Ordinanza n. 8448/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti: a) del provvedimento emesso dal Ministero dell’Interno in data 10.9.2024, prot. n. -OMISSIS- - la cui notifica si è perfezionata ex art. 140 c.p.c. in data 24.10.2024 a seguito della spedizione della raccomandata informativa del tentativo di consegna effettuato in data 12.10.2024 -, con il quale è stata rigettata la domanda di concessione della cittadinanza italiana presentata dal ricorrente ai sensi dell’art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992; b) di ogni ulteriore atto presupposto, preparatorio, connesso e consequenziale della serie procedimentale, anche non conosciuto, ivi compresa la relazione istruttoria depositata in giudizio dal Ministero.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana per possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Ministero dell'Interno che ha rigettato, ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992, la domanda di concessione della cittadinanza italiana. Il diniego era fondato su dati aventi carattere riservato e su elementi emersi nell'istruttoria ritenuti tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica. A seguito dell'ordinanza istruttoria n. 929/2025, il ricorrente ha potuto visionare l'informativa redatta dagli organi di sicurezza, trasmessa dall'Amministrazione in plico riservato e sigillato, e ha proposto motivi aggiunti. Il testo non specifica ulteriormente i singoli vizi di legittimità dedotti, ma riferisce che le allegazioni e i motivi aggiunti hanno contestato fatti e deduzioni risultanti dall'informativa.
La decisione
Il TAR non ha definito il merito della controversia. Ritenendo necessario, per completezza della trattazione e ai fini della decisione, acquisire chiarimenti documentati sui fatti e sulle deduzioni formulati dal ricorrente nei motivi aggiunti, anche alla luce delle informazioni emerse dalla visione del plico riservato, ha disposto un adempimento istruttorio a carico del Ministero dell'Interno. L'Amministrazione dovrà depositare la relazione di chiarimenti entro novanta giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza. L'udienza di discussione del merito è stata rinviata al 7 ottobre 2026. Le generalità della parte devono essere oscurate per esigenze di tutela dei diritti o della dignità.
Norme richiamate
art. 9, comma 1, lett. f), legge n. 91/1992
La domanda di concessione della cittadinanza italiana è stata presentata ai sensi di tale disposizione; il diniego è stato adottato nell'ambito del relativo procedimento.
artt. 65, 66 e 67 c.p.a.
Richiamati in relazione agli incombenti istruttori disposti dal giudice.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196
Costituisce il presupposto, insieme alla disciplina europea richiamata, per l'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei diritti o della dignità.
artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati quali ulteriori presupposti per la tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando il diniego di concessione della cittadinanza è fondato su informazioni riservate e il ricorrente, dopo aver avuto accesso agli atti riservati in esecuzione di un ordine istruttorio, formula contestazioni su fatti e deduzioni ivi contenuti, il giudice può disporre l'acquisizione di una relazione documentata dell'amministrazione sui profili contestati prima di decidere il merito.
- L'acquisizione di chiarimenti istruttori può essere disposta anche dopo la visione, da parte del ricorrente, di un'informativa riservata, quando essa sia ritenuta necessaria per la completezza della trattazione e ai fini della decisione.
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