Ordinanza n. 2604/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Lazio, Sezione Seconda, n. 20033/2025, relativa a opere abusive insistenti su immobile vincolato
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’impresa ha proposto appello contro la sentenza del TAR Lazio n. 20033/2025, chiedendone incidentalmente la sospensione dell’efficacia ai sensi dell’art. 98 c.p.a. Dal testo non risultano specificati i singoli motivi di appello né il contenuto puntuale delle opere abusive o del provvedimento amministrativo originariamente impugnato. La controversia riguarda comunque un intervento di ripristino della legalità urbanistica in relazione a opere abusive realizzate su un immobile vincolato. L’appellante ha sostenuto la necessità di sospendere gli effetti della sentenza di primo grado, anche in relazione alla prosecuzione dell’attività economica nell’immobile.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare. In questa fase, impregiudicato l’approfondimento riservato al merito, non ha ravvisato prima facie profili di erroneità nella sentenza appellata, escludendo quindi un sufficiente fumus boni iuris. Il Collegio ha inoltre rilevato che il provvedimento mira al ripristino della legalità urbanistica per opere abusive insistenti su immobile vincolato e non incide direttamente sulla prosecuzione dell’attività economica nell’immobile; tale circostanza non ha evidenziato un pregiudizio cautelare idoneo a giustificare la sospensione. Le spese processuali sono state compensate.
Norme richiamate
La disposizione è richiamata quale base normativa per la domanda incidentale di sospensione dell’efficacia della sentenza appellata.
Massime di principio
- In sede cautelare d’appello, la sospensione della sentenza non può essere concessa quando, a una valutazione prima facie, non emergano profili di erroneità della decisione impugnata, restando riservato alla fase di merito l’approfondimento completo delle censure.
- Un provvedimento diretto al ripristino della legalità urbanistica per opere abusive su un immobile vincolato non è direttamente qualificabile come misura impeditiva della prosecuzione dell’attività economica nell’immobile, se tale incidenza non risulta dal contenuto concreto del provvedimento.
Come è indicizzato
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