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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21952/2024 del 31/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gjura aveva chiesto la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari in comunità terapeutica; la Corte di appello di Genova dichiarò non luogo a provvedere perché il procedimento di estradizione, nell'ambito del quale era stata applicata la misura, si era esaurito e il ricorrente risultava detenuto per altro titolo di causa sotto la competenza di altra Autorità giudiziaria. Gjura ha contestato tale decisione deducendo violazione di legge, segnalando che era intervenuto un decreto del Ministro della Giustizia che aveva rinviato l'esecuzione dell'estradizione e che, in altro procedimento, gli era stata concessa la sostituzione con arresti domiciliari, mentre tuttora permaneva una custodia basata sul titolo estradizionale.

La decisione

La Corte Suprema ha ritenuto che l'ordinanza impugnata fosse in sé errata nel principio, perché la sospensione della procedura di estradizione "a soddisfatta giustizia" non elimina automaticamente la misura custodiale adottata nella procedura estradizionale, la quale richiede un provvedimento specifico. Tuttavia, dato che successivamente la Corte di appello di Venezia ha disposto la sospensione del titolo custodiale estradizionale, il ricorso è divenuto privo di interesse sopravvenuto e pertanto è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse; non è seguita condanna alle spese.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020

    Autorizza, in determinate condizioni emergenziali, la trattazione del ricorso senza l'intervento delle parti; la Corte ha proceduto senza le parti richiamando tale disposizione.

  • art. 94, comma 2, d.lgs. 150 del 2022

    Proroga/integrazione normativa che consente l'applicazione delle disposizioni procedurali emergenziali; la Corte l'ha richiamata come base procedurale per la trattazione del ricorso senza le parti.

  • Sez. 6, n. 44441 del 13/11/2008 (Orvidas)

    Giurisprudenza che afferma che la sospensione della procedura di estradizione "a soddisfatta giustizia" non comporta automaticamente la cessazione della misura cautelare adottata nell'ambito dell'estradizione, richiedendo un provvedimento specifico.

  • Sez. 6, n. 17624 del 12/04/2007 (Sogorovic)

    Ulteriore pronuncia che conferma il principio secondo cui la misura custodiale adottata nell'ambito dell'estradizione non viene meno senza un atto espresso che la sospenda.

  • Principio della sopravvenuta carenza di interesse

    Se, per atti successivi, viene meno l'interesse concreto alla decisione di una controversia (ad es. perché è stato sospeso il titolo custodiale contestato o è intervenuta una decisione che risolve la situazione), il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta mancanza di interesse.

Massime di principio

  • La sospensione della procedura di estradizione non cancella automaticamente le misure cautelari adottate nell'ambito della procedura estradizionale: per rimuoverle è necessario un provvedimento specifico che disponga la sospensione o la cessazione del titolo custodiale.
  • Quando il detenuto è sottoposto a più titoli di detenzione (es. estradizione e successiva condanna nazionale), il giudice che esamina una richiesta di revoca o sostituzione della misura deve verificare quale titolo sia attualmente sorgente dell'esecuzione per valutare la propria competenza e la rilevanza dell'istanza.
  • Se, dopo il deposito del ricorso, intervenissero atti o provvedimenti che eliminano l'interesse concreto del ricorrente (es. sospensione del titolo custodiale originario o concessione della sostituzione in altro procedimento), il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • In presenza di procedimenti distinti e di competenze diverse, il difensore dovrebbe sollecitare provvedimenti espressi che chiariscano e siano efficaci sul titolo custodiale concreto prima di proporre impugnazioni, o integrare il ricorso con richiesta di provvedimento specifico diretto ad incidere sul titolo estradizionale.
  • Le questioni procedurali in materia di detenzione per estradizione richiedono spesso il monitoraggio di provvedimenti successivi: la strategia difensiva deve tener conto sia degli atti amministrativi (es. decreto del Ministro della Giustizia) sia delle decisioni dell'Autorità giudiziaria che possono sopravvenire e rendere irrilevante il ricorso.

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