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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27564/2025 del 28/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato in cassazione l'ordinanza del tribunale di sorveglianza che aveva negato la liberazione anticipata richiesta. L'unico motivo di ricorso è stato ritenuto inammissibile perché privo di specificità: non affrontava la ratio decidendi del provvedimento impugnato, che aveva valorizzato la commissione di un reato successivo al periodo di riferimento come indice della mancata partecipazione del condannato all'opera di rieducazione anche con riguardo ai periodi precedenti, ostando così al riconoscimento del beneficio.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

  • art. 17281/2019

    richiamata solo come precedente sulla specificità dei motivi; non è una norma

  • art. 8825/2016

    richiamata solo come precedente delle Sezioni Unite; non è una norma

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione i motivi devono essere specifici e devono confrontarsi con tutte le rationes decidendi del provvedimento impugnato; altrimenti il ricorso è inammissibile.
  • In materia di liberazione anticipata, la commissione di un reato successivo al periodo in valutazione può essere valorizzata come indice della mancata partecipazione del condannato al percorso rieducativo, con effetto ostativo anche rispetto ai periodi precedenti.
  • La censura che omette di contestare l'argomento decisivo posto a base del diniego non è idonea a superare la motivazione del giudice della sorveglianza.

Come è indicizzato

MaterieLiberazione anticipataImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale

Testo integrale

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