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Sentenza

Sentenza del 18/12/2019 n. 33756 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le società contestavano i dinieghi di rimborso della TARSU, sostenendo che le tariffe applicate dal Comune di Vieste per gli anni 2009-2013 fossero illegittime perché non adeguatamente parametrate al volume e alla natura dei rifiuti producibili e perché il regolamento comunale prevedeva una tariffa significativamente diversa tra alberghi e villaggi turistici, da un lato, e abitazioni civili, dall'altro. Il Comune, ricorrendo in Cassazione, ha dedotto anche l'inammissibilità delle domande per mancata impugnazione tempestiva delle cartelle, la proposizione di motivi nuovi in appello e l'assenza di specificità dell'atto di appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il quarto motivo del Comune, ritenendo legittima, in linea generale, la differenziazione tariffaria tra esercizi alberghieri e abitazioni civili, poiché la maggiore capacità produttiva di rifiuti degli alberghi costituisce un dato di comune esperienza. Ha dichiarato inammissibili i primi due motivi del Comune per difetto di autosufficienza, non essendo state trascritte o allegate le cartelle e gli atti necessari a dimostrare la definitività della pretesa e la novità delle censure in appello. Ha respinto il terzo motivo, ritenendo sufficientemente specifico l'appello. La sentenza della CTR è stata quindi cassata nella parte relativa all'illegittimità delle tariffe e le contribuenti sono state condannate a rifondere al Comune le spese del giudizio di legittimità, liquidate in 4.100 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 68

    La disciplina delle tariffe TARSU deve tenere conto della classificazione dei locali e delle aree in relazione alla loro omogenea potenzialità di produzione dei rifiuti.

    La norma non impedisce al Comune di distinguere gli esercizi alberghieri dalle abitazioni civili e di applicare agli alberghi una tariffa superiore, purché la classificazione sia ragionevole e collegata alla diversa capacità produttiva di rifiuti.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 69, comma 2

    I rapporti tra le tariffe e i costi del servizio costituiscono elementi di riscontro della legittimità della deliberazione tariffaria.

    Il confronto non deve essere effettuato soltanto tra le tariffe delle diverse categorie, ma tra ciascuna tariffa e i costi del servizio riferibili alla relativa classificazione economica.

  • D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 66

    Le eventuali riduzioni della TARSU possono operare quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge e dal regolamento, ma il carattere stagionale dell'attività alberghiera non rende di per sé illegittima una tariffa ordinaria più elevata; può eventualmente giustificare specifiche riduzioni.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 19 e 21

    Quando la pretesa tributaria deriva da un atto impositivo o da una cartella direttamente impugnabile, il contribuente deve contestarla nei termini. Il successivo pagamento e una domanda di rimborso non consentono, di regola, di rimettere in discussione un atto ormai definitivo.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57, comma 2

    In appello sono vietate le nuove eccezioni in senso stretto, relative a vizi dell'atto o a fatti impeditivi, modificativi o estintivi della pretesa. Il divieto non si estende alle mere difese e alle contestazioni delle censure o dei fatti costitutivi della pretesa.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53

    L'appello è sufficientemente specifico quando, valutato complessivamente, consente di individuare in modo inequivoco le ragioni del dissenso rispetto alla sentenza impugnata, anche mediante la riproposizione delle argomentazioni già formulate.

  • Art. 360 c.p.c.

    I motivi di ricorso per cassazione devono indicare con precisione la violazione denunciata e, quando riguardano fatti processuali, contenere tutti gli elementi necessari per consentire il controllo degli atti, in ossequio al principio di autosufficienza.

  • Art. 15, lett. a), direttiva 2006/12/CE

    È compatibile con il diritto dell'Unione una tassa sui rifiuti calcolata sulla stima della quantità di rifiuti producibile, anziché sulla quantità effettivamente conferita, purché i costi posti a carico delle diverse categorie non siano manifestamente sproporzionati rispetto ai volumi o alla natura dei rifiuti.

Massime di principio

  • La differenziazione della TARSU tra alberghi, villaggi turistici e abitazioni civili è generalmente legittima se fondata sulla maggiore capacità presunta di produzione dei rifiuti e su criteri coerenti con la struttura dei costi del servizio.
  • Non è necessario misurare individualmente i rifiuti prodotti da ogni contribuente: il Comune può utilizzare criteri presuntivi basati su superficie, destinazione dei locali, categoria economica e natura dell'attività.
  • Una tariffa più elevata per gli alberghi non è automaticamente illegittima per il solo fatto che l'attività sia stagionale; la stagionalità può, se previsto dalla disciplina applicabile, giustificare una riduzione specifica.
  • Chi intende contestare una pretesa TARSU deve normalmente impugnare tempestivamente l'avviso o la cartella che la contiene. Una successiva istanza di rimborso non consente, di regola, di contestare un atto ormai definitivo.
  • In Cassazione non basta affermare che una cartella o un atto è divenuto definitivo: occorre produrre o trascrivere gli atti e indicare con precisione gli elementi processuali rilevanti.
  • Nel processo tributario d'appello sono vietate le eccezioni nuove in senso stretto, mentre possono essere riproposte o sviluppate mere difese e contestazioni già riconducibili all'oggetto della controversia.
  • Per valutare la legittimità di una tariffa occorre verificare il rapporto tra la tariffa applicata, la categoria di appartenenza e i costi del servizio, non soltanto confrontare percentualmente tariffe di categorie diverse.

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