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Sentenza

Sentenza del 28/07/2015 n. 3491 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

ACCERTAMENTO - Nullità dell'atto - Onere della prova Amministrazione finanziaria - Principio di "vicinanza alla prova" - Obbligo di motivazione - Fatti nuovi - Condotta dilatoria del contribuente - Motivi urgenza - Decadenza potere accertamento - Non sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente ha contestato la nullità dell'atto di accertamento per violazione dell'art. 12, comma 7, della legge 31 luglio 2000, n. 212, che impone il rispetto del termine dilatorio di sessanta giorni dalla chiusura delle operazioni di controllo, salvo specifiche ragioni di particolare urgenza. L'Amministrazione aveva invocato l'imminente scadenza del termine di decadenza dal potere di accertamento, sostenendo che tale circostanza giustificasse l'emissione anticipata dell'atto.

La decisione

La sentenza ha escluso che la mera prossimità della scadenza del termine di decadenza costituisca, di per sé, un motivo di urgenza idoneo a derogare al termine di sessanta giorni. Quando l'Amministrazione invoca l'urgenza, deve specificare e dimostrare, secondo il principio di vicinanza alla prova, che il mancato rispetto del termine non dipenda da incuria, negligenza o inefficienza dell'ufficio, ma da circostanze oggettive e non imputabili, quali nuovi fatti emersi durante le indagini, eventi eccezionali o condotte dolosamente dilatorie del contribuente. In assenza di tale prova, l'atto emesso anticipatamente è nullo.

Norme richiamate

  • Art. 12, comma 7, legge 31 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente)

    termine dilatorio di sessanta giorni dalla chiusura delle operazioni di controllo, salvo comprovate ragioni di particolare urgenza

    Il termine di sessanta giorni tutela il contraddittorio del contribuente. La sua violazione comporta la nullità dell'atto, salvo che l'Amministrazione dimostri specifiche e concrete ragioni di urgenza non imputabili alla propria organizzazione.

  • Principio di vicinanza alla prova

    L'onere di dimostrare le ragioni concrete che hanno impedito il rispetto del termine grava sull'Amministrazione, poiché essa dispone delle informazioni relative alla programmazione, allo svolgimento dei controlli e alle cause dell'eventuale ritardo.

  • Cassazione n. 25759/2014

    Conferma che l'urgenza deve essere concreta, specifica e dimostrata; non può consistere nella mera scadenza del termine di decadenza, quando questa sia riconducibile a ritardi o inefficienze dell'ufficio.

Massime di principio

  • La prossimità della scadenza del termine di decadenza non giustifica automaticamente l'emissione dell'accertamento prima del decorso dei sessanta giorni.
  • L'Amministrazione deve provare in modo puntuale le circostanze eccezionali che hanno reso impossibile rispettare il termine, dimostrando che il ritardo non dipende da propria negligenza o inefficienza.
  • Costituiscono potenziali ragioni valide di urgenza fatti nuovi emersi durante il controllo, eventi eccezionali che abbiano inciso sull'organizzazione dell'ufficio o condotte dolosamente dilatorie del contribuente.
  • In caso di motivazione generica o fondata soltanto sulla scadenza imminente dei termini, l'atto emesso prima del termine dilatorio è esposto a nullità.
  • Il contribuente che eccepisce la violazione deve indicare il mancato rispetto del termine, mentre spetta all'Amministrazione dimostrare concretamente la sussistenza dell'urgenza.

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