Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43129/2024 del 26/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 25/07/2024 del Tribunale per il riesame che aveva confermato l'ordinanza del GIP del 03/07/2024 disponendo la custodia in carcere per concorso in estorsione aggravata (minaccia alla persona finalizzata a impedire la concessione in locazione di un locale/officina a un concorrente; fatto commesso a Canicattì il 24/03/2023). Il difensore ha articolato due motivi: 1) vizio di nullità per mancata autonoma motivazione del GIP e del Tribunale rispetto alla richiesta del PM (inosservanza delle norme processuali a pena di nullità); 2) motivazione mancante o meramente apparente circa la concretezza e attualità delle esigenze cautelari di prevenzione speciale ex art. 274 c.p.p., rilevando l'assenza di ulteriori episodi dopo l'autunno 2023.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende. In motivazione la Corte ha ritenuto manifestamente infondati i motivi: sul profilo dell'autonoma motivazione, ha ricordato che la legge non esclude l'uso di tecniche redazionali 'per relationem' o l'incorporazione della richiesta del PM, purché emerga una visibile elaborazione autonoma delle ragioni del giudice; il ricorrente non ha dimostrato in quale misura la presunta mancanza di autonoma valutazione avrebbe inciso sul risultato decisionale. Quanto alla valutazione della gravità indiziaria e della rilevanza delle fonti dichiarative, la Corte ha ritenuto adeguata e logica la valutazione del Tribunale sul punto, con puntuale apprezzamento della credibilità della persona offesa e dell'efficacia intimidatoria delle condotte, nonché della sussistenza dell'aggravante 'metodo mafioso'. Infine, in relazione alle esigenze cautelari e alla scelta della custodia cautelare, la Corte ha sottolineato che opera la presunzione temperata di adeguatezza dell'art. 275, comma 3, c.p.p. per i fatti commessi con metodo mafioso e che il Tribunale non ha trovato elementi nuovi idonei a superare tale presunzione.

Norme richiamate

  • art. 128 cod. proc. pen.

    Richiamata per l'avviso relativo all'ordinanza; riferimento formale agli atti di notificazione

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Disciplina le modalità del ricorso per cassazione contro ordinanze cautelari; richiamato per la procedura seguita

  • art. 606, comma 1, lett. c) e lett. e) cod. proc. pen.

    Limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione: lett. c) riferita ai vizi di legge a pena di nullità, lett. e) ai limiti del controllo della motivazione di merito

  • art. 292 cod. proc. pen. (co.1 lett. c e co.2 lett. c)

    Norme sulla necessità di motivazione e sanzione della nullità se mancante l'autonoma valutazione; la Corte interpreta che l'autonomia può emergere anche con 'incorporazione' della richiesta del PM purché vi sia visibile elaborazione del giudice

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Regola le esigenze cautelari di prevenzione speciale; il ricorso contestava la mancanza di contemporaneità delle esigenze cautelari, censura ritenuta non fondata

  • art. 275 cod. proc. pen., comma 3

    Previsione della presunzione temperata di adeguatezza della misura cautelare più afflittiva quando il fatto è commesso con metodo mafioso; la Corte ha ritenuto che questa presunzione non sia stata vinta dal difensore

  • art. 187, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiesta della prova degli elementi processuali quando si allegano fatti che incidono sulla decisione; la Corte ricorda l'onere probatorio a carico dell'interessato per dimostrare il vizio processuale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma sulla condanna alle spese e al versamento di somme in favore della cassa delle ammende in caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso; applicata per la condanna del ricorrente

  • art. 629 cod. pen.

    Definizione del reato di estorsione; la Corte ha ritenuto integrati gli elementi costitutivi con le modalità intimidatorie descritte dalla persona offesa

  • Legge n. 47 del 2015 (novellazione art. 292 c.p.p.)

    Richiamata con riferimento alla nuova formulazione della disposizione sulla necessità di autonoma valutazione del giudice e alla relativa sanzione di nullità

Massime di principio

  • La mera sovrapponibilità testuale tra la motivazione del giudice e la richiesta del pubblico ministero non determina automaticamente la nullità: è necessario dimostrare con specificità in quale parte e in che modo l'assenza di autonomia abbia prodotto una decisione erronea o diversa.
  • Il giudice cautelare puo' utilizzare brani della richiesta del PM per ragioni di economia redazionale, purché emerga una visibile elaborazione autonoma delle ragioni che giustificano la misura.
  • In sede di cassazione la valutazione della credibilità della persona offesa e la valutazione dei gravi indizi sono questioni di fatto largamente riservate al giudice di merito e non sono riapribili se non in presenza di travisamento delle prove o manifeste contraddizioni.
  • L'aggravante 'metodo mafioso' ha natura prevalentemente obiettiva: la sua configurazione può derivare dalla strategia comune e dal contesto locale che rendono le azioni particolarmente intimidatorie.
  • Quando opera l'art. 275, comma 3, c.p.p. (presunzione temperata per fatti commessi con metodo mafioso), per sconfiggerla la difesa deve apportare elementi concreti e nuovi che dimostrino l'assenza o la non attualità delle esigenze cautelari.
  • Per contestare con successo la motivazione cautelare occorre indicare specificamente quali prove si ritengono travisate o omesse e dimostrare la loro rilevanza decisiva sul risultato; le censure generiche o meramente formali sono destinate a fallire.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.