Cassazione Penale, Sentenza n. 33445/2024 del 03/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza di condanna per reati di bancarotta fraudolenta per distrazione e bancarotta documentale (ex artt. 110 c.p., 216, comma 1, n.1 e n.2, e 223, comma 1, legge fall.), per avere distratto somme dalla Family Home s.r.l. versandole a società riconducibili al Parolin (Ediland s.r.l. e G.P. Casa s.r.l.) e mediante prelevamenti soci e compensi amministratori non deliberati (importi contestati: €51.454,55; €79.000,00; complessivi €199.153,02, di cui €144.153,02 prelevamenti e €55.000 compensi). Inoltre Parolin è accusato di avere tenuto scritture contabili in modo da rendere impossibile la ricostruzione dei debiti e crediti. In sede di ricorso vengono dedotte violazioni di legge e vizi di motivazione: mancata considerazione delle censure di appello, insufficienza della prova del dolo e della consapevolezza del danno al ceto creditorio (in particolare in relazione al lasso temporale di tre anni tra preliminare e fallimento), validità delle fatture e natura commerciale degli addebiti, legittimità dei prelevamenti/compensi in quanto soci unici, regolarità contabile e proponibile attenuanti e riduzione della pena (offerta risarcitoria e comportamento post delictum).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto, confermando le valutazioni dei giudici di merito e, dunque, le condanne già irrogate in primo e secondo grado. La Corte ha ritenuto legittima la motivazione dei giudici di merito, richiamando il principio per cui la prova della distrazione può essere desunta dalla mancata dimostrazione, a carico dell'amministratore, della destinazione delle somme trasferite e dagli indici di fraudolenza (cointeressenze, mancanza di garanzie, assenza di documentazione contabile certa, tardiva fatturazione). Ha inoltre rigettato le censure sulla sussistenza del dolo e sulla posizione della Fecondo, sul carattere commerciale delle operazioni, sulla regolarità contabile e sulla possibilità di derubricazione; ha escluso l'applicabilità dell'attenuante di cui all'art. 62, n.6 c.p. ai reati di bancarotta per distrazione; ha ritenuto inammissibili o generiche varie doglianze sulla quantificazione del danno e sulla determinazione della pena. In definitiva il giudicato di merito è stato confermato (confermata la responsabilità penale e le relative pene e misure accessorie come da sentenza di merito).
Norme richiamate
Codice penale
Principio del concorso di persone: i fatti sono stati contestati come opere in concorso tra gli imputati
Legge fallimentare (r.d. 16 marzo 1942 n. 267)
art. 216, comma 1, n. 1 e n. 2
Norma che punisce la bancarotta fraudolenta per distrazione (n.1) e per altre forme rilevanti (n.2); applicata per i prelevamenti, pagamenti e distrazioni di risorse societarie
Legge fallimentare (r.d. 16 marzo 1942 n. 267)
Sanzioni previste per i reati fallimentari; richiamata nella rubricazione delle imputazioni
Legge fallimentare (r.d. 16 marzo 1942 n. 267)
Norma richiamata nella discussione sulla tenuta della contabilità e sulle eventuali violazioni formali della contabilità societaria
Legge fallimentare (r.d. 16 marzo 1942 n. 267)
Attribuisce al fallito un obbligo di verità circa la destinazione dei beni e giustifica l'inversione dell'onere probatorio rispetto alla destinazione dei beni o dei ricavi
Codice penale
Attenuante del cosiddetto "attivo ravvedimento"; la Corte chiarisce che non è applicabile ai reati che offendono il patrimonio in modo risarcibile (come la bancarotta per distrazione)
Codice civile
Disposizione che richiede che la misura del compenso degli amministratori sia determinata con delibera assembleare; usata per ritenere illeciti i compensi non deliberati
Codice di procedura penale
Limiti del sindacato di legittimità: la Corte di cassazione controlla la presenza e la coerenza della motivazione, non rivede i fatti né sostituisce la valutazione del merito
Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. con modificazioni)
Richiamato in ordine alla mancata richiesta di discussione orale; disciplina procedurale sulla discussione in Cassazione
Codice penale
Richiamato nella motivazione in tema di risarcibilità economica dei danni (citazione nella giurisprudenza relativa all'attivo ravvedimento)
Massime di principio
- In ipotesi di bancarotta fraudolenta per distrazione, quando l'amministratore non prova la destinazione delle somme prelevate o trasferite, può desumersi la distrazione: l'onere probatorio grava sull'amministratore/fallito (art. 87 l.f.).
- La presenza di cointeressenze tra amministratore e società beneficiaria, assenza di garanzie, fatturazione irregolare o tardiva e documentazione contabile carente sono indici concreti di fraudolenza che giustificano la condanna.
- Nei procedimenti di legittimità la Cassazione non consente una rinnovata valutazione del merito: i motivi che si limitano a riproporre la stessa narrativa già esaminata e motivatamente respinta in appello sono inammissibili o infondati.
- La qualifica formale di presidente/consigliere e la stretta vicinanza familiare con l'amministratore di fatto possono contribuire a desumere la consapevolezza o l'omissione colpevole, ove emerga che la carica è stata usata per dissimulare operazioni a favore di interessi del rappresentante.
- I prelevamenti a titolo di compenso devono essere deliberati dall'assemblea (art. 2389 c.c.); la loro percezione senza delibera è elemento integrativo della fattispecie di distrazione.
- L'attivazione dell'attenuante prevista dall'art. 62 n.6 c.p. (attivo ravvedimento) è generalmente esclusa per reati che consistono in offesa patrimoniale risarcibile, come la bancarotta per distrazione.
- Per ottenere risultati in sede di impugnazione è necessario proporre censure specifiche, documentate e riferite puntualmente alla motivazione di merito: argomentazioni generiche o basate su una diversa valutazione dei fatti non convinceranno la Cassazione.
- La mancata registrazione/assenza di data certa di contratti preliminari può rendere quegli atti inopponibili al fallimento e, se collegata ad assenza di garanzie e a interessi personali, diventa indice di operazioni finalizzate a sottrarre risorse societarie.
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