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Sentenza

Sentenza del 18/01/2017 n. 1120 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava un avviso di accertamento relativo al 1998, con cui l'Agenzia delle Entrate aveva contestato alla società elementi positivi di reddito non dichiarati per Lire 439.019.000, riferiti a cessioni di ammendante e fertilizzante. L'Ufficio aveva determinato maggiori ricavi applicando la presunzione di cessione onerosa prevista dall'art. 53 del D.P.R. n. 633/1972, ritenendo che le differenze tra la massa di materiale in entrata e quella in uscita fossero dovute a cessioni gratuite non dichiarate e contestando sia la percentuale di calo del materiale sia il prezzo normale attribuito al fertilizzante. La società sosteneva invece che le perdite per evaporazione e trasformazione fossero maggiori e che alcune cessioni fossero effettivamente gratuite.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo adeguatamente motivata la sentenza della CTR, che aveva valorizzato le conclusioni della consulenza tecnica d'ufficio relative alla tipologia dell'attività, alle caratteristiche dell'impianto e al bilancio di massa tra prodotti in ingresso e in uscita. Tali elementi sono stati ritenuti sufficienti a dimostrare i cali di peso e la giustificazione delle cessioni gratuite, superando così la presunzione di cessione onerosa prevista dall'art. 53 del D.P.R. n. 633/1972. L'Agenzia è stata inoltre condannata al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 7.000, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 53

    La norma stabilisce una presunzione di cessione onerosa dei beni risultanti dalla contabilità come acquistati o prodotti ma non rinvenuti nei luoghi dell'impresa. La presunzione può essere superata mediante elementi probatori concreti e coerenti, come la dimostrazione di cali fisiologici, perdite di processo o effettive cessioni gratuite.

  • Art. 360, comma 1, c.p.c.

    La disposizione disciplina i motivi di ricorso per cassazione, tra cui il vizio di motivazione e la violazione o falsa applicazione di norme di diritto. La Corte ha ritenuto insussistenti entrambi i vizi dedotti dall'Agenzia.

Massime di principio

  • In presenza di una presunzione fiscale di cessione onerosa, il contribuente può superarla fornendo una ricostruzione documentata e tecnicamente plausibile delle perdite, dei cali fisiologici e delle cessioni gratuite.
  • Per attività produttive caratterizzate da trasformazioni, evaporazioni o riduzioni di peso, il bilancio di massa, le caratteristiche dell'impianto e una consulenza tecnica possono costituire elementi probatori decisivi.
  • Il giudice di merito può aderire alle conclusioni del consulente tecnico d'ufficio senza confutare analiticamente ogni osservazione della parte, purché indichi le ragioni per cui ritiene condivisibili quelle conclusioni.
  • In cassazione non è normalmente possibile ottenere un nuovo esame degli elementi tecnici e fattuali già valutati dal giudice di merito; le contestazioni devono evidenziare un effettivo vizio motivazionale o una concreta violazione di legge.
  • Le cessioni gratuite devono essere supportate da elementi oggettivi e coerenti con l'attività svolta; la sola dichiarazione del contribuente non è di regola sufficiente a superare la presunzione fiscale.

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