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Sentenza

Sentenza del 16/12/2016 n. 328 - Comm. Trib. Prov. Novara

Registro- Rettifica del valore dell'immobile oggetto di compravendita - Contraddittorio preventivo - Obbligo di attivazione - Non sussiste - Valore dichiarato in atto - Perizia asseverata di tecnico abilitato - Congruità - Fondamento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato sia l'assenza di un contraddittorio preventivo prima dell'emissione dell'atto impositivo, sia la maggiore valutazione attribuita dall'Ufficio all'immobile. Ha sostenuto che il valore dichiarato nell'atto fosse congruo, documentandolo con una perizia asseverata redatta da un tecnico abilitato, nella quale erano state considerate le caratteristiche concrete dell'immobile e il relativo inquadramento urbanistico. La perizia sarebbe risultata più attendibile rispetto all'unico elemento comparativo utilizzato dall'Amministrazione.

La decisione

La contestazione è stata accolta. È stato affermato che, trattandosi di imposta di registro, non sussiste un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo, poiché tale imposta non rientra nell'ambito dei tributi armonizzati disciplinati dal diritto dell'Unione europea. Tuttavia, nel merito, il valore dichiarato è stato ritenuto congruo perché adeguatamente supportato da una perizia asseverata e riferito alle specifiche caratteristiche dell'immobile. Il solo raffronto utilizzato dall'Ufficio è stato considerato meno attendibile ai fini della rettifica.

Norme richiamate

  • Disciplina dell'imposta di registro

    L'imposta di registro è stata considerata un tributo non armonizzato, non direttamente disciplinato dalla normativa comunitaria; pertanto, l'Amministrazione non è soggetta a un obbligo generale di contraddittorio preventivo prima dell'emissione dell'atto impositivo.

  • Principio del contraddittorio endoprocedimentale

    Il diritto al contraddittorio preventivo può essere invocato, in via generale secondo il principio richiamato nella sentenza, soltanto per i tributi armonizzati. Per i tributi non armonizzati, come l'imposta di registro, tale obbligo non sussiste salvo specifiche previsioni normative.

Massime di principio

  • Per l'imposta di registro non è normalmente necessario che l'Amministrazione attivi un contraddittorio preventivo prima di rettificare il valore dichiarato, salvo che una specifica norma lo imponga.
  • Una perizia asseverata può costituire un elemento probatorio rilevante per dimostrare la congruità del valore dichiarato, soprattutto quando analizza in concreto caratteristiche edilizie, urbanistiche, stato e ubicazione dell'immobile.
  • Un accertamento fondato su un unico immobile o parametro comparativo può essere ritenuto insufficiente se non tiene conto delle differenze specifiche rispetto al bene oggetto di compravendita.
  • In caso di rettifica del valore immobiliare, è opportuno documentare il prezzo dichiarato con elementi tecnici puntuali e verificabili, poiché la valutazione concreta dell'immobile può prevalere su comparazioni generiche o non adeguatamente motivate.
  • L'assenza di contraddittorio preventivo e l'infondatezza della rettifica sono questioni distinte: la prima può non determinare l'annullamento dell'atto, mentre la seconda può condurre all'accoglimento del ricorso se il contribuente dimostra la congruità del valore dichiarato.

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