzo non opera la presunzione di provenienza e grava sull'accusa l'onere di provare, con elementi di "gravità, precisione e concordanza", la disponibilità materiale o l'interposizione.
art. 12-sexies d.l. n. 306/1992 conv. in L. n. 356/1992
ex art. 12-sexies d.l. n. 306/1992, oggi trasfuso nell'art. 240-bis cod. pen.
Norma storica richiamata per il regime della confisca allargata; la Cassazione rinvia all'interpretazione consolidata ora contenuta nell'art. 240-bis c.p.
art. 627 cod. proc. pen.
art. 627 cod. proc. pen. (vincolo di rinvio)
Il giudice dell'esecuzione, nell'ambito del giudizio di rinvio per annullamento, deve rispondere ai profili indicati nella sentenza di annullamento, ma rivalutando i fatti in maniera completa e conforme ai principi richiamati.
art. 623, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.
art. 623, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.
Dispone che, in caso di annullamento, gli atti siano trasmessi alla stessa sezione che ha emesso il provvedimento, salvo diversa composizione collegiale.
art. 34 cod. proc. pen.
Regola l'incompatibilità del giudice quando ha già partecipato a decisioni sulla stessa questione; giustifica la rimessione alla stessa sezione in diversa composizione.
art. 1140 cod. civ.
art. 1140 cod. civ. (definizione di possesso)
La Corte richiama la nozione di 'possesso' per spiegare che la disponibilità ai fini della confisca non coincide con la proprietà civilistica ma con la signoria di fatto sulla cosa.
art. 611 cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata in relazione al deposito di memorie difensive durante il procedimento di legittimità.
Massime di principio
- Sulla confisca "allargata" nei confronti di terzi grava sull'accusa l'onere probatorio: non basta la sola sproporzione tra valore dei beni e reddito del terzo, ma servono elementi indiziari di "gravità, precisione e concordanza" che dimostrino l'interposizione o la disponibilità effettiva del condannato.
- La disponibilità ai fini dell'ablazione va valutata con la nozione di possesso (signoria di fatto), non con la mera intestazione formale: il giudice deve considerare rapporti personali, condizioni economiche, precedenti e modalità di acquisizione dei beni.
- Un errore di fatto centrale nella motivazione (es. periodo di detenzione/libertà del presunto titolare) che viene utilizzato come presupposto logico per collegare altri indizi può determinare il travisamento della prova e l'annullamento del provvedimento con rinvio.
- In caso di annullamento con rinvio la stessa sezione che ha adottato il provvedimento deve rivedere la decisione in diversa composizione, garantendo il riesame degli elementi senza riproporre la valutazione viziata.
- Il giudizio indiziario deve rispettare canoni logici e non fare affidamento su circostanze inesatte: gli elementi, pur significativi singolarmente, devono coerentemente sostenere la ricostruzione complessiva anche una volta eliminate eventuali errori di fatto.
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