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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21824/2022 del 06/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di rescissione del giudicato per mancata conoscenza del processo da parte dell'imputato. Si denunciava violazione di legge e illogicità della motivazione in relazione agli artt. 629-bis e 420-bis c.p.p., carenza di motivazione sulla mancata verifica dell'effettiva instaurazione del rapporto tra difensore e imputato, e il travisamento della prova rispetto alla presunta conoscenza del procedimento mediante un verbale di identificazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha richiamato la giurisprudenza di legittimità secondo cui l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è di per sé sufficiente a presumer la conoscenza del processo e che la conoscenza effettiva deve riferirsi a un provvedimento formale di "vocatio in iudicium". Non essendovi prova che l'imputato si sia deliberatamente sottratto alla conoscenza del procedimento, la Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata, revocato la sentenza del Tribunale di Milano del 12/06/2018 e trasmesso gli atti al Giudice monocratico del Tribunale di Milano per il giudizio.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    norma richiamata in relazione ai presupposti per la rescissione del giudicato; la Corte richiede verifica rigorosa della conoscenza del processo da parte dell'imputato.

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    norma sul procedimento e sulle opzioni di rescissione del giudicato utilizzata come riferimento per valutare la sussistenza dei presupposti per l'annullamento della sentenza irrevocabile.

  • artt. 110, 633 comma 2, 639-bis cod. pen.

    norme sostanziali che indicano i reati per i quali era stato condannato l'imputato nella sentenza di primo grado poi revocata.

  • Sez. U, n. 23948/2019 (Ismail)

    "ai fini della dichiarazione di assenza, non può considerarsi presupposto idoneo la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio, da parte dell'indagato..."

    giurisprudenza che stabilisce che l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non basta; il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale e la reale conoscenza del procedimento.

  • Sez. U, n. 28912/2019 (Innaro)

    "l'effettiva conoscenza del procedimento deve essere riferita all'accusa contenuta in un provvedimento formale di 'vocatio in iudicium'..."

    giurisprudenza che richiede che la conoscenza riguardi un provvedimento formale che contenga l'accusa e l'indicazione di data, luogo e giudice dell'udienza, escludendo che basti l'avviso di conclusione indagini o atti pre-processuali.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è di per sé prova che l'imputato abbia effettivamente conosciuto il processo; il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale tra difensore e imputato.
  • La conoscenza del processo deve essere riferita a un provvedimento formale che contenga l'accusa e l'indicazione di data, luogo e giudice (vocatio in iudicium); atti pre-processuali o il semplice verbale di identificazione non sono sufficienti.
  • In assenza di prova che l'imputato si sia deliberatamente sottratto alla conoscenza del procedimento, sussistono i presupposti per la rescissione del giudicato e la revoca della sentenza irrevocabile.
  • Il giudice di merito chiamato a valutare la conoscenza del processo deve motivare specificamente le ragioni per ritenere che l'imputato fosse a conoscenza o si sia volontariamente sottratto; motivazioni generiche o basate su presunzioni formali sono insufficienti.
  • Quando la rescissione è accolta per mancanza di conoscenza del processo, la Cassazione può annullare senza rinvio e disporre il rinvio al giudice competente per il nuovo giudizio.

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