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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49580/2022 del 29/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Catania che aveva rigettato le istanze di concessione dei benefici penitenziari dell'affidamento in prova al servizio sociale e della detenzione domiciliare; il ricorrente deduceva vizio di motivazione, lamentando che il Tribunale non avrebbe adeguatamente valutato la sua personalità e il processo rieducativo post-condanna, nonché elementi favorevoli quali il reperimento di un lavoro a tempo indeterminato e la possibile domiciliazione presso la sorella.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il Tribunale di sorveglianza ha svolto una valutazione congrua e ancorata alle risultanze informative e processuali, formulando un giudizio prognostico negativo sulla personalità del ricorrente sulla base, tra l'altro, di molteplici rapporti disciplinari intramurari e di una 'elevata caratura criminale'. La Corte ha ritenuto che non fosse emersa una revisione critica del vissuto criminale di Ali e che gli elementi favorevoli addotti (lavoro a tempo indeterminato, possibile domiciliazione) non fossero sufficienti a mutare il giudizio prognostico. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario), artt. 47 e 47-ter

    Le norme disciplinano i presupposti per la concessione delle misure alternative alla detenzione (affidamento in prova al servizio sociale e detenzione domiciliare). La Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia correttamente applicato tali disposizioni valutando la personalità del condannato e formulando un giudizio prognostico negativo in assenza di evidenze di un processo di revisione critica e di elementi positivi sufficienti a garantire la buona riuscita della misura.

  • giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione

    Sez. 1, n. 31420 del 05/05/2015, Incarbone; Sez. 1, n. 10586 dell'08/02/2019, Catalano; Sez. 1, n. 33287 dell'11/06/2013, Pantaleo; Sez. 1, n. 18388 del 20/02/2008, Cesarini

    Richiamato il principio secondo cui, ai fini della concessione delle misure alternative, oltre alla natura e gravità dei reati, è necessario valutare la condotta successiva del condannato e la presenza di elementi positivi che consentano un giudizio prognostico favorevole. La Corte ha confermato che il Tribunale ha rispettato tali criteri valutativi.

Massime di principio

  • Per ottenere misure alternative alla detenzione è indispensabile dimostrare, oltre a circostanze favorevoli attuali (lavoro, domicilio), un effettivo processo di revisione critica del comportamento criminale e comportamenti postivi continuativi.
  • I giudizi prognostici dei Tribunali di sorveglianza che si fondano su elementi documentati (es. rapporti disciplinari intramurari, informazioni investigative) sono difficilmente sindacabili in sede di Cassazione se la motivazione è congrua e ancorata alle fonti probatorie.
  • La presenza di un lavoro stabile o di una possibile ospitalità familiare sono fattori rilevanti ma non determinanti: devono essere valutati nel quadro complessivo della personalità e della storia del condannato.
  • In sede di ricorso per cassazione non è sufficiente una generica richiesta di rivalutazione dei presupposti; è necessario indicare specifici profili di illegittimità della motivazione o di violazione di norme.
  • Rapporti disciplinari e altri elementi intramurari negativi hanno un peso significativo nella previsione del rischio di recidiva e possono legittimamente precludere i benefici penitenziari.

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