Cassazione Civile, Ordinanza n. 03096/2024 del 02/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (creditore)
La controversia
Una società utilizzatrice di beni concessi in leasing e due fideiussori avevano proposto opposizione a un decreto ingiuntivo ottenuto dalla finanziaria concedente, relativo sia alla consegna dei beni sia al pagamento di somme per canoni, penale e interessi di mora in relazione a due contratti. Il tribunale aveva accolto l’opposizione e revocato il decreto, ma in appello la Corte territoriale aveva riformato la decisione, riconoscendo la debenza di canoni scaduti, interessi e penale, con riliquidazione degli interessi. Con il ricorso per cassazione i debitori hanno dedotto: 1) violazione degli artt. 1526 e 1384 c.c., sostenendo che, trattandosi di leasing traslativo risolto prima della L. n. 124 del 2017, dovesse applicarsi l’art. 1526 c.c. e che la clausola penale fosse illegittima o comunque riducibile; 2) violazione della disciplina sull’usura, assumendo che i contratti fossero colpiti da usura sopravvenuta.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo in contrasto con la giurisprudenza consolidata secondo cui, nel leasing traslativo risolto per inadempimento dell’utilizzatore, la clausola penale è legittima se non consente al concedente di conseguire un vantaggio superiore a quello derivante dalla regolare esecuzione del contratto; in tale quadro opera il potere di riduzione equitativa della penale ove eccessiva. Ha ritenuto il secondo motivo parimenti inammissibile perché incompatibile con l’orientamento costante secondo cui, in tema di usura, rileva il momento della pattuizione del tasso e non quello del pagamento, con esclusione dell’usura sopravvenuta per contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della disciplina. I ricorrenti sono stati condannati, in solido, alle spese del giudizio di cassazione e al pagamento dell’ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 1526 c.c.
nei contratti di leasing traslativo risolti per inadempimento dell’utilizzatore, conclusi prima della L. n. 124 del 2017, si applica in via analogica; il giudice può ridurre la penale per evitare che il concedente riceva più di quanto avrebbe ottenuto dall’esecuzione regolare del contratto.
art. 1384 c.c.
richiamato come fondamento del potere di riduzione equitativa della clausola penale e come criterio di riequilibrio dell’autonomia contrattuale quando la penale risulti eccessiva.
art. 1, commi 136-140, L. n. 124 del 2017
la disciplina del leasing finanziario ivi prevista non ha effetti retroattivi e si applica solo alle risoluzioni i cui presupposti si siano verificati dopo l’entrata in vigore della legge.
art. 360 bis c.p.c.
il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi contrastavano con un orientamento giurisprudenziale consolidato.
art. 1815, comma 2, c.c.
richiamato dai ricorrenti in tema di usura, ma la Corte ha escluso l’applicazione dell’usura sopravvenuta secondo la giurisprudenza di legittimità.
art. 644, comma 4, c.p.
richiamato nel motivo sull’usura, ma ritenuto non idoneo a fondare la censura proposta alla luce dell’interpretazione consolidata.
art. 2, comma 4, L. n. 108 del 1996
la norma di interpretazione autentica rileva al momento della pattuizione del tasso convenzionale e non al momento del pagamento degli interessi.
art. 1, comma 4, d.l. n. 394 del 2000, conv. in L. n. 24 del 2001
richiamato per negare la configurabilità dell’usura sopravvenuta nei rapporti stipulati prima dell’entrata in vigore della disciplina.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002
parametro per determinare l’ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- Nel leasing traslativo risolto per inadempimento dell’utilizzatore, la clausola penale è legittima se è strutturata in modo da non attribuire al concedente un vantaggio superiore a quello conseguibile con la regolare esecuzione del contratto; il giudice può ridurla equitativamente quando risulti eccessiva.
- Per i contratti di leasing conclusi prima della L. n. 124 del 2017, la disciplina legislativa sopravvenuta non opera retroattivamente e resta applicabile l’impostazione che distingue tra leasing di godimento e leasing traslativo, con applicazione analogica dell’art. 1526 c.c. a quest’ultimo.
- In tema di usura bancaria, rileva il tasso pattuito al momento della conclusione del contratto, non il successivo andamento del rapporto; non è configurabile usura sopravvenuta per pattuizioni anteriori alla normativa di riferimento solo perché il rapporto è ancora in corso.
- Ai fini dell’art. 360-bis c.p.c., il ricorso è inammissibile quando i motivi si pongono in contrasto con un orientamento di legittimità consolidato e non vengono prospettate argomentazioni idonee a mutarlo.
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