Cassazione Penale, Sentenza n. 18780/2023 del 04/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del 27/01/2022 con due censure principali: (a) omissione di pronuncia sulla questione del "bis in idem" e sulla configurabilità del reato complesso (art. 84 c.p.) in rapporto ai fatti già accertati con la sentenza del 6/6/2019 (omicidio aggravato da premeditazione, artt. 576, 577 c.p.) e quelli accertati con la sentenza del 25/5/2012 (violenza privata, art. 610 c.p., e minaccia grave, art. 612 c.p.), invocando il precedente delle Sezioni Unite del 15/07/2021 che ha ritenuto l'omicidio aggravato assorbente rispetto agli atti persecutori; (b) vizio di motivazione e violazione di legge nella determinazione dell'aumento di pena per continuazione (art. 671 c.p.p.), con contestazione dell'applicazione di incrementi superiori ai minimi edittali e della mancata spiegazione di come i reati satellite abbiano inciso sulla pena per il reato base.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Napoli, rilevando che il giudice dell'esecuzione non ha dato alcuna risposta (neppure negativa) alla questione se le condotte costituissero componenti di un reato complesso ai sensi dell'art. 84 c.p., con la conseguente carenza della motivazione. La Cassazione ha richiamato i criteri applicativi del reato complesso (unitarietà del contesto criminoso, inserimento strutturale delle fattispecie nella fattispecie complessa, comune matrice finalistica, ecc.) e ha disposto il rinvio perché la Corte di appello esamini la questione in piena libertà cognitiva. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito e non esaminato.
Norme richiamate
art. 84 cod. pen.
Il reato complesso impedisce la doppia valutazione giuridica dello stesso fatto quando una norma incriminatrice assorbe l'intero disvalore di comportamenti precedenti o connessi; è strumento di tutela del ne bis in idem sostanziale
Sezioni Unite, n. 38402 del 15/07/2021 (Rv. 281973)
"Il reato di omicidio aggravato ai sensi dell'art. 576, primo comma, n. 5.1 cod. pen., commesso a seguito di quello di atti persecutori da parte dell'agente nei confronti della medesima vittima, integra, in ragione della unitarietà del fatto, un reato complesso circostanziato ai sensi dell'art. 84, primo comma, cod. pen."
Principio richiamato dal ricorrente: l'omicidio aggravato può assorbire precedenti condotte persecutorie quando esista unità del contesto criminoso e convergenza finalistica
art. 671 cod. proc. pen.
Norma procedurale sulla determinazione della pena complessiva in caso di continuazione applicata dalla Corte di appello; la contestazione riguardava la motivazione dell'incremento per continuazione
artt. 610 e 612 cod. pen.
Reati di violenza privata e minaccia grave, rispettivamente: nel caso concreto erano le condotte anteriori che potrebbero essere assorbite dal successivo delitto di omicidio se configurabili come componenti di un reato complesso
artt. 576 e 577 cod. pen.
Art. 576 (aggravanti dell'omicidio) e art. 577 (circostanze aggravanti specifiche): nel caso di specie l'omicidio è stato accertato con aggravante di premeditazione e si discute se tale delitto assorba le condotte anteriori
art. 85 cod. pen.
Norma citata nella impugnazione (ratio: concorso di persone o concorso di reati) ma non specificamente sviluppata nella motivazione della Cassazione; rilevante in ordine al corretto inquadramento del rapporto tra più condotte
art. 15 cod. pen.
Disciplina del concorso apparente di norme (comparazione astratta): la Cassazione richiama che essa è inapplicabile quando le fattispecie non presentino affinità strutturale, indicando la preferenza per la valutazione del reato complesso quando sussistano i requisiti
art. 4 Protocollo 7 CEDU e art. 50 Carta dei Diritti Fondamentali UE
Fonti sovranazionali invocate come fondamento del principio del ne bis in idem sostanziale che giustifica l'istituto del reato complesso
Sentenze Corte Costituzionale (n. 200/2016, n. 43/2018, n. 236/2016) e Sez. U., n. 20664 del 23/02/2017 (Stalla, Rv. 269668)
Giurisprudenza richiamata a supporto della rilevanza costituzionale e della non applicabilità del concorso apparente di norme quando manchi affinità strutturale tra fattispecie; utile per definire i criteri di riconoscimento del reato complesso
Massime di principio
- Il reato complesso (art. 84 c.p.) si configura quando le condotte anteriori o connesse sono componenti strutturali e necessarie di un unico fatto più grave, caratterizzato da un'unitaria direzione finalistica e contesto criminoso.
- Prima di applicare cumulazioni o aumenti per continuazione, il giudice deve valutare espressamente se sussistano gli elementi del reato complesso: omissione di tale valutazione vizia la motivazione e può comportare annullamento.
- La disciplina del concorso apparente di norme (art. 15 c.p.) non è alternativa automatica al reato complesso: va esclusa quando le fattispecie non presentino affinità strutturale e quando il reato più grave assorba il disvalore delle fattispecie minori.
- Se un precedente giurisprudenziale (es. Sez. U. 15/07/2021) ha individuato l'assorbimento di reati minori da parte di un omicidio aggravato in presenza di unitarietà del fatto, tale principio può essere esteso solo previa verifica puntuale dei requisiti (unità contestuale, convergenza finalistica, inserimento strutturale).
- Nelle controversie sulla quantificazione della pena per continuazione il giudice deve motivare singolarmente gli aumenti e spiegare il ruolo di eventuali reati satellite nella determinazione della pena complessiva; se tale motivazione manca, la decisione può essere cassata per carenza motivazionale.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 4 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 18498/2023 del 04/05/2023
- Sentenza penale · 4 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 18499/2023 del 04/05/2023
- Sentenza penale · 4 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 18502/2023 del 04/05/2023
- Sentenza penale · 4 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 18505/2023 del 04/05/2023
- Sentenza penale · 4 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 18506/2023 del 04/05/2023
- Sentenza penale · 4 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 18508/2023 del 04/05/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →